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Codice ATECO 56.30.03: Attività di somministrazione mobile di bevande

Aggiornato il 2 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO 56.30.03: Attività di somministrazione mobile di bevande

Il codice ATECO 56.30.03 identifica le attività di somministrazione mobile di bevande. È il riferimento da verificare per coffee truck, cocktail truck, bar itineranti, carrelli e altre strutture mobili che servono bevande direttamente al pubblico.

Il codice va distinto dal 56.30.01 dei bar e caffetterie fissi, dal 56.30.02 dei lounge cocktail bar e dal blocco 56.12 della ristorazione mobile quando l’attività principale consiste nella preparazione e vendita di cibi.

In breve: i dati essenziali.

DatoIndicazione
Codice ATECO 202556.30.03
Denominazione ufficialeAttività di somministrazione mobile di bevande
Esempi tipiciCoffee truck, cocktail truck, bar mobile, somministrazione ambulante
Bar/caffetteria fisso56.30.01
Lounge cocktail bar fisso56.30.02
Food truck con cibi56.12.01
Coefficiente forfettario40%
Previdenza tipica da verificareGestione Commercianti INPS

Cosa comprende il codice ATECO 56.30.03

Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT includono nel 56.30.03 la somministrazione mobile o ambulante di bevande. Il codice descrive quindi attività itineranti o svolte da strutture mobili nelle quali il servizio principale è la preparazione e somministrazione di bevande.

Rientrano in questo perimetro, in linea generale, mezzi o banchi mobili dedicati a caffè, tè, bibite, succhi, birra, vino, cocktail e altre bevande, quando la somministrazione costituisce l’attività prevalente.

La natura mobile può essere molto diversa: un furgone attrezzato, un carrello caffè, un banco temporaneo o una struttura itinerante utilizzata in mercati e manifestazioni. Il fatto che l’attività operi spesso negli stessi luoghi non la rende automaticamente fissa: contano struttura, autorizzazione e modalità di esercizio.

LivelloCodiceDescrizione
SezioneIAttività dei servizi di alloggio e di ristorazione
Divisione56Attività di servizi di ristorazione
Gruppo56.3Attività di somministrazione di bevande
Classe56.30Attività di somministrazione di bevande
Categoria56.30.0Attività di somministrazione di bevande
Sottocategoria56.30.03Attività di somministrazione mobile di bevande

Bar mobile o bar fisso: 56.30.03 contro 56.30.01

La differenza principale è la mobilità della struttura. Il 56.30.01 riguarda bar e caffetterie con sede fissa; il 56.30.03 riguarda invece attività mobili o ambulanti.

Un coffee truck che si sposta tra mercati ed eventi non dovrebbe quindi usare il codice del bar fisso. Allo stesso modo, un carrello caffè che opera in aree autorizzate mantiene una natura diversa da una caffetteria stabile.

Il fatto che il mezzo lavori spesso nello stesso posteggio non rende automaticamente l’attività fissa. Bisogna osservare struttura, autorizzazione, modalità di spostamento e organizzazione effettiva del servizio.

Un’attività che resta permanentemente installata, collegata stabilmente agli impianti e gestita come un vero locale può invece richiedere una rivalutazione. La classificazione deve seguire l’organizzazione reale, non il semplice fatto che la struttura sia nata come mezzo mobile.

Cocktail truck, wine truck e 56.30.02

Il 56.30.02 riguarda lounge cocktail bar, birrerie, enoteche e wine bar in sede fissa. Se lo stesso modello viene svolto tramite truck, carrello o struttura itinerante, la mobilità porta a verificare il 56.30.03.

Il gruppo comprende anche il 56.30.04 per la somministrazione di bevande a bordo di mezzi di trasporto da parte di operatori distinti dal vettore. Un coffee truck parcheggiato in stazione resta attività mobile a terra; il servizio bevande svolto su un treno o una nave appartiene invece a una sottocategoria diversa.

Un cocktail truck può quindi servire lo stesso tipo di bevande di un lounge bar ma appartenere a una sottocategoria differente. La classificazione segue il modello operativo, non il singolo prodotto.

Bar mobile o food truck? Bevande contro preparazione di cibi

Il confine più importante è con la ristorazione mobile. Se il mezzo serve principalmente bevande, il 56.30.03 è il riferimento da verificare. Se invece prepara e vende panini, hamburger, fritti, piatti o altri alimenti per consumo immediato, entra in gioco il 56.12.01.

