Il calcolo delle tasse del terapista occupazionale in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 78%, ma per stimare correttamente quanto si paga bisogna distinguere reddito fiscale, contributi INPS maturati, contributi effettivamente versati e imposta sostitutiva. Per il libero professionista il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Separata per il professionista senza altra previdenza obbligatoria è 26,07%; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria è 24%. Ai fini dell’imposta sostitutiva, però, rilevano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nel periodo.
Formula del calcolo tasse
- reddito forfettario lordo = compensi incassati × 78%;
- base dell’imposta = reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili effettivamente versati;
- imposta sostitutiva = base imponibile × 15%, oppure × 5% quando spettano i requisiti.
La deduzione dei contributi versati deriva dall’articolo 1, comma 64, della legge 190/2014.
Dati 2026 da usare
- ATECO: 86.95.00;
- coefficiente di redditività: 78%;
- Gestione Separata: 26,07% senza altra previdenza obbligatoria;
- Gestione Separata: 24% nei casi previsti;
- reddito minimale ai fini dell’accredito pieno: 18.808 euro;
- imposta sostitutiva: 15% oppure 5%.
Le aliquote e il minimale 2026 sono indicati dalla Circolare INPS n. 8/2026.
Contributi maturati e contributi deducibili
Il contributo teorico calcolato sul reddito dell’anno serve per stimare il costo previdenziale. La deduzione fiscale segue invece i contributi obbligatori realmente versati nel periodo d’imposta.
Saldo e acconti vengono pagati in momenti diversi rispetto all’anno in cui il reddito viene prodotto. Per questo la simulazione economica e il calcolo fiscale della dichiarazione possono non coincidere.
Esempio fiscale con 30.000 euro di compensi
- reddito forfettario lordo: 30.000 × 78% = 23.400 euro;
- contributi teorici al 26,07%: circa 6.100,38 euro;
- contributi teorici al 24%: 5.616 euro.
Se nel 2026 risultano, ad esempio, 5.000 euro di contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili, la base dell’imposta sostitutiva diventa 18.400 euro.
L’imposta è quindi circa 2.760 euro al 15% oppure 920 euro al 5%.
Esempio economico con 20.000 euro
Con 20.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 15.600 euro. La contribuzione teorica al 26,07% è circa 4.066,92 euro.
Se, soltanto per una proiezione a regime, si ipotizzasse l’intero importo come deducibile nello stesso periodo, la base residua sarebbe 11.533,08 euro e l’imposta circa 1.729,96 euro al 15% o 576,65 euro al 5%.
Esempio economico con 50.000 euro
Con 50.000 euro di compensi il reddito lordo è 39.000 euro. La contribuzione teorica al 26,07% è circa 10.167,30 euro.
In una simulazione semplificata a regime, la base residua sarebbe 28.832,70 euro e l’imposta circa 4.324,91 euro al 15% o 1.441,64 euro al 5%.
Esempio economico con 80.000 euro
Con 80.000 euro di compensi il reddito forfettario è 62.400 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 16.267,68 euro.
In una simulazione a regime la base residua sarebbe 46.132,32 euro e l’imposta al 15% circa 6.919,85 euro.
Cosa succede a 85.000 euro di compensi
Con 85.000 euro di compensi il reddito lordo è 66.300 euro e la contribuzione teorica al 26,07% è circa 17.284,41 euro.
85.000 euro è anche la soglia ordinaria del regime: se viene superata senza oltrepassare 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita avviene dall’anno successivo.
Esempio con aliquota INPS del 24%
Con 30.000 euro di compensi e reddito forfettario di 23.400 euro, il 24% produce una contribuzione teorica di 5.616 euro, inferiore ai 6.100,38 euro del 26,07%.
L’aliquota non è una scelta: dipende dalla posizione previdenziale concreta.
Il minimale INPS di 18.808 euro
Il minimale serve per l’accredito contributivo dell’intero anno e non costituisce un contributo fisso da pagare comunque.
Con aliquota 26,07%, l’accredito pieno dell’anno richiede nel 2026 una contribuzione annua di 4.903,25 euro. Con reddito inferiore al minimale, i contributi sono comunque calcolati sul reddito effettivo ma l’accredito può risultare proporzionato.
Saldo e acconti: perché gli F24 cambiano
In uno stesso anno il professionista può pagare il saldo dell’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso. Il denaro che esce dal conto corrente non coincide quindi sempre con il contributo maturato sul reddito dello stesso anno.
