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Codice ATECO 33.20.09: installazione di macchine industriali

Aggiornato il 12 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO 33.20.09: installazione di macchine industriali

Il codice ATECO 33.20.09 – Installazione di altre macchine e apparecchiature industriali identifica nell’ATECO 2025 il montaggio e l’avviamento di macchinari industriali, macchine pesanti, attrezzature di magazzino, grandi scaffalature, refrigerazione industriale e stazioni di ricarica autonome. Comprende anche smantellamento di apparecchiature di grandi dimensioni, posizionamento delle macchine e alcune apparecchiature elettriche industriali.

La distinzione centrale è il tipo di prestazione: installare un macchinario industriale non equivale a ripararlo, fabbricarlo, venderlo o installare un impianto che costituisce parte integrante di un edificio. Per chi apre una Partita IVA occorre inoltre verificare coefficiente forfettario del 67% quando pertinente, corretta gestione INPS, IVA, sicurezza e obblighi tecnici sulla base delle operazioni effettivamente svolte.

Quali lavori comprende il codice ATECO 33.20.09?

Le note esplicative ISTAT ATECO 2025, pagina 303 dell’ebook riportano esempi precisi. La sottocategoria appartiene alla divisione 33 (riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature), gruppo 33.2, classe 33.20. Il fatto che la divisione comprenda anche riparazione e manutenzione non significa che ogni intervento di manutenzione ricada nel 33.20.09.

  • Installazione di macchine industriali: posa e montaggio nei siti produttivi secondo il progetto e il contratto di installazione.
  • Smantellamento: rimozione e disassemblaggio di grandi apparecchiature, nel perimetro delle operazioni industriali considerate da ISTAT.
  • Avviamento e messa in opera finale: operazioni conclusive di installazione e predisposizione del macchinario all’utilizzo.
  • Machine rigging: posizionamento controllato di macchinari pesanti, anche in stabilimenti con spazi e accessi complessi.
  • Attrezzature di magazzino: installazione di macchinari, componenti industriali e sistemi di movimentazione.
  • Grandi scaffalature: installazione di strutture di magazzino non integrate come componenti strutturali dell’edificio.
  • Refrigerazione e congelamento industriali: installazione di specifiche apparecchiature e pompe di calore non destinate all’uso domestico.
  • Colonnine di ricarica autonome: installazione di stazioni di ricarica elettrica non assimilabili alle wallbox integrate negli edifici.
  • Altre apparecchiature elettriche industriali: interventi sull’equipaggiamento industriale che rientrano nel codice, escluse le sottocategorie più specifiche.
  • Attrezzature per piste da bowling: esempio espressamente incluso da ISTAT, anche se non attinente a una fabbrica tradizionale.

La lista chiarisce perché non è sufficiente cercare «installatore industriale» senza descrivere il lavoro. Per alcune attrezzature ISTAT prevede voci più specifiche all’interno della classe 33.20: installazione di motori e trasformatori, strumenti di misurazione, cisterne metalliche, generatori di vapore, strumenti medici o macchine per ufficio.

Installazione, manutenzione, fabbricazione e commercio non sono la stessa attività

Chi monta un macchinario nuovo presso la fabbrica del cliente svolge un’attività che può essere coerente con il 33.20.09. Chi interviene successivamente su una macchina guasta, sostituisce componenti per ripristinarne la funzione o esegue manutenzione periodica deve verificare invece le voci della divisione 33 dedicate alla riparazione e manutenzione del tipo di apparecchiatura.

Nel settore delle macchine d’impiego generale, per esempio, esiste la scheda ATECO 33.12.59, riparazione e manutenzione di altre macchine. Lavorare sullo stesso impianto non rende classificazioni equivalenti: installazione iniziale, successivo servizio di manutenzione e fornitura di ricambi possono rappresentare attività distinte.

Diversa è anche l’attività di chi acquista e rivende macchinari senza installarli come prestazione autonoma. Per le attività di commercio all’ingrosso di macchine e attrezzature si deve individuare il settore merceologico corrispondente, ad esempio considerando la scheda ATECO 46.64.99 per altre macchine e attrezzature varie. Il semplice fatto che un venditore consegni una macchina montata non è, da solo, prova sufficiente di un’attività principale di installazione.