La presenza di qualche snack o prodotto confezionato non trasforma automaticamente un bar mobile in food truck. Allo stesso modo, un food truck può vendere bibite senza dover cambiare codice se le bevande restano accessorie.

Quando bevande e cibi diventano due linee autonome e rilevanti può essere necessario utilizzare più codici. La guida RM su più attività con una sola Partita IVA spiega la logica di principale e secondari.

Un esempio è il mezzo che al mattino funziona come coffee truck e la sera prepara anche panini caldi o piatti veloci. Se la componente food resta occasionale, il 56.30.03 può continuare a rappresentare l’attività prevalente; se invece diventa una linea stabile e significativa, la ristorazione mobile va classificata in modo più preciso.

Per individuare l’attività prevalente è utile guardare non solo ai ricavi ma anche a menu, attrezzature, tempi di lavoro e comunicazione commerciale. Un truck con macchina da caffè, banco bevande e poche referenze alimentari accessorie è diverso da un mezzo con cucina, piastra, friggitrice e preparazione continuativa di pasti.

Somministrazione mobile e semplice vendita di bevande

Il 56.30.03 presuppone somministrazione. La semplice rivendita ambulante di bottiglie, lattine o prodotti confezionati senza preparazione o servizio al consumo appartiene invece al commercio al dettaglio.

Un mezzo che prepara caffè, cocktail o bevande al momento svolge una vera attività di somministrazione; un furgone che vende soltanto casse di bibite o bottiglie chiuse può avere una natura commerciale diversa.

Eventi, fiere e catering: quando cambia il codice

Partecipare a una fiera o a un festival e vendere direttamente ai visitatori è compatibile con la somministrazione mobile. È diverso il caso in cui il bar mobile venga ingaggiato da un cliente specifico per un matrimonio o un evento aziendale con un corrispettivo contrattuale complessivo.

Le note della divisione 56 escludono i servizi di somministrazione forniti sulla base di accordi contrattuali per un periodo determinato, rinviandoli al 56.22. Per gli eventi specifici va inoltre verificato il catering 56.21 a seconda del servizio concretamente reso.

Un bar mobile che vende direttamente al pubblico durante una fiera è quindi diverso da un servizio beverage fornito in esclusiva a un’azienda per un evento privato. Nel primo caso il cliente economico è il consumatore finale; nel secondo il corrispettivo può nascere dal contratto con il committente.

Regime forfettario: coefficiente di redditività del 40%

Per il settore della somministrazione di bevande il coefficiente di redditività del regime forfettario è normalmente 40%. Con 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è pari a 20.000 euro.

Un bar mobile può sostenere costi importanti per mezzo, attrezzature, carburante, manutenzione, energia, materie prime, ghiaccio, bicchieri, personale e canoni di partecipazione a mercati o fiere. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti uno per uno.

La gestione delle scorte può essere più complessa rispetto a un bar fisso: il mezzo dispone di meno spazio, deve rifornirsi con maggiore frequenza e può sostenere costi logistici più elevati. Per cocktail e bevande alcoliche incidono anche bottiglie, ghiaccio, bicchieri e prodotti deperibili utilizzati nelle preparazioni.

La stagionalità può incidere molto: eventi estivi, fiere, mercatini e manifestazioni possono concentrare il fatturato in pochi mesi. Il coefficiente resta però fisso. Per approfondire puoi consultare la guida RM sul coefficiente di redditività del 40%.

Per un bar mobile è utile pianificare anche la redditività per singolo evento: canone di partecipazione, spostamento, personale e quantità vendute possono cambiare molto da una manifestazione all’altra. Il regime forfettario non tiene conto analiticamente di queste differenze, quindi la gestione economica interna resta fondamentale per capire quali eventi sono realmente convenienti.

INPS e previdenza

Per il titolare che partecipa personalmente a un’attività di somministrazione mobile il riferimento previdenziale tipico è la Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.

La forma giuridica, il ruolo del soggetto e l’eventuale presenza di altre attività devono essere verificati separatamente. Il codice ATECO non determina da solo la posizione contributiva individuale.

SCIA, area pubblica, HACCP e autorizzazioni

Il 56.30.03 non autorizza automaticamente a lavorare su strada o in area pubblica. Occorre verificare SCIA/SUAP, attività itinerante o su posteggio, eventuali concessioni, HACCP/notifica sanitaria e requisiti del mezzo.