Primo anno e secondo anno
Nel primo anno il carico finanziario può apparire più leggero perché saldo e acconti non sono ancora pienamente entrati a regime. Dal ciclo dichiarativo successivo le uscite possono aumentare sensibilmente.
Costi reali: domicilio, strutture e trasferte
Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Per un terapista occupazionale possono incidere assicurazione, Ordine, ECM, test, software, materiali, affitto, percentuali alle strutture e trasferte domiciliari.
Questi costi non riducono analiticamente il reddito fiscale, ma devono essere sottratti dal netto economico reale.
Netto fiscale e netto economico non coincidono
Due professionisti con lo stesso fatturato possono avere un netto molto diverso se uno lavora quasi esclusivamente per una struttura e l’altro sostiene studio, trasferte e materiali.
Più attività con coefficienti diversi
Se il terapista occupazionale svolge anche formazione o consulenza non sanitaria con un diverso codice ATECO e un diverso coefficiente, non è corretto applicare il 78% a tutti i compensi.
Sistema Tessera Sanitaria e riconciliazione degli incassi
Fatture, pagamenti e dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria devono essere riconciliati periodicamente. Nel forfettario il reddito segue gli incassi, quindi il controllo aiuta a evitare differenze tra gestionale, conto corrente e dichiarazione.
Checklist per il calcolo
- somma i compensi effettivamente incassati;
- separa eventuali attività con coefficienti differenti;
- applica il 78% ai compensi della terapia occupazionale;
- verifica l’aliquota INPS corretta;
- stima i contributi maturati;
- verifica quelli effettivamente versati e deducibili;
- calcola la base dell’imposta;
- applica il 15% o il 5% se spettante;
- considera saldo e acconti;
- separa netto fiscale e netto economico.
Consulta anche regime forfettario, apertura Partita IVA, codice ATECO e commercialista.
Imposta al 5%: quando cambia davvero il risultato
L’aliquota del 5% può ridurre in modo significativo l’imposta sostitutiva nei primi anni, ma non modifica la contribuzione INPS e non riduce i costi reali dell’attività. Per questo una simulazione utile deve mostrare separatamente imposta, contributi e spese professionali.
Il 5% non va inoltre applicato automaticamente solo perché la Partita IVA è recente: vanno verificati i requisiti previsti per la nuova attività e l’eventuale prosecuzione di un’attività precedente.
Collaborazioni con strutture: il fatturato non coincide con il netto
Un terapista occupazionale che fattura 50.000 euro a cooperative o strutture può sostenere costi e tempi non fatturabili molto diversi da chi lavora direttamente con pazienti privati. Percentuali riconosciute alla struttura, trasferte, tempi di spostamento e attività amministrativa riducono il netto economico senza ridurre il reddito forfettario.
Come leggere gli F24 senza confondere saldo e acconti
Gli F24 possono contenere contemporaneamente saldo dell’anno precedente e acconti per l’anno in corso. Per questo non è corretto confrontare un singolo F24 con la sola imposta “maturata” nell’anno.
Una pianificazione chiara separa almeno quattro voci: imposta dell’anno, contributi maturati, contributi effettivamente versati e acconti richiesti per il periodo successivo.
Quanto accantonare durante l’anno
Non esiste una percentuale universale. L’accantonamento dipende da aliquota INPS, aliquota fiscale, contributi già versati, costi reali e livello degli acconti. È comunque prudente non considerare disponibile tutta la liquidità incassata.
Domande frequenti
Come si calcolano le tasse?
Si applica il 78% ai compensi incassati, si deducono i contributi obbligatori effettivamente versati e sulla base residua si applica il 15% o, se spettante, il 5%.
Il 26,07% si sottrae tutto nello stesso anno?
Non automaticamente: fiscalmente contano i contributi obbligatori effettivamente versati.
Esiste un contributo INPS minimo fisso?
No. Il minimale di 18.808 euro riguarda l’accredito contributivo pieno.
Quando si applica il 24%?
Nei casi previsti per pensionati o professionisti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Con 30.000 euro quanto si paga?
Il reddito lordo è 23.400 euro e i contributi teorici al 26,07% sono circa 6.100,38 euro; l’imposta effettiva dipende dai contributi realmente versati e deducibili.
In sintesi
Il calcolo corretto richiede di distinguere sempre reddito forfettario, contributi maturati, contributi versati e imposta sostitutiva. Solo così la simulazione resta utile senza diventare un importo apparentemente esatto.
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Caterina
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