Refrigerazione industriale e pompe di calore: quando usare 33.20.09

ISTAT include espressamente l’installazione di apparecchiature industriali per refrigerazione, congelamento e pompe di calore non domestiche. Non è però corretto riclassificare automaticamente ogni tecnico frigorista con questo codice. Gli impianti di climatizzazione e riscaldamento che costituiscono parte integrante di un edificio possono appartenere all’area 43.22; la manutenzione di apparecchiature industriali ha ulteriori voci specifiche.

La nostra guida al codice ATECO per frigoristi confronta impianti per edifici, refrigerazione industriale e attività di manutenzione. Il codice va valutato in funzione del contesto, della funzione del bene installato e del servizio fatturato, non della sola dimensione della macchina.

Anche gli obblighi legati ai gas fluorurati (F-Gas) e alle certificazioni possono dipendere da tipologia di apparecchiatura, interventi e normativa applicabile: non ogni installatore del 33.20.09 ha identici obblighi. Per avvio e gestione della posizione professionale del tecnico del freddo vedi la guida alla Partita IVA del frigorista, distinta dalla classificazione esatta qui esaminata.

Colonnina autonoma o wallbox: il confine con gli impianti elettrici degli edifici

Le note ISTAT collocano nel 33.20.09 le stazioni di ricarica autonome. Escludono invece dall’area industriale le installazioni che costituiscono parte integrante di edifici e gli specifici sistemi impiantistici che ricadono nelle costruzioni. Una wallbox installata sulla parete di un edificio e collegata all’impianto elettrico interno non è automaticamente la stessa attività di una colonnina indipendente.

La nostra guida al codice ATECO per elettricisti distingue impianti elettrici negli edifici, wallbox a muro, impianti industriali e postazioni autonome. Per identificare la voce economica occorre verificare quale attrezzatura sia installata e come si collochi rispetto all’edificio e alle reti. L’ATECO non sostituisce i requisiti di abilitazione per l’esecuzione delle parti di impianto elettrico che lo richiedono.

Scaffalature e magazzini: installazione o lavori sull’edificio?

ISTAT include nel 33.20.09 la posa di grandi scaffalature industriali non integrate strutturalmente negli edifici. Per contro, la posa di componenti strutturali in acciaio destinati a scaffalature di magazzino può appartenere alla voce 43.42, e la realizzazione di pareti divisorie o allestimenti interni segue, quando pertinente, le classificazioni della sezione costruzioni.

Un’impresa che allestisce un magazzino deve quindi separare, se necessario, macchine per la movimentazione, impianto elettrico, scaffalature strutturali e altri lavori edilizi. Il contratto può comprendere più prestazioni, ma non è prudente attribuire all’intero appalto il primo codice individuato soltanto perché il cliente è un magazzino logistico.

Regime forfettario: quando è applicabile il 67%

Il coefficiente di redditività del 67% è il riferimento normalmente associato all’installazione di macchinari industriali, ma va verificato in base all’attività concretamente esercitata e al raccordo tra ATECO 2025 e ATECO 2007. Il D.Lgs. 81/2025, articolo 1 prevede infatti che, in attesa di coefficienti specifici per i nuovi codici, si continuino a utilizzare quelli dell’allegato 4 della legge 190/2014 mediante i codici corrispondenti della precedente classificazione.

Il 67% non è l’aliquota d’imposta e non significa che il 67% dei ricavi sia «tassa». Nel forfettario, se spettante, si considera reddito il 67% dei ricavi o compensi fiscalmente rilevanti; il 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Le normali spese per trasporto, noleggio di gru, attrezzi, certificazioni e carburante non vengono dedotte una per una per determinare quel reddito.