Se vengono serviti alcolici, possono entrare in gioco ulteriori regole e adempimenti. Anche orari, eventi e somministrazione temporanea sono spesso disciplinati a livello comunale o regionale.

Per un’attività itinerante che lavora in territori diversi è particolarmente importante verificare con anticipo le procedure locali. Posteggi, mercati, fiere e manifestazioni possono avere regole, canoni e modalità di accesso differenti. La mobilità amplia le opportunità commerciali, ma richiede una gestione amministrativa più attenta.

Anche la pianificazione del calendario incide sulla redditività: spostamenti, tempi di montaggio, ore di apertura e disponibilità di energia o acqua possono rendere alcuni eventi molto più costosi di altri. Una buona gestione interna dovrebbe quindi confrontare ricavi e costi per singolo posteggio o manifestazione, anche se fiscalmente il reddito viene determinato con il coefficiente forfettario. Questo aiuta a capire quali location e periodi producono davvero margine.

Il mezzo deve inoltre essere adeguato alla preparazione delle bevande: acqua, energia, superfici lavabili, conservazione, ghiaccio, temperature e gestione dei rifiuti sono aspetti operativi essenziali.

Se il mezzo utilizza ingredienti freschi, latte, frutta o preparazioni refrigerate, la catena del freddo diventa un elemento centrale. La gestione sanitaria non cambia il codice ATECO, ma può incidere in modo significativo sull’organizzazione tecnica e sui costi dell’attività.

Esempi pratici

Coffee truck itinerante. Prepara caffè, cappuccini e bevande calde: 56.30.03 è il riferimento da verificare.

Cocktail truck in festival. Vende cocktail direttamente al pubblico: la natura mobile porta a verificare 56.30.03.

Food truck con hamburger e bibite. Se prevale la preparazione di cibo, il codice principale è da cercare nel 56.12.01.

Furgone che vende solo bottiglie chiuse. Senza somministrazione, va verificata la classificazione del commercio.

Bar mobile che opera sia in fiere sia su posteggio stagionale. Può restare nel 56.30.03 se la struttura e l’attività restano mobili; se nel tempo viene installato un vero punto vendita fisso, va rivalutato il passaggio al 56.30.01 o 56.30.02 in base al modello del locale.

Drink truck che lavora su più Comuni. Il codice resta legato alla natura mobile della somministrazione, ma le autorizzazioni possono cambiare da territorio a territorio. È quindi utile distinguere la classificazione fiscale dalle regole operative per posteggi, mercati e manifestazioni.

Coffee truck con laboratorio esterno. Se le bevande vengono preparate sul mezzo ma basi, sciroppi o prodotti vengono realizzati in un laboratorio separato, va verificato se quella produzione è solo interna al servizio oppure una vera attività autonoma. La presenza di una sede di appoggio non trasforma da sola il bar mobile in un bar fisso.

Errori frequenti con il codice 56.30.03

  • Usarlo per un bar fisso.
  • Usare 56.30.01 per un coffee truck itinerante.
  • Confondere bar mobile e food truck.
  • Confondere somministrazione e semplice vendita di bevande confezionate.
  • Ignorare il catering o i servizi su contratto.
  • Trascurare autorizzazioni per area pubblica e somministrazione di alcolici.
  • Scegliere il codice soltanto in base al coefficiente fiscale.

Domande frequenti sul codice ATECO 56.30.03

Qual è il codice ATECO di un coffee truck?

Se l’attività prevalente è la somministrazione mobile di bevande, il riferimento ATECO 2025 è 56.30.03.

Il 56.30.03 vale anche per un cocktail truck?

Sì, se l’attività è mobile e la somministrazione di bevande rappresenta il servizio prevalente.

Se vendo anche panini devo usare 56.12.01?

Dipende dalla prevalenza. Snack accessori non cambiano automaticamente il codice; una vera ristorazione mobile con preparazione di cibi può richiedere 56.12.01.

La semplice vendita di bottiglie usa 56.30.03?

Non automaticamente. Senza somministrazione va verificata la classificazione del commercio al dettaglio.

Qual è il coefficiente di redditività?

Per il settore il coefficiente del forfettario è normalmente 40%.

Quale INPS si applica?

Per il titolare che esercita personalmente l’attività il riferimento tipico è la Gestione Commercianti, da verificare sul caso concreto.

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