Il codice ATECO del dietista nel 2026 è 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a. quando il professionista esercita in autonomia la propria attività sanitaria. La classificazione ATECO 2025 include espressamente i dietisti in questa voce. Il codice va distinto da quelli utilizzati da altre figure che lavorano nell’ambito della nutrizione, perché titolo professionale, Albo e previdenza non coincidono.
86.99.09: il riferimento ATECO 2025
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono nel codice 86.99.09 diverse attività professionali per la salute umana non classificate altrove e indicano espressamente le attività dei dietisti. Per una nuova apertura nel 2026 questo è quindi il riferimento aggiornato da verificare, evitando di copiare vecchie descrizioni della precedente classificazione ATECO.
Perché alcune pagine online riportano ancora 86.90.29
Molti contenuti sul web sono stati scritti prima dell’entrata in vigore operativa di ATECO 2025 e riportano il precedente codice 86.90.29. Con la nuova classificazione la numerazione e le descrizioni sono state aggiornate. Per pratiche, fatture e documentazione del 2026 è quindi opportuno utilizzare la classificazione vigente e non replicare automaticamente il vecchio codice trovato in guide non aggiornate.
Il codice descrive l’attività, non abilita alla professione
Il dietista è una professione sanitaria regolamentata. Avere il codice 86.99.09 non autorizza da solo a svolgere la professione: servono il titolo abilitante e l’iscrizione al relativo Albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP competente. ATECO, Albo e posizione previdenziale devono essere coerenti, ma svolgono funzioni diverse.
Dietista e biologo nutrizionista: inquadramenti distinti
Il dietista non coincide con il biologo nutrizionista. Il primo appartiene a una specifica professione sanitaria dell’area TSRM e PSTRP; il biologo nutrizionista è un biologo iscritto al proprio Ordine e, quando esercita libera professione, versa normalmente all’ENPAB. Anche il codice ATECO del biologo nutrizionista va verificato sulla sua attività effettiva e non deve essere copiato dal dietista.
Medico dietologo: professione e previdenza differenti
Il medico dietologo è un medico e segue l’inquadramento professionale e previdenziale della categoria medica, con ENPAM. Il fatto che dietista, biologo nutrizionista e medico possano occuparsi di alimentazione non rende intercambiabili le loro posizioni fiscali. Il primo controllo corretto parte sempre dal titolo professionale e dalle prestazioni effettivamente rese.
Educazione alimentare, valutazione e piani dietetici
Quando il servizio rientra nelle competenze professionali del dietista, attività di valutazione, educazione alimentare, elaborazione e attuazione di programmi dietetici secondo il perimetro professionale restano riconducibili alla professione sanitaria. Non occorre aggiungere un codice per ogni singola modalità di prestazione se il servizio economico principale resta quello del dietista.
Consulenza online: il mezzo non cambia automaticamente l’ATECO
Una prestazione svolta tramite videocollegamento non diventa per questo un’attività informatica o di coaching. Se il professionista continua a erogare una prestazione sanitaria da dietista nel rispetto delle regole professionali, il mezzo digitale non modifica automaticamente la classificazione. Restano invece da gestire con particolare attenzione privacy, dati sanitari, identificazione dell’assistito e documentazione clinico-professionale.
Formazione, corsi e docenze: quando valutare un secondo codice
Un dietista può svolgere anche corsi, docenze o attività divulgativa. Se queste prestazioni sono occasionali e accessorie alla professione sanitaria non è sempre necessario moltiplicare i codici. Se invece la formazione diventa una linea autonoma, abituale e rilevante di ricavi, è opportuno verificare un secondo ATECO e la corretta applicazione del coefficiente di redditività alla relativa attività.
Vendita di prodotti: attenzione all’attività commerciale
La vendita abituale di integratori, alimenti, prodotti o altri beni non va inglobata automaticamente nel codice sanitario del dietista. Quando esiste una vera attività commerciale autonoma occorre verificare il relativo codice, gli adempimenti amministrativi e la previdenza eventualmente collegata. È diverso consigliare un prodotto nell’ambito della prestazione professionale dal venderlo abitualmente al cliente.
Coefficiente di redditività del 78%
Per il profilo professionale sanitario con 86.99.09 il regime forfettario utilizza il coefficiente del 78%. Con 40.000 euro di compensi il reddito lordo forfettario è quindi 31.200 euro. Il coefficiente è un parametro fiscale e non va confuso con l’aliquota dell’imposta sostitutiva o con l’aliquota contributiva INPS.
Previdenza: Gestione Separata, non ENPAB o ENPAM
Il dietista non ha una cassa professionale autonoma assimilabile a ENPAB o ENPAM. Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è del 26,07% per il professionista senza altra copertura obbligatoria e del 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati altrove.
Sistema Tessera Sanitaria e ATECO
Il codice ATECO non elimina gli obblighi legati alla natura sanitaria della prestazione. I dietisti rientrano tra i professionisti interessati dalla trasmissione delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Occorre quindi coordinare classificazione fiscale, documento rilasciato all’assistito e adempimenti sanitari previsti.
Il codice ATECO non decide da solo l’IVA
La presenza del codice 86.99.09 non rende automaticamente ogni prestazione esente IVA. Il trattamento dipende dalla natura concreta del servizio e dalla finalità sanitaria. Prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10 del DPR 633/1972 quando ricorrono i requisiti; servizi diversi vanno valutati separatamente.
Più attività con la stessa Partita IVA
È possibile avere più codici ATECO sulla stessa Partita IVA quando vengono esercitate attività realmente autonome. Nel forfettario, se le attività appartengono a gruppi con coefficienti differenti, i ricavi vanno distinti per applicare il coefficiente corretto. Non esiste però un limite di 85.000 euro separato per ciascun codice: la soglia va verificata considerando complessivamente ricavi e compensi rilevanti.
Errori da evitare
- usare il vecchio 86.90.29 senza verificare ATECO 2025;
- confondere dietista e biologo nutrizionista;
- applicare ENPAB o ENPAM al dietista;
- usare il codice sanitario per una vera attività commerciale;
- aggiungere codici non necessari per singole prestazioni accessorie;
- dedurre il trattamento IVA dal solo ATECO.
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