L’accesso al regime dipende dal contribuente persona fisica, dai limiti di ricavi e compensi, dall’assenza di cause ostative e dai requisiti previsti. Una SRL che monta macchinari non può applicare il forfettario delle persone fisiche solo perché svolge il 33.20.09. Quando vi sono più attività effettive, i coefficienti e il trattamento fiscale devono essere verificati separatamente secondo le disposizioni vigenti.

Esempio numerico: 45.000 euro di incassi annui

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Ipotesi illustrativa: un installatore individuale svolge soltanto prestazioni riconducibili al 33.20.09, è ammesso al forfettario e ha coefficiente applicabile pari al 67%. Su 45.000 euro di ricavi fiscalmente rilevanti, il reddito forfettario preliminare ammonta a 30.150 euro. La quota forfettaria implicita di costi è 14.850 euro, anche se i costi effettivi dell’impresa sono differenti.

Se nello stesso anno risultano 5.000 euro di contributi obbligatori deducibili effettivamente versati (importo ipotetico, non calcolato con un’aliquota INPS standard), la base imponibile dell’imposta sostitutiva diventa 25.150 euro. Con aliquota del 15% si hanno 3.772,50 euro di imposta; con aliquota del 5%, quando spettano i requisiti specifici, 1.257,50 euro. Il netto effettivo deve includere anche il costo dei contributi, gli investimenti e tutte le altre spese.

Il caso concreto può essere diverso se l’impresa vende soprattutto macchinari, esegue installazioni edilizie o presta manutenzione: verifica anche gli esempi contenuti nella guida sul forfettario per frigoristi e non applicare il coefficiente a un’attività diversa dalla propria.

INPS Artigiani, Commercianti o Gestione Separata?

Molte imprese individuali che installano materialmente macchinari industriali possono essere inquadrate come imprese artigiane, con relativa previdenza, ma l’iscrizione effettiva dipende da requisiti, forma giuridica, attività e lavoro del titolare. La sola selezione di 33.20.09 non prova automaticamente l’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS. La Gestione Commercianti può rilevare in altre organizzazioni imprenditoriali, e la Gestione Separata si applica a fattispecie professionali differenti.

In caso di impresa con personale, possono inoltre applicarsi contributi e obblighi assicurativi distinti dalla contribuzione individuale del titolare. Il portale INPS rende disponibili circolari annuali con aliquote, minimali, scadenze e regole delle gestioni. Prima di stimare i contributi occorre verificare la posizione registrata, l’attività lavorativa effettiva e i versamenti dovuti.

IVA e reverse charge nelle installazioni industriali

Non è corretto indicare «IVA 22%» oppure «reverse charge» per ogni contratto di installazione industriale senza leggere l’operazione. Nel regime ordinario la prestazione può essere imponibile con aliquota ordinaria del 22%, salvo regole particolari, ma la territorialità, il tipo di bene, il rapporto tra fornitura e posa e la natura del contratto possono comportare effetti differenti.

Il meccanismo di reverse charge previsto per determinate prestazioni relative agli edifici non si estende automaticamente alla sola installazione di macchinari industriali non integrati nell’immobile. Analogamente, una lavorazione destinata a un cliente estero può richiedere la verifica delle regole di territorialità IVA, della movimentazione del macchinario e degli eventuali adempimenti doganali o intracomunitari.

Chi opera validamente nel forfettario normalmente non addebita IVA secondo le regole del regime, ma può comunque avere obblighi IVA per gli acquisti dall’estero. La corretta indicazione in fattura dipende dall’inquadramento della specifica operazione; non si può dedurla dal codice ATECO.

Sicurezza: attrezzature di lavoro, sollevamenti e formazione

Installare e spostare macchinari pesanti può comportare rischio di schiacciamento, ribaltamento, caduta dei carichi, interferenza con i mezzi, energie residue e avviamenti involontari. Il D.Lgs. 81/2008, Testo unico sulla sicurezza impone di affrontare questi rischi con le misure pertinenti: organizzazione del lavoro, formazione, uso di attrezzature idonee, gestione dei luoghi e coordinamento con il committente. La classificazione ATECO non sostituisce nessuno degli adempimenti di sicurezza.

