Un commercialista per ostetrica nel 2026 deve conoscere non soltanto il regime forfettario, ma soprattutto le particolarità previdenziali e sanitarie della professione: ATECO 86.94.02, Gestione Commercianti INPS, contributi minimi, fatture sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria.
Il punto decisivo nella scelta non è quindi trovare il preventivo più basso, ma capire quali adempimenti sono realmente inclusi e se il consulente sa evitare errori di inquadramento che possono alterare contributi, tasse e scadenze per tutto l’anno.
Cosa deve conoscere un commercialista per ostetrica
- ATECO 86.94.02 – Attività ostetriche;
- iscrizione professionale e distinzione tra adempimenti fiscali e sanitari;
- requisiti e cause ostative del regime forfettario;
- coefficiente di redditività del 78%;
- Gestione Commercianti INPS e contributi minimi;
- questione della riduzione contributiva del 35% per le ostetriche;
- fatturazione delle prestazioni sanitarie e delle eventuali attività non sanitarie;
- Sistema Tessera Sanitaria;
- imposta di bollo;
- saldo, acconti, F24 e dichiarazione dei redditi.
La prima verifica: attività effettiva e ATECO
Un consulente fiscale dovrebbe partire dai servizi realmente svolti. Per la libera professione ostetrica il codice corrente è 86.94.02, introdotto con ATECO 2025. Il precedente 86.90.29 appartiene alla vecchia classificazione e non va utilizzato automaticamente per una nuova apertura.
Se la professionista svolge anche corsi, formazione o altri servizi autonomi, bisogna verificare se occorre aggiungere un’attività secondaria. Il dettaglio è nella guida sul codice ATECO ostetrica 86.94.02.
Apertura Partita IVA: cosa dovrebbe comprendere il servizio
Per la libera professionista persona fisica l’apertura avviene normalmente con modello AA9/12. Un servizio completo non dovrebbe limitarsi alla trasmissione del modello: dovrebbe verificare data di inizio, ATECO, regime fiscale, posizione INPS e impostazione delle fatture.
L’attribuzione della Partita IVA non comporta una tassa statale di apertura. Il costo dipende quindi dall’assistenza scelta. La procedura completa è spiegata nella guida su aprire Partita IVA da ostetrica.
Regime forfettario: quali controlli deve fare
Nel 2026 il limite ordinario dei compensi dell’anno precedente è pari a 85.000 euro. Restare sotto la soglia non basta: vanno verificate tutte le cause ostative, comprese quelle collegate a lavoro dipendente, partecipazioni societarie e rapporti con datori di lavoro.
Per il 2026 la specifica causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati utilizza la soglia di 35.000 euro, salve le eccezioni previste. Se invece durante l’anno i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa immediatamente secondo la disciplina vigente. Per requisiti e soglie consulta il regime forfettario ostetrica 2026.
Gestione Commercianti: il punto che distingue l’ostetrica
Per la libera professionista ostetrica il riferimento previdenziale ordinario è la Gestione Commercianti INPS, non la Gestione Separata. Questo deriva dalla disciplina speciale successiva alla soppressione dell’ENPAO.
Un commercialista che utilizza automaticamente le aliquote della Gestione Separata rischia quindi di sottostimare o calcolare in modo errato il carico previdenziale. Il quadro istituzionale è richiamato anche dal Ministero del Lavoro.
Contributi INPS 2026: minimo da mettere a budget
Nel 2026 l’aliquota della Gestione Commercianti è del 24,48%. Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo indicato dall’INPS è 4.611,64 euro.
Questo significa che il budget previdenziale non può essere costruito applicando una percentuale soltanto al reddito effettivo: esiste una contribuzione sul minimale. Per esempi pratici consulta il calcolo tasse ostetrica forfettaria. I valori ufficiali sono nella Circolare INPS 14/2026.
Riduzione contributiva del 35%: cosa deve verificare
Per artigiani e commercianti forfettari esiste una riduzione contributiva del 35%, ma per le ostetriche la sua applicazione non va considerata automatica. Nel 2026 la FNOPO ha segnalato una posizione restrittiva dell’INPS sulla categoria.
Un consulente prudente dovrebbe quindi verificare la singola posizione prima di inserire lo sconto in una simulazione. Presentare il beneficio come certo può produrre un preventivo fiscale troppo ottimistico.
Fatture sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria
Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche richiedono una gestione diversa da eventuali attività non sanitarie. Nel 2026 resta il divieto di utilizzare lo SdI per le fatture relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche; separatamente, i dati delle spese sanitarie devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria quando previsto.
Il commercialista dovrebbe quindi chiarire se il servizio comprende soltanto la dichiarazione fiscale oppure anche l’assistenza sulla corretta impostazione di fatture, bollo e Sistema TS. Il riferimento istituzionale sulle spese sanitarie è la sezione dell’Agenzia delle Entrate.
Commercialista online per ostetrica: cosa deve includere
- apertura o variazione della Partita IVA;
- verifica ATECO 86.94.02;
- controllo annuale dei requisiti del forfettario;
- gestione o assistenza sulla posizione INPS commercianti;
- calcolo contributi minimi ed eccedenti;
- predisposizione F24;
- imposta sostitutiva, saldo e acconti;
- dichiarazione dei redditi;
- supporto su fatture sanitarie e bollo;
- assistenza sul Sistema Tessera Sanitaria, se compresa nel servizio;
- supporto durante l’anno per variazioni e dubbi operativi.
Quanto costa un commercialista per ostetrica?
Non esiste una tariffa unica. Il prezzo dipende dai servizi compresi e dal livello di assistenza. Due preventivi con importo simile possono essere molto diversi se uno comprende INPS, Sistema TS, F24 e consulenza durante l’anno e l’altro soltanto dichiarazione e adempimenti fiscali di base.
Il confronto corretto va quindi fatto sul costo annuale a parità di servizi, chiedendo sempre per iscritto quali attività sono incluse e quali generano costi extra.
Quando l’assistenza è particolarmente utile
- prima apertura della Partita IVA;
- passaggio dal vecchio ATECO al codice 86.94.02;
- lavoro dipendente insieme alla libera professione;
- dubbi sulla Gestione Commercianti;
- richiesta o verifica dell’agevolazione contributiva;
- prestazioni sanitarie e attività formative svolte insieme;
- superamento delle soglie del forfettario;
- errori o omissioni relativi a Sistema TS o fatture.
Domande da fare prima di scegliere
- Conoscete l’inquadramento INPS specifico delle ostetriche?
- Nel preventivo sono compresi contributi INPS e F24?
- Gestite anche il Sistema Tessera Sanitaria?
- Controllate annualmente i requisiti del forfettario?
- Come gestite fatture sanitarie e attività non sanitarie?
- La consulenza durante l’anno è inclusa?
- Le variazioni ATECO o di regime hanno costi aggiuntivi?
In sintesi
Un buon commercialista per ostetrica nel 2026 deve coordinare ATECO 86.94.02, forfettario, Gestione Commercianti INPS, contributi minimi, fatture sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria. La scelta va fatta verificando competenze e servizi compresi, non soltanto confrontando il prezzo annuale.
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