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Home > Guide Fiscali > Codice ATECO 86.99.09: attività sanitarie, 78% e INPS

Codice ATECO 86.99.09: attività sanitarie, 78% e INPS

Aggiornato il 9 Ottobre 2026

Il codice ATECO 86.99.09 riguarda altre attività varie per la salute umana non classificate altrove. Le note ISTAT 2025 includono espressamente logopedisti, podologi, dietisti, igienisti dentali, ortottisti, kinesiologia specializzata e alcuni servizi di prevenzione e di banche biologiche. Non è però un codice generico per chiunque lavori nel benessere: la professione effettiva e i codici specifici devono essere verificati.

Un punto importante: lo stesso codice comprende attività con requisiti molto diversi. Il codice ATECO non autorizza a esercitare una professione sanitaria e non sostituisce titolo abilitante, Albo o autorizzazioni. Il coefficiente forfettario di riferimento è generalmente il 78% quando il regime è applicabile; la gestione previdenziale dipende invece dal soggetto e dal lavoro realmente svolto.

Dato Indicazione
ATECO 2025 86.99.09
Denominazione Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
Attività Professioni sanitarie incluse da ISTAT, kinesiologia specializzata e servizi biologici specifici
Forfettario Coefficiente indicativo 78%, da confermare
Previdenza Inquadramento caso per caso
Attenzione Non esonera da Albo, autorizzazioni o titolo professionale

Attività comprese nel codice ATECO 86.99.09

Le note ufficiali ISTAT includono l’attività di logopedia, podologia, dietistica, igiene dentale e ortottica. Menzionano inoltre optometria, idroterapia, chiropodia, kinesiologia specializzata e altre attività del personale paramedico non altrimenti classificate. La voce comprende anche alcuni servizi di banche del sangue e dei tessuti, registri di donatori, attività di controllo della salute e prevenzione.

Questa classificazione è più ampia di una singola professione, ma non è un contenitore libero. Quando una prestazione è descritta da una sottocategoria specifica, bisogna verificare quella prima di utilizzare il 86.99.09. Le attività di medici e odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti e osteopati appartengono infatti a codici diversi. Conta l’attività esercitata e non soltanto la denominazione usata nella pubblicità.

Logopedista, podologo, dietista e igienista dentale

Queste figure sono espressamente nominate da ISTAT nel perimetro del 86.99.09. La classificazione delle professioni sanitarie del Ministero della Salute distingue inoltre ruoli, profili e percorsi abilitanti. Non è corretto leggere “altre attività” come “attività non regolamentate”: un codice residuale dal punto di vista economico può comprendere professioni con titolo e iscrizione professionale obbligatoria.

RM offre già approfondimenti separati sul codice del logopedista, sul codice del podologo, sul codice del dietista e sul codice dell’igienista dentale. Queste guide trattano gli adempimenti specifici, mentre la presente scheda spiega i confini generali dell’ATECO. Se il professionista opera in studio o collabora con più strutture, occorre chiarire anche chi fattura la prestazione e in quale forma viene esercitata.

Ortottisti, optometria e altre prestazioni paramediche

ISTAT indica tra le inclusioni anche gli ortottisti, attività del personale paramedico nel campo dell’optometria, idroterapia e chiropodia e prestazioni di specialisti in terapia dentaria. Questo non permette di dedurre dal codice una competenza sanitaria riservata: deve essere sempre verificato il titolo dell’operatore e la natura della prestazione. L’ortottista-assistente di oftalmologia è una professione sanitaria riconosciuta dal Ministero della Salute.

Un professionista può rendere prestazioni individuali, mentre un’altra impresa può organizzare servizi con diversa responsabilità sanitaria, strutturale e contrattuale. La sola presenza di apparecchiature, o la disponibilità di una stanza in uno studio, non decide la classificazione economica. È indispensabile distinguere la prestazione sanitaria dall’eventuale vendita di prodotti e dall’attività di diagnostica.

Kinesiologia specializzata, chinesiologia e trattamenti del corpo

Il 86.99.09 comprende la kinesiologia specializzata. Non va confusa con la chinesiologia di base, sportiva e delle attività motorie preventive adattate, classificata in altra voce, né con le tecniche di trattamento del corpo del 86.99.01 come shiatsu, watsu, massaggio thailandese, tui na e qigong. ISTAT distingue espressamente queste attività.

La denominazione usata da un centro benessere non rende la prestazione sanitaria. È necessario leggere la descrizione effettiva, verificare i limiti professionali e distinguere le attività di riabilitazione dalle prestazioni non cliniche. Per confrontare i casi borderline sono utili la guida al codice del massaggiatore e quella sugli operatori olistici.