Prima del montaggio è opportuno definire anche il perimetro contrattuale tra produttore della macchina, installatore, utilizzatore e fornitori di servizi specializzati. Documentazione tecnica, istruzioni del costruttore, collaudo, eventuali verifiche di conformità, consegna e formazione degli addetti devono essere coerenti con la legislazione sulle macchine applicabile al singolo caso e alla data di messa in servizio.

Se l’intervento riguarda impianti posti al servizio di edifici, occorre valutare separatamente l’applicabilità del D.M. 37/2008 e le eventuali abilitazioni: non ogni macchina industriale costituisce un impianto degli edifici. Le qualifiche specifiche e gli obblighi derivanti dall’impiego di refrigeranti o apparecchiature elettriche non si ricavano automaticamente dall’ATECO.

Come aprire la Partita IVA e indicare attività prevalenti o secondarie

L’installatore che esercita stabilmente attività in forma d’impresa deve individuare la classificazione ATECO coerente con le prestazioni vendute, definire la forma giuridica e verificare gli adempimenti verso Agenzia delle Entrate, Registro Imprese, INPS, INAIL ed enti competenti. Per una ditta individuale le pratiche di impresa possono passare attraverso Comunicazione Unica; per un libero professionista si applicano modalità diverse a seconda dell’attività.

  • Elenca contratti e prestazioni effettive: posa, avviamento, rigging, manutenzione, vendita, impiantistica elettrica, refrigerazione.
  • Individua l’attività economicamente prevalente e valuta codici secondari solo quando le altre linee sono effettive e abituali.
  • Verifica i requisiti artigiani, eventuali abilitazioni tecniche e la corretta posizione previdenziale.
  • Controlla scelte e requisiti fiscali, incluso il coefficiente del forfettario ricostruito secondo il raccordo ATECO 2007.
  • Prepara contratti chiari per collaudo, avviamento, consegna, responsabilità e documentazione di sicurezza.
  • Valuta IVA, operazioni transfrontaliere, assicurazione, INAIL e obblighi sulle attrezzature per ogni commessa.

Per un’impostazione della contabilità quando si combinano interventi su macchine e impianti frigoriferi consulta la guida al commercialista per frigoristi; per verifiche tecniche su macchinari e collaudi puoi approfondire la scheda ATECO 71.20.19 relativa alle altre analisi e ai collaudi tecnici senza confondere la certificazione o prova con l’attività di installazione.

Domande frequenti sul codice ATECO 33.20.09

Il 33.20.09 comprende l’avviamento dei macchinari?

Sì. ISTAT menziona esplicitamente la messa in opera finale e l’avviamento dei macchinari tra le attività incluse. Se invece il servizio consiste soltanto in manutenzione o riparazione successiva, va verificata la classificazione specifica.

Le scaffalature industriali rientrano sempre nel 33.20.09?

No. Vi rientrano le grandi scaffalature di magazzino non integranti parti strutturali degli edifici; il montaggio strutturale in acciaio e determinati lavori edilizi sono da valutare in categorie diverse.

La colonnina di ricarica è classificata come wallbox?

Non automaticamente. Il 33.20.09 menziona stazioni di ricarica autonome; le wallbox integrate in edifici sono da confrontare con i codici degli impianti elettrici negli edifici, in funzione dell’intervento concreto.

È possibile applicare il 67% nel regime forfettario?

Il 67% è un coefficiente di riferimento, da confermare secondo il raccordo alla precedente ATECO 2007 e soltanto se la persona fisica soddisfa tutti i requisiti del forfettario. Non rappresenta l’aliquota d’imposta dovuta.

Chi installa macchine industriali è sempre Artigiano INPS?

No: può essere un inquadramento frequente, ma l’iscrizione dipende dalla posizione dell’impresa e del titolare. Anche le eventuali gestioni per personale e altre attività devono essere considerate separatamente.

Per le installazioni industriali si applica sempre il reverse charge?

No. L’inversione contabile non si estende automaticamente ai macchinari industriali: l’IVA si determina in base al contratto, al bene installato, al luogo dell’operazione e alle regole applicabili.

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