Un commercialista per terapista occupazionale nel 2026 deve conoscere non soltanto il regime forfettario, ma anche il corretto ATECO 86.95.00, la Gestione Separata INPS, il Sistema Tessera Sanitaria, il trattamento IVA delle prestazioni sanitarie e le particolarità del lavoro svolto in studio, a domicilio o per strutture sanitarie e sociosanitarie.
Il primo controllo: ATECO 86.95.00
ATECO 2025 include espressamente i terapisti occupazionali nel codice 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Il commercialista deve quindi evitare due errori frequenti: riutilizzare il vecchio 86.90.29 oppure scegliere una voce di intermediazione sanitaria come 86.97.00. Il codice fiscale non cambia il profilo professionale: terapista occupazionale e fisioterapista restano professioni distinte.
Verificare Albo e natura della prestazione
Il terapista occupazionale è una professione sanitaria della riabilitazione e deve essere iscritto al relativo Albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP. Questo dato incide anche sulla corretta lettura delle prestazioni rese. Il commercialista dovrebbe distinguere ciò che è attività sanitaria da eventuali docenze, corsi, consulenze organizzative o servizi non sanitari, perché possono cambiare IVA, documentazione e, nei casi più strutturati, anche la classificazione dell’attività.
Regime forfettario e coefficiente del 78%
Con ATECO 86.95.00 il coefficiente di redditività è 78%. Il commercialista deve quindi calcolare il reddito fiscale sui compensi rilevanti e non sui costi effettivi. Affitto dello studio, assicurazione, ECM, strumenti, software, trasporti e formazione non vengono dedotti singolarmente nel forfettario. Per questo la convenienza va valutata anche sulla base dei costi reali della professione.
Gestione Separata INPS: 26,07% o 24%
Il terapista occupazionale non ha una Cassa previdenziale autonoma. Nel caso ordinario del libero professionista il riferimento è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è del 26,07% per chi non è assicurato presso altra forma obbligatoria e del 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati. Il commercialista deve verificare la situazione personale prima di impostare acconti e accantonamenti.
Sistema Tessera Sanitaria: adempimento centrale
Gli iscritti all’Albo dei terapisti occupazionali sono tra i soggetti obbligati alla trasmissione delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Il commercialista dovrebbe predisporre un flusso semplice per raccogliere correttamente dati, importi, date e tipologia delle prestazioni, evitando di trattare il Sistema TS come un adempimento separato da fatturazione e dichiarazione.
Prestazioni sanitarie ed esenzione IVA
Le prestazioni sanitarie rese nell’esercizio della professione e finalizzate a diagnosi, cura o riabilitazione possono rientrare nell’esenzione IVA prevista dall’articolo 10 del DPR 633/1972. Il commercialista deve però verificare la natura concreta di ogni linea di attività: una docenza, una consulenza aziendale o la vendita di materiali non diventa esente soltanto perché il prestatore è un professionista sanitario.
Studio proprio o collaborazione con strutture
Il modello economico cambia molto tra chi lavora quasi esclusivamente per una struttura e chi gestisce uno studio proprio. Nel primo caso vanno controllati contratti, concentrazione dei compensi e possibile presenza di un precedente rapporto di lavoro; nel secondo diventano più importanti costi fissi, locali, privacy, organizzazione dello studio e sostenibilità del forfettario.
Collaborazioni con cooperative e centri riabilitativi
Molti terapisti occupazionali lavorano per cooperative, centri di riabilitazione, RSA, strutture psichiatriche o servizi sociosanitari. Il commercialista deve distinguere il rapporto autonomo genuino da situazioni che, per organizzazione concreta, potrebbero presentare elementi tipici del lavoro subordinato. Sul piano fiscale, tutti i compensi concorrono al controllo delle soglie del forfettario.
Lavoro dipendente e attività autonoma
Se il terapista occupazionale è anche dipendente, nel 2026 va verificata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, con soglia di 35.000 euro salvo le eccezioni previste. Vanno inoltre controllati eventuali vincoli contrattuali e l’aliquota previdenziale applicabile in presenza di altra copertura obbligatoria.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. Se integralmente deducibili nel periodo considerato, la base residua è 28.832,70 euro e l’imposta al 15% è circa 4.324,91 euro. Il conteggio reale degli F24 dipende anche da contributi effettivamente versati e acconti.
Controllare la convenienza del forfettario
Il coefficiente presume costi pari al 22% dei compensi. Se lo studio sostiene affitto, segreteria, assicurazioni, strumenti, formazione, software e spostamenti per un ammontare superiore, il commercialista dovrebbe confrontare il netto effettivo con il regime ordinario. La decisione non dovrebbe basarsi soltanto sull’aliquota sostitutiva del 15%.
Controlli da fare durante l’anno
- compensi incassati e avvicinamento alle soglie del forfettario;
- contributi INPS e acconti;
- correttezza degli invii al Sistema Tessera Sanitaria;
- distinzione tra prestazioni sanitarie e attività diverse;
- eventuali rapporti con datori di lavoro attuali o precedenti;
- variazioni del modello di attività, come apertura di uno studio o nuove docenze;
- accantonamento di liquidità per imposte e contributi.
Quando il commercialista è realmente specializzato
Una gestione adeguata non consiste soltanto nell’inviare la dichiarazione. Il professionista fiscale dovrebbe saper spiegare perché l’ATECO corrente è 86.95.00, impostare correttamente la Gestione Separata, coordinare Sistema TS e trattamento IVA, verificare la convenienza del forfettario e riconoscere quando attività formative o consulenziali richiedono una gestione distinta.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario del terapista occupazionale, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO 86.95.00 e il calcolo di tasse e contributi.
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