Il calcolo delle tasse dell’ostetrica in regime forfettario nel 2026 richiede di separare compensi, reddito determinato con il coefficiente del 78%, contributi della Gestione Commercianti INPS e imposta sostitutiva. Applicare semplicemente il 15% al fatturato porta a una stima sbagliata del carico complessivo.
Per l’ostetrica il punto decisivo è previdenziale: il riferimento ordinario è la Gestione Commercianti, che nel 2026 prevede un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.611,64 euro. Questo rende il calcolo diverso da quello di un professionista iscritto alla Gestione Separata.
Calcolo tasse ostetrica 2026: dati di partenza
| Voce | Dato 2026 |
|---|---|
| Codice ATECO | 86.94.02 – Attività ostetriche |
| Coefficiente di redditività | 78% |
| Imposta sostitutiva ordinaria | 15% |
| Nuova attività | 5% se ricorrono tutte le condizioni |
| Gestione previdenziale | Gestione Commercianti INPS |
| Aliquota commercianti 2026 | 24,48% |
| Minimale di reddito | 18.808 euro |
| Contributo minimo annuo | 4.611,64 euro |
1. Si parte dai compensi incassati
Nel regime forfettario conta il principio di cassa: per determinare il reddito fiscale si parte dai compensi effettivamente percepiti nell’anno. Una fattura emessa ma non ancora incassata non va confusa con un compenso già fiscalmente rilevante.
Per questo una previsione attendibile deve distinguere fatture emesse, incassi reali e liquidità disponibile.
2. Coefficiente di redditività dell’ostetrica: 78%
Per l’attività ostetrica il coefficiente utilizzato nel forfettario nel 2026 è 78%. Con 30.000 euro di compensi incassati il reddito forfettario lordo è quindi:
30.000 × 78% = 23.400 euro.
Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente. Le normali spese professionali non vengono dedotte una per una. Per codice corrente e vecchio inquadramento consulta il codice ATECO ostetrica 86.94.02.
3. Gestione Commercianti: contributo minimo e quota eccedente
Nel 2026 la Gestione Commercianti prevede un contributo minimo annuo di 4.611,64 euro calcolato sul minimale di reddito di 18.808 euro. Se il reddito soggetto a contribuzione supera il minimale, sulla quota eccedente si applica l’aliquota del 24,48% fino alle fasce previste dall’INPS.
Questo significa che anche con un reddito forfettario inferiore a 18.808 euro la contribuzione ordinaria non scende automaticamente in proporzione al reddito effettivo. È una differenza essenziale rispetto alla Gestione Separata.
Gli importi ufficiali sono indicati nella Circolare INPS 14/2026.
Come si calcolano i contributi oltre il minimale
Se il reddito forfettario supera 18.808 euro, al contributo minimo si aggiunge la contribuzione sulla parte eccedente. Con reddito forfettario di 23.400 euro, per esempio, la quota eccedente è:
23.400 − 18.808 = 4.592 euro.
Applicando il 24,48% a 4.592 euro si ottengono circa 1.124,12 euro di contributi aggiuntivi. Sommando il minimo di 4.611,64 euro, la contribuzione annua ordinaria stimata è quindi circa 5.735,76 euro.
4. Contributi deducibili e imposta sostitutiva
I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili riducono il reddito sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva. Per questo non bisogna confondere i contributi stimati come costo economico dell’anno con quelli effettivamente pagati e deducibili nella dichiarazione del medesimo periodo.
La sequenza fiscale è quindi: compensi incassati → coefficiente 78% → contributi obbligatori deducibili pagati → base imponibile → imposta sostitutiva.
5. Imposta sostitutiva al 15% o 5%
L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il 5% non dipende dal fatto che la Partita IVA sia appena stata aperta: devono essere verificati tutti i requisiti previsti dalla normativa. Per soglie e cause ostative consulta il regime forfettario ostetrica 2026; per la procedura iniziale vedi come aprire Partita IVA da ostetrica.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Ipotizziamo 30.000 euro di compensi, attività per l’intero anno e contribuzione ordinaria senza applicare riduzioni previdenziali controverse.
- 30.000 × 78% = 23.400,00 euro di reddito forfettario;
- contributi INPS ordinari stimati = 5.735,76 euro;
- se, a solo scopo esemplificativo, i contributi deducibili pagati nell’anno fossero pari allo stesso importo: 23.400 − 5.735,76 = 17.664,24 euro;
- imposta al 15% = circa 2.649,64 euro;
- imposta al 5%, se spettante = circa 883,21 euro.
L’esempio mostra il metodo e il peso della previdenza. Nella dichiarazione reale la deduzione dipende dai contributi effettivamente versati nell’anno, quindi gli importi fiscali possono non coincidere con la contribuzione maturata sul reddito dello stesso periodo.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi incassati:
- 50.000 × 78% = 39.000,00 euro di reddito forfettario;
- quota oltre il minimale: 39.000 − 18.808 = 20.192 euro;
- contributi INPS ordinari stimati = circa 9.554,64 euro;
- ipotizzando contributi deducibili pagati nello stesso importo: base imponibile ≈ 29.445,36 euro;
- imposta al 15% ≈ 4.416,80 euro;
- imposta al 5%, se spettante ≈ 1.472,27 euro.
Riduzione INPS del 35%: perché non la uso negli esempi
Per gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti in regime forfettario esiste una riduzione contributiva del 35%, ma per le ostetriche la sua applicazione è oggetto di una posizione restrittiva dell’INPS segnalata anche dalla FNOPO nel 2026.
Per questo gli esempi di questa guida utilizzano la contribuzione ordinaria e non riducono automaticamente il costo INPS. L’eventuale beneficio va verificato sulla posizione individuale prima di considerarlo nel budget.
Saldo, acconti e liquidità
Il carico maturato nell’anno non coincide necessariamente con ciò che viene versato in una sola scadenza. La Gestione Commercianti prevede contribuzione sul minimale durante l’anno e contributi sulla quota eccedente collegati alla dichiarazione, mentre l’imposta sostitutiva segue i propri meccanismi di saldo e acconto.
È quindi utile accantonare parte degli incassi durante l’anno e distinguere sempre tasse, contributi e costi reali dell’attività. Se preferisci delegare calcoli e scadenze, verifica cosa comprende il servizio nella guida sul commercialista per ostetrica.
Spese professionali e netto reale
Assicurazione, formazione, software, strumenti, studio, telefono e altre spese ordinarie non vengono dedotte analiticamente nel forfettario. Il sistema presume già una quota di costi attraverso il coefficiente del 78%.
Il reddito fiscale e il denaro che rimane realmente disponibile sono quindi due grandezze diverse. Per valutare la convenienza del regime bisogna considerare anche i costi effettivi che non riducono il reddito forfettario.
Errori frequenti nel calcolo
- applicare il 15% direttamente ai compensi;
- usare la Gestione Separata al posto della Gestione Commercianti;
- dimenticare il contributo minimo INPS;
- considerare automatica la riduzione del 35%;
- confondere il coefficiente 78% con un’imposta;
- dedurre contributi non ancora effettivamente pagati;
- considerare automatico il 5% per ogni nuova Partita IVA;
- ignorare saldo e acconti nella previsione di cassa.
In sintesi
Il calcolo tasse dell’ostetrica forfettaria nel 2026 parte dai compensi incassati, applica il coefficiente del 78% e deve poi considerare la Gestione Commercianti INPS, con minimale 18.808 euro e contributo minimo annuo 4.611,64 euro. Solo dopo la deduzione dei contributi obbligatori effettivamente pagati si determina la base dell’imposta sostitutiva al 15% o 5% se spettante.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.