Il codice ATECO 96.30.01 identifica i servizi di pompe funebri. Comprende la preparazione delle salme umane per la sepoltura o la cremazione, i servizi di imbalsamazione, il disbrigo delle pratiche funerarie connesse al servizio di pompe funebri e il trasporto di salme, ceneri o resti umani.
Va distinto dai servizi di sepoltura, classificati nel 96.30.02, e dalle attività funerarie residuali del 96.30.09, come cremazione, affitto o vendita di tombe e pratiche funerarie non connesse a un vero servizio di pompe funebri. Nel regime forfettario il coefficiente di riferimento è il 67%, ma soltanto se il soggetto è una persona fisica che può effettivamente applicare il regime.
| Dato | Indicazione |
|---|---|
| Codice ATECO 2025 | 96.30.01 |
| Denominazione | Servizi di pompe funebri |
| Sezione | T – Altre attività di servizi |
| Comprende | Preparazione salme, imbalsamazione, pratiche connesse, trasporto di salme/ceneri/resti umani |
| Da distinguere | 96.30.02 sepoltura; 96.30.09 servizi funerari residuali; 81.30 verde cimiteriale; 94.91 servizi religiosi |
| Forfettario | Coefficiente di riferimento 67% |
Cosa comprende il codice ATECO 96.30.01
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono la preparazione di salme umane per la sepoltura o la cremazione, i servizi di imbalsamazione e i servizi di pompe funebri in senso stretto.
Rientrano inoltre il disbrigo delle pratiche funerarie relative a sepoltura e incenerimento quando queste sono connesse al servizio di pompe funebri e il trasporto di salme, ceneri o resti umani. È quindi una voce pensata per l’impresa che organizza e realizza il servizio funebre, non per qualsiasi attività cimiteriale.
Preparazione della salma e imbalsamazione
La preparazione della salma prima della sepoltura o della cremazione rientra espressamente nel 96.30.01. Anche l’imbalsamazione è inclusa nella sottocategoria, sempre nel rispetto delle regole sanitarie e di polizia mortuaria applicabili.
Il codice ATECO, da solo, non autorizza però qualsiasi trattamento. Il settore è soggetto al D.P.R. 285/1990 sul regolamento di polizia mortuaria e alle disposizioni regionali e locali vigenti.
Trasporto di salme, ceneri e resti umani
ISTAT include nel 96.30.01 il trasporto di salme, ceneri o resti umani. Il trasporto funebre non è quindi un’attività separata quando fa parte del normale servizio dell’impresa funebre.
Restano però applicabili le regole specifiche sul trasporto dei cadaveri, sui mezzi utilizzati e sulle autorizzazioni previste dalla normativa di polizia mortuaria e dai regolamenti territoriali. Il codice classifica l’attività economica, ma non sostituisce i requisiti tecnici del servizio.
Pratiche funerarie: quando rientrano nel 96.30.01
Le pratiche funerarie relative alla sepoltura o all’incenerimento rientrano nel 96.30.01 quando sono connesse al servizio di pompe funebri. La sottocategoria copre quindi l’attività amministrativa svolta dall’impresa come parte dell’organizzazione del funerale.
Se invece il soggetto si limita al disbrigo di pratiche funerarie senza offrire servizi di pompe funebri, ISTAT rinvia al 96.30.09. È una distinzione importante: due imprese possono occuparsi degli stessi documenti ma avere codici diversi in base al servizio complessivamente reso.
Differenza tra 96.30.01 e 96.30.02: servizi di sepoltura
Il 96.30.02 riguarda i servizi di sepoltura veri e propri: inumazioni, tumulazioni, esumazioni, estumulazioni, traslazioni dei feretri all’interno dei cimiteri e manutenzione di tombe e mausolei.
Un’impresa di pompe funebri che organizza il funerale non svolge automaticamente anche l’attività di sepoltura. Se entrambe le attività sono esercitate stabilmente e in autonomia, bisogna verificare la corretta presenza di più codici. La guida su più codici ATECO con la stessa Partita IVA spiega il criterio generale.
Differenza dal 96.30.09: servizi funerari residuali
Il 96.30.09 raccoglie varie attività funerarie non comprese nei primi due codici: incenerimento e cremazione di cadaveri umani, servizi funerari per animali da compagnia, affitto o vendita di tombe, affitto di spazi attrezzati in camere ardenti e alcune attività amministrative o di censimento cimiteriale.
Per questo non è corretto usare il 96.30.01 come codice generico per tutto ciò che riguarda funerali e cimiteri. Se il modello di business comprende attività differenti, occorre verificare quella principale e le eventuali secondarie con la guida sul codice ATECO principale e secondario.
Servizi cimiteriali, giardinaggio e servizi religiosi
ATECO 2025 esclude dal gruppo 96.30 i servizi di cura del verde all’interno dei cimiteri, che appartengono all’area 81.30, e i servizi religiosi per funerali, classificati nell’area 94.91.
Questa distinzione è utile per imprese che lavorano stabilmente con cimiteri o famiglie ma forniscono servizi diversi dal servizio funebre. Il luogo in cui viene resa la prestazione non determina da solo il codice: conta la natura economica dell’attività.
Nel servizio funebre possono essere forniti anche beni e allestimenti collegati all’incarico, ma la presenza di materiali in fattura non significa automaticamente che esista una seconda attività commerciale autonoma. Se invece l’impresa sviluppa una vera linea separata di vendita di prodotti o servizi non ricompresi nel servizio funebre, la classificazione va verificata nuovamente. La regola generale è distinguere ciò che è accessorio dall’attività che produce ricavi autonomi e continuativi.
Regime forfettario e coefficiente di redditività del 67%
Il codice 96.30.01 deriva dal precedente 96.03.00 – Servizi di pompe funebri e attività connesse. Il raccordo mantiene il riferimento al gruppo delle altre attività economiche, con coefficiente di redditività del 67%.
Con 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo sarebbe quindi 33.500 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi e dell’imposta sostitutiva. Il coefficiente non rappresenta il margine reale dell’impresa. Puoi approfondire il coefficiente di redditività del 67% e la guida completa al regime forfettario.
Quando il forfettario può essere poco adatto
Un’impresa funebre può sostenere costi rilevanti per mezzi, locali, personale, cofano funebre, allestimenti, forniture, assicurazioni e organizzazione del servizio. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti uno per uno e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata secondo le regole dell’ordinario.
Il 33% di costi riconosciuto forfettariamente può quindi essere più o meno conveniente rispetto alla struttura reale dei costi. Prima di scegliere il regime è utile stimare margine effettivo, investimenti e incidenza degli acquisti, senza decidere soltanto in base al coefficiente. Se il dubbio nasce dal raccordo tra vecchio e nuovo ATECO, è utile anche la guida sul coefficiente di redditività sbagliato nel forfettario.
La struttura economica del settore rende importante anche la scelta della forma d’impresa. Mezzi funebri, reperibilità