Regime forfettario: coefficiente di redditività 78%

Per l’attività professionale sanitaria correttamente ricondotta al codice, il coefficiente del regime forfettario è generalmente il 78%, quando il contribuente può accedere al regime e il raccordo con la classificazione precedente lo conferma. Il D.Lgs. 81/2025 prevede in via transitoria i coefficienti della Legge 190/2014 tramite le corrispondenze ATECO anteriori.

Con 40.000 euro di compensi rilevanti, il reddito lordo al 78% è di 31.200 euro, prima di considerare i contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili. Il 78% non è una tassa; l’eventuale imposta sostitutiva al 5% o al 15% si calcola sulla base imponibile determinata secondo legge. Non tutte le imprese o le strutture sanitarie possono adottare il regime forfettario della persona fisica.

Biobanche, sangue, tessuti, organi e registri dei donatori

Una parte importante del 86.99.09 riguarda servizi organizzati che non assomigliano allo studio di un singolo professionista. Le note esplicative ISTAT includono banche del sangue, dei tessuti, del seme e degli organi per trapianto, banche biologiche e banche dati genetiche, comprese operazioni di raccolta, trattamento, conservazione e spedizione. Sono citate anche la gestione dei registri dei donatori di midollo osseo e alcune attività di trasporto di sangue, organi e fluidi corporei.

Questa inclusione non autorizza ad aprire una biobanca semplicemente comunicando l’ATECO. La custodia e il trattamento di materiali biologici richiedono di verificare autorizzazioni, requisiti di struttura, procedure di identificazione e tracciabilità, personale idoneo, standard di conservazione e protezione dei dati relativi alla salute. Occorre esaminare il tipo di materiale, la finalità della raccolta e i rapporti con ospedali e altre strutture: un laboratorio che esegue analisi mediche, per esempio, svolge una funzione diversa da un ente che gestisce la conservazione di campioni.

La stessa cautela vale per le banche dati genetiche: la classificazione economica non sostituisce le regole applicabili al trattamento di informazioni particolarmente sensibili. Prima di scegliere il codice occorre documentare che cosa l’organizzazione fa effettivamente e quali autorizzazioni possiede. Non tutte le operazioni collegate a un ospedale appartengono alla stessa sottocategoria ATECO.

Esclusioni: medici, fisioterapisti, psicologi e attività specifiche

La denominazione residuale può trarre in inganno. L’area della salute umana contiene numerosi codici che prevalgono sul 86.99.09 quando la prestazione è descritta in modo più preciso. Le note ISTAT indicano esclusioni di classe e rimandi utili:

Attività esercitata Codice o gruppo distinto
Attività mediche e odontoiatriche 86.2
Diagnostica per immagini e analisi di laboratorio medico 86.91
Psicologi e psicoterapeuti non medici 86.93
Attività infermieristiche e ostetriche 86.94
Fisioterapia e massoterapia clinica 86.95
Attività di osteopatia 86.96
Chinesiologia di base o sportiva 86.96.01
Danza-movimento terapia 86.99.02
Psicomotricità e terapia della neuropsicomotricità 86.99.03
Trattamenti shiatsu, tui na e analoghi 86.99.01
Massaggi non medico-terapeutici 96.23

La tabella è una guida alla verifica, non una classificazione sostitutiva delle note ufficiali. Ad esempio, una persona che lavora in uno studio dentistico non diventa igienista dentale: occorre distinguere la professione sanitaria, l’attività del medico, la prestazione di assistenza organizzativa e la produzione di protesi da parte di laboratori odontotecnici. Per i confini odontoiatrici sono pertinenti la guida al dentista e quella all’odontotecnico.

Analogamente, un tecnico sanitario che presta un’attività individuale presso una struttura non va confuso con l’impresa che gestisce l’intero centro diagnostico. Il codice deve rappresentare il servizio venduto, l’organizzazione e il ruolo dell’operatore. Se vi sono più rami autonomi, bisogna verificare la presenza di attività prevalente e secondarie invece di scegliere il numero più generico.

Prevenzione, terapie assistite e controllo della salute

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ISTAT menziona nel 86.99.09 anche attività di controllo dello stato di salute, per esempio servizi relativi alla nutrizione infantile e alla salute dei bambini, iniziative di prevenzione e individuazione di malattie, arte terapia, idroterapia del colon, interventi terapeutici assistiti da animali come l’ippoterapia e alcune attività di terapisti della pelle. Questi esempi indicano il perimetro statistico, non la possibilità per chiunque di eseguire trattamenti sanitari.

Una campagna di prevenzione, un progetto terapeutico assistito da animali e un’attività di diagnosi clinica hanno organizzazioni, figure responsabili e requisiti potenzialmente molto diversi. Il codice dell’attività economica non prevale sui requisiti professionali, sulle autorizzazioni e sulla necessità di una gestione sanitaria qualificata quando prescritta. Occorre quindi verificare l’esatto servizio fornito, se si tratta di prestazione professionale o di gestione di una struttura, e a chi vengono fatturati i corrispettivi.

Questo spiega perché la parola “salute” nel titolo ATECO non basta a identificare automaticamente un professionista medico. Gli interventi in ambito clinico, psicologico, riabilitativo o sociale devono essere valutati secondo le rispettive classificazioni e le regole professionali applicabili.

Tecnico sanitario di radiologia: professionista o centro diagnostico?

Un confine particolarmente utile riguarda i tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM). Il codice 86.99.09 può essere valutato per alcune attività del personale sanitario, ma non deve essere confuso con la gestione di una struttura che offre servizi di diagnostica per immagini. Le attività del gruppo 86.91 seguono la classificazione specifica della diagnostica e dei laboratori medici.

In pratica, bisogna leggere il contratto: un professionista che presta la propria attività presso una struttura autorizzata non svolge necessariamente la stessa attività economica dell’organizzazione che eroga e fattura gli esami diagnostici. La distinzione influisce anche su responsabilità, autorizzazioni, personale e documentazione fiscale. La guida ATECO per tecnici di radiologia approfondisce il confronto e i casi in cui la voce residuale non è sufficiente.

Un altro caso diverso è quello del laboratorio che produce dispositivi o protesi: la produzione di beni e l’erogazione di prestazioni sanitarie non vanno sovrapposte. L’operatore deve descrivere il servizio concreto, non scegliere la voce che appare più favorevole fiscalmente o più vicina alla denominazione della professione.

INPS, casse professionali e obblighi di Albo: tre verifiche diverse

Il 86.99.09 non assegna automaticamente a tutti l’INPS Gestione Separata. Nel caso del professionista sanitario senza una cassa autonoma e per cui ricorrono i presupposti, questa gestione può essere pertinente; la scelta richiede però la verifica di eventuali coperture previdenziali già presenti, rapporti di lavoro, forma individuale o societaria e attività realmente svolta. Anche l’eventuale organizzazione in forma d’impresa cambia le valutazioni.

L’INPS ha pubblicato le aliquote della Gestione Separata per il 2026 nella circolare n. 8 del 3 febbraio. Le aliquote non sono identiche per chi è pensionato, già assicurato presso altra gestione o privo di altra copertura; la contribuzione va quindi calcolata in base alla situazione del contribuente e non soltanto al codice economico.

L’Albo professionale è una verifica separata. Una pagina web che definisca tutti gli iscritti al 86.99.09 “professionisti senza Albo” è errata: logopedisti, podologi, dietisti, igienisti dentali e ortottisti sono professioni sanitarie riconosciute, con disciplina abilitante propria. È necessario rispettare la professione per la quale si è abilitati, le competenze e le responsabilità previste dal sistema sanitario. Le norme su Albo, previdenza e iscrizione dell’attività economica non sono intercambiabili.

Aprire Partita IVA, fatturare e valutare il Sistema Tessera Sanitaria

Chi intende esercitare abitualmente una prestazione professionale deve verificare l’apertura della Partita IVA, la corretta descrizione dell’attività e gli adempimenti previdenziali. Se apre uno studio, opera dentro una struttura sanitaria o costituisce una società, possono essere necessari ulteriori controlli amministrativi, organizzativi e autorizzativi. Non esiste una procedura universale che sia valida per tutte le professioni e per le biobanche descritte nella stessa sottocategoria.

La fatturazione richiede attenzione alla natura sanitaria della prestazione: non basta utilizzare un codice della divisione 86 per ritenere ogni operazione esente IVA o soggetta allo stesso obbligo documentale. In caso di servizi diversi, vendite accessorie o prestazioni non sanitarie, il trattamento può cambiare. Se la professione e la tipologia di operazione rientrano tra quelle tenute a comunicare dati al Sistema Tessera Sanitaria, vanno rispettate le regole applicabili sull’invio e sulla gestione dei documenti.

Il professionista deve inoltre distinguere tra corrispettivi pagati direttamente dal paziente, compensi da collaborazioni con studi e rimborsi di spese. Nei casi in cui sono trattate informazioni sulla salute è necessario adottare misure adeguate di protezione dei dati personali. Un codice ATECO non definisce da solo chi sia titolare del trattamento o quali documenti sanitari debbano essere emessi.

Quattro casi pratici e il passaggio ai codici ATECO 2025

Caso 1 — Logopedista con studio e collaborazioni. La professione è espressamente inclusa nel 86.99.09. Il codice va verificato insieme a titolo, iscrizione professionale, gestione previdenziale e modalità di fatturazione verso pazienti o strutture. Non è necessario creare un’altra pagina professionale se esiste già la guida dedicata.

Caso 2 — Centro diagnostico. La struttura eroga analisi mediche e prestazioni diagnostiche: è indispensabile confrontare la classificazione con il gruppo 86.91, anziché assumere che qualsiasi servizio sanitario di un tecnico ricada nel codice 86.99.09. Conta l’attività economica del soggetto che fattura.

Caso 3 — Impresa di conservazione biologica. Un’organizzazione gestisce raccolta, conservazione e tracciabilità di campioni biologici. ISTAT contempla questa famiglia di attività nel 86.99.09, ma la posizione fiscale non sostituisce autorizzazioni, gestione dei rischi, tracciabilità e obblighi sui dati sanitari.

Caso 4 — Attività sanitaria e formazione. Un professionista presta servizi sanitari e svolge corsi strutturati come attività autonoma. È necessario valutare se dichiarare un secondo codice e distinguere i relativi ricavi. Per questa distinzione è utile la guida sul codice principale e secondario.

La classificazione ATECO 2025 è operativa dall’aprile 2025. L’aggiornamento ISTAT del luglio 2026 riguarda le corrispondenze con i vecchi codici: chi possiede una posizione storica deve controllare la tavola di raccordo ufficiale e l’attività effettiva prima di effettuare variazioni. Non è corretto effettuare conversioni meccaniche senza esaminare il servizio esercitato.

Errori da evitare e checklist prima di aprire la Partita IVA

Prima di dichiarare il 86.99.09 è opportuno compilare una breve scheda dell’attività: quale prestazione viene svolta; con quale titolo o abilitazione; chi è il destinatario della fattura; se si lavora come singolo professionista o all’interno di una struttura; se esistono altre attività autonome; come vengono trattati eventuali dati sanitari e quali autorizzazioni sono richieste. Queste informazioni servono sia per il codice ATECO sia per prevenire incoerenze amministrative.

  • Non considerare il codice un’abilitazione: titolo e iscrizione professionale devono essere verificati separatamente.
  • Non usare la voce residuale quando c’è un codice specifico: fisioterapia, psicologia, diagnostica e altri servizi hanno classificazioni dedicate.
  • Non trattare allo stesso modo lo studio e la biobanca: organizzazione e autorizzazioni possono essere radicalmente diverse.
  • Non attribuire sempre la Gestione Separata: controllare le condizioni previdenziali individuali e l’eventuale presenza di una cassa.
  • Non applicare automaticamente il 78% a ogni ricavo: verificare il regime fiscale e i codici delle attività effettive.
  • Non presupporre l’esenzione IVA o un obbligo TS identico: contano la prestazione, il soggetto e le norme applicabili.
  • Non ignorare la tutela dei dati: cartelle, referti, documenti e informazioni sanitarie richiedono particolare attenzione.

Un esempio operativo: il professionista che presta logopedia presso due strutture può svolgere un’unica attività sanitaria individuale, mentre l’impresa che apre anche un centro di diagnostica deve esaminare le prestazioni e le autorizzazioni di ciascun ramo. La classificazione fiscale deve rispecchiare i contratti e le responsabilità: non basta che entrambe le organizzazioni lavorino “nella salute”.

Se l’inquadramento rimane dubbio, è più prudente esaminare le note ISTAT, chiedere un chiarimento alla Camera di Commercio o all’Agenzia delle Entrate per i profili di competenza e rivolgersi all’ordine professionale per i requisiti sanitari, invece di impostare gli adempimenti solo su esempi trovati online.

Domande frequenti sul codice ATECO 86.99.09

Quali professioni rientrano nel 86.99.09?

ISTAT include tra le altre logopedisti, podologi, dietisti, igienisti dentali, ortottisti e specifiche attività paramediche e di salute.

È un codice senza obbligo di Albo?

No. Comprende anche professioni sanitarie regolamentate che richiedono titolo professionale e iscrizione secondo le regole del settore.

È il codice della fisioterapia?

No. Per la fisioterapia va verificata la voce specifica della classe 86.95.

Che coefficiente ha nel forfettario?

Il coefficiente di riferimento è generalmente 78%, previa verifica dell’attività, del raccordo ATECO e dei requisiti di accesso.

Un professionista deve iscriversi sempre alla Gestione Separata?

No. L’inquadramento dipende dalla situazione personale, dalla professione, dall’eventuale cassa autonoma e dalla forma di esercizio.

Una biobanca può utilizzare questo codice?

Le note ISTAT includono determinate attività di banche biologiche, ma restano necessari i requisiti sanitari e le autorizzazioni applicabili.

In sintesi: il 86.99.09 copre attività sanitarie diverse e servizi specializzati. La scelta richiede verifica dell’attività e degli obblighi professionali, indipendentemente dalla denominazione della voce statistica.

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