Il codice ATECO 47.26.01 identifica il commercio al dettaglio di tabacco in qualsiasi forma. In ATECO 2025 comprende sigarette, sigari, tabacco da pipa, tabacco da masticare e tabacchi da inalazione senza combustione. Non comprende invece sigarette elettroniche e liquidi per inalazione, classificati nel 47.26.02, né gli accessori per fumatori come pipe, accendini e strumenti per arrotolare le sigarette, che rientrano nel 47.26.09.
La vendita di tabacchi non è però un normale commercio al dettaglio: in Italia fa parte della rete delle rivendite di generi di monopolio e richiede una concessione o, nei casi previsti, un patentino rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Anche fiscalmente il trattamento è speciale: la rivendita di sali e tabacchi rientra nel regime IVA dell’articolo 74 del DPR 633/1972 e costituisce una causa di esclusione dal regime forfettario. Non è quindi corretto applicare automaticamente il coefficiente del 40% come a un normale negozio.
| Dato | Indicazione |
|---|---|
| Codice ATECO 2025 | 47.26.01 |
| Denominazione | Commercio al dettaglio di tabacco in qualsiasi forma |
| Comprende | Sigarette, sigari, tabacco da pipa, tabacco da masticare, tabacchi da inalazione senza combustione |
| Da distinguere | 47.26.02 sigarette elettroniche/liquidi; 47.26.09 accessori per fumatori |
| Autorizzazione | Concessione ADM per rivendite; patentino nei casi previsti |
| IVA | Regime speciale ex art. 74 DPR 633/1972 |
| Forfettario | Non applicabile alla rivendita di tabacchi soggetta al regime IVA speciale |
| Previdenza | Normalmente Gestione Commercianti per il titolare d’impresa, da verificare sul caso concreto |
Cosa comprende il codice ATECO 47.26.01
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel 47.26.01 il commercio al dettaglio di tabacco in qualsiasi forma, con esempi espliciti quali sigarette, sigari, tabacco da pipa e tabacco da masticare. È incluso anche il commercio al dettaglio di tabacchi da inalazione senza combustione.
Il codice descrive quindi il prodotto venduto, ma non autorizza da solo l’esercizio dell’attività. Per i tabacchi lavorati occorre rispettare la disciplina dei generi di monopolio e operare all’interno della rete ufficiale autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
47.26.01, 47.26.02 e 47.26.09: le differenze
ATECO 2025 ha separato chiaramente tre attività che in una tabaccheria possono convivere. Il 47.26.01 riguarda il tabacco in qualsiasi forma; il 47.26.02 riguarda sigarette elettroniche, liquidi per inalazione e altri prodotti a base di nicotina escluso il tabacco; il 47.26.09 riguarda altri accessori per fumatori, come accendini, pipe e attrezzature per arrotolare le sigarette.
Una tabaccheria tradizionale può quindi avere più attività economiche da descrivere. La regola generale resta quella di individuare correttamente attività principale e secondarie senza usare un solo codice per prodotti che ATECO 2025 ha volutamente distinto.
Concessione ADM: il codice ATECO non basta per aprire una tabaccheria
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiarisce che le rivendite di generi di monopolio vendono tabacchi al dettaglio sulla base di un’apposita concessione. Le rivendite possono essere ordinarie o speciali e sono inserite nella rete ufficiale rifornita dai depositari fiscali autorizzati.
Non è quindi possibile aprire una normale attività commerciale, indicare il 47.26.01 in Partita IVA e iniziare a vendere sigarette. L’apertura o il subentro in una rivendita richiedono le procedure ADM e la verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti. Per gli aspetti generali di apertura dell’impresa puoi consultare anche aprire Partita IVA per commercianti.
Rivendita ordinaria, rivendita speciale e patentino
La rivendita ordinaria è la normale tabaccheria aperta al pubblico e identificata dalla concessione. Le rivendite speciali sono collocate in particolari strutture, come stazioni, aeroporti o altre sedi per cui esiste una specifica esigenza di servizio.
Il patentino ADM è invece un’autorizzazione complementare alla rete delle rivendite ordinarie e può interessare esercizi già dotati di altra licenza, quando ricorrono le condizioni previste. Per questo un bar che vende anche tabacchi non va trattato automaticamente come una normale tabaccheria autonoma.
Regime forfettario: perché non si applica alla rivendita di tabacchi
Il punto fiscale più importante è che la vendita di tabacchi rientra in un regime speciale IVA. L’articolo 74 del DPR 633/1972 disciplina in modo speciale il commercio di sali e tabacchi ceduti attraverso le rivendite dei generi di monopolio.
La legge 190/2014 esclude dal regime forfettario le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali IVA. La stessa Agenzia delle Entrate, nelle proprie circolari sul forfettario, indica espressamente la vendita di sali e tabacchi tra le attività incompatibili. Per questo non è corretto applicare alla tabaccheria il coefficiente di redditività del 40% previsto in generale per molti commercianti. Puoi approfondire anche le cause di esclusione dal regime forfettario.
IVA speciale, prezzo al pubblico e aggio della tabaccheria
Nel sistema dei tabacchi il prezzo al pubblico non viene determinato liberamente dal singolo rivenditore. ADM pubblica le tariffe di vendita e la composizione del prezzo, che comprende accisa, IVA, aggio del rivenditore e quota spettante al fornitore.
La legge prevede che il rivenditore sia remunerato ad aggio; la disciplina vigente stabilisce per i tabacchi lavorati una misura del 10% del prezzo di vendita al pubblico. Fiscalità e contabilità della rivendita vanno quindi costruite sul meccanismo specifico della concessione e dell’aggio, non sul semplice schema “ricavi meno acquisto merce” tipico di un normale esercizio commerciale.
INPS e forma dell’attività
Il titolare individuale di una tabaccheria svolge normalmente un’attività commerciale organizzata e la posizione previdenziale da verificare è in genere la Gestione Commercianti INPS. Il codice ATECO resta però solo uno degli elementi dell’inquadramento.
Se l’attività è svolta tramite società, con soci lavoratori, amministratori o collaboratori familiari, gli obblighi possono cambiare. Per questo è utile coordinare ATECO, Registro Imprese, ruolo effettivo dei soggetti e posizione previdenziale. La guida su più attività con la stessa Partita IVA aiuta nei casi in cui alla rivendita si affianchino altri servizi.
Bar tabacchi e attività aggiuntive
Molte rivendite associano al tabacco altre attività: bar, vendita di prodotti alimentari, articoli per fumatori, servizi di pagamento, giochi, valori bollati o altre prestazioni. Queste attività non diventano automaticamente parte del 47.26.01 e possono richiedere codici, autorizzazioni e regimi fiscali differenti.
Se il locale svolge anche somministrazione di bevande, per esempio, va distinta l’attività di bar e caffetteria. Nei casi con più attività è utile verificare il codice ATECO principale e secondario e non presumere che tutte le entrate seguano automaticamente lo stesso trattamento fiscale.
Vendita online di tabacchi: attenzione al divieto
La vendita di tabacchi lavorati non può essere trattata come un normale e-commerce. ADM richiama il divieto di vendita a distanza dei tabacchi lavorati e precisa anche che non è consentito l’acquisto di tabacchi lavorati tramite internet.
Un sito web della tabaccheria può avere funzioni informative o promuovere servizi consentiti, ma l’offerta e la vendita dei prodotti del tabacco devono rispettare la disciplina specifica. Anche per questo non è corretto assimilare il 47.26.01 a un generico codice di commercio elettronico.
Dal vecchio ATECO al 47.26.01 di ATECO 2025
ATECO 2025 ha reso più analitica la classe dedicata ai prodotti del tabacco separando tabacco, sigarette elettroniche e accessori. Chi aveva una posizione precedente deve quindi verificare quali prodotti vende realmente e aggiornare le attività in modo coerente.
Il principio è lo stesso descritto nella guida su come scegliere il codice ATECO: prima si descrive l’attività effettiva, poi si individua il codice più specifico. Se le attività sono più di una, può essere utile anche la guida su più codici ATECO con la stessa Partita IVA.
Adempimenti da verificare prima di iniziare
Per una tabaccheria non basta la normale sequenza Partita IVA, Registro Imprese e pratica SUAP. Il primo vero gate è la posizione nei confronti di ADM: concessione della rivendita, subentro o altra procedura applicabile. Solo dopo ha senso coordinare gli ulteriori adempimenti commerciali e locali.
Vanno poi verificati Registro Imprese, INPS, eventuali attività aggiuntive, requisiti del locale, distributori automatici, insegna e regole specifiche dei servizi accessori. Se l’attività comprende più rami, una verifica preventiva evita di usare un unico codice o un unico regime fiscale per operazioni che hanno discipline differenti. Per il quadro generale del commerciante puoi consultare la guida alla Partita IVA commercianti.
Errori frequenti con il codice 47.26.01
- pensare che basti aprire la Partita IVA con il 47.26.01 per poter vendere tabacchi;
- applicare automaticamente il coefficiente forfettario del 40%;
- ignorare il regime IVA speciale dell’articolo 74 DPR 633/1972;
- confondere tabacco, sigarette elettroniche e accessori per fumatori;
- trattare bar, giochi o servizi aggiuntivi come se fossero compresi nello stesso codice;
- considerare il patentino equivalente a una normale concessione di rivendita;
- tentare di impostare la vendita di tabacchi come un normale e-commerce;
- dedurre automaticamente la previdenza dal solo codice senza considerare forma e ruolo del titolare.
Domande frequenti sul codice ATECO 47.26.01
Cosa comprende il codice ATECO 47.26.01?
Comprende il commercio al dettaglio di tabacco in qualsiasi forma: sigarette, sigari, tabacco da pipa, tabacco da masticare e tabacchi da inalazione senza combustione.
Le sigarette elettroniche rientrano nel 47.26.01?
No. Sigarette elettroniche e liquidi per inalazione hanno il codice specifico 47.26.02; gli altri accessori per fumatori rientrano nel 47.26.09.
Una tabaccheria può applicare il regime forfettario?
No, quando svolge la rivendita di tabacchi soggetta al regime speciale IVA dell’articolo 74. La normativa del forfettario esclude i soggetti che si avvalgono di regimi speciali IVA.
Serve una concessione per vendere tabacchi?
Sì. Le rivendite di generi di monopolio operano sulla base di una concessione ADM; il patentino è un’autorizzazione distinta e complementare prevista per specifiche situazioni.
Il titolare deve iscriversi alla Gestione Commercianti?
Per il titolare individuale di una tabaccheria la Gestione Commercianti è normalmente la posizione da verificare. Società, soci lavoratori e altre configurazioni richiedono però una valutazione specifica.
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