Per il calcolo delle tasse di un panettiere in regime forfettario nel 2026 bisogna applicare il coefficiente del 40%, calcolare i contributi previdenziali e poi l’imposta sostitutiva. Gli esempi principali di questa guida assumono un panificio produttivo iscritto alla Gestione Artigiani; una semplice rivendita o attività di bake-off può invece ricadere nella Gestione Commercianti.
Dati 2026 usati negli esempi
- ATECO produttivo: 10.71.10.
- Coefficiente: 40%.
- Minimale INPS: 18.808 euro.
- Contributo minimo Artigiani: 4.521,36 euro.
- Aliquota Artigiani: 24% fino a 56.224 euro, 25% oltre la prima fascia.
- Imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% quando spettante.
Formula del regime forfettario
Il reddito lordo fiscale si calcola con ricavi × 40%. Dal risultato si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi; sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva. Farine, energia, affitto e attrezzature non vengono sottratti singolarmente dal reddito forfettario.
INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro. Sulla parte di reddito oltre il minimale si applica il 24% fino a 56.224 euro e il 25% sulla quota eccedente.
Da quali ricavi si supera il minimale?
Con coefficiente 40%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro con circa 47.020 euro di ricavi. Sotto questa soglia, per una posizione artigiana ordinaria attiva tutto l’anno, il contributo minimo continua a incidere anche se il reddito fiscale calcolato al 40% è inferiore.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 8.000 euro. Contributi ordinari: circa 4.521,36 euro. Base per l’imposta: 3.478,64 euro. Imposta al 15%: circa 521,80 euro; al 5%: circa 173,93 euro.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 12.000 euro. Contributi ordinari: circa 4.521,36 euro. Base per l’imposta: 7.478,64 euro. Imposta al 15%: circa 1.121,80 euro; al 5%: circa 373,93 euro.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 20.000 euro. La quota oltre il minimale è 1.192 euro; il 24% corrisponde a circa 286,08 euro. Contributi complessivi: circa 4.807,44 euro. Base per l’imposta: 15.192,56 euro. Imposta al 15%: circa 2.278,88 euro; al 5%: circa 759,63 euro.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 32.000 euro. Contributi ordinari stimati: circa 7.687,44 euro. Base per l’imposta: 24.312,56 euro. Imposta al 15%: circa 3.646,88 euro; al 5%: circa 1.215,63 euro.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 34.000 euro. Contributi ordinari stimati: circa 8.167,44 euro. Base per l’imposta: 25.832,56 euro. Imposta al 15%: circa 3.874,88 euro; al 5%: circa 1.291,63 euro.
Tabella riepilogativa
| Ricavi | Reddito 40% | INPS Artigiani circa | Imposta 15% |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 8.000 € | 4.521,36 € | 521,80 € |
| 30.000 € | 12.000 € | 4.521,36 € | 1.121,80 € |
| 50.000 € | 20.000 € | 4.807,44 € | 2.278,88 € |
| 80.000 € | 32.000 € | 7.687,44 € | 3.646,88 € |
| 85.000 € | 34.000 € | 8.167,44 € | 3.874,88 € |
Se è una rivendita o bake-off: Gestione Commercianti
Se l’attività non produce il pane ma opera come commercio al dettaglio 47.24.10, l’inquadramento previdenziale può essere quello dei Commercianti. Per il 2026 l’INPS indica lo stesso minimale di 18.808 euro, ma un contributo minimo annuo di 4.611,64 euro e un’aliquota del 24,48% nella prima fascia. Per questo non bisogna copiare il calcolo del panificio artigiano su una semplice rivendita.
Riduzione contributiva del 35%
Il contribuente in forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può chiedere, quando ne ricorrono le condizioni, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Gli esempi precedenti sono calcolati senza questa riduzione.
Perché il minimo INPS pesa molto sui piccoli panifici
Con 20.000 euro di ricavi il reddito fiscale al 40% è 8.000 euro, mentre il contributo minimo artigiano supera 4.500 euro. Il peso previdenziale è quindi molto più importante di quanto suggerisca la sola aliquota del 15% dell’imposta sostitutiva.
Imposta al 5%: quando spetta davvero
L’aliquota ridotta del 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta se la nuova attività soddisfa le condizioni previste. Non è automatica quando si apre una nuova Partita IVA per proseguire sostanzialmente un’attività già esercitata.
Farine, energia e forni non si deducono uno per uno
Nel forfettario il 60% dei ricavi rappresenta i costi presunti. Se farine, energia, gas, affitto, personale, manutenzioni e ammortamento economico delle attrezzature superano stabilmente quella quota, conviene confrontare il regime con una contabilità ordinaria. Anche l’IVA pagata sugli acquisti non viene recuperata con il meccanismo ordinario.
Incassi, forniture e clienti business
Un panificio può vendere al dettaglio ma anche fornire bar, ristoranti e negozi. Nel forfettario conta il principio di cassa: i ricavi rilevano quando vengono incassati. Crediti commerciali, pagamenti differiti e incassi a cavallo d’anno vanno quindi monitorati insieme alle soglie del regime.
Soglie di 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del regime è 85.000 euro. Il superamento senza oltrepassare 100.000 euro produce l’uscita secondo le regole previste per l’anno successivo; oltre 100.000 euro operano gli effetti di uscita immediata. Un laboratorio che aumenta forniture B2B deve monitorare gli incassi durante l’anno.
Guide collegate e calcolatore
Verifica prima il codice ATECO del panificio e l’inquadramento nella guida su come aprire la Partita IVA. Puoi poi confrontare la simulazione con il calcolatore del regime forfettario, il regime forfettario per panettiere e la pagina sul commercialista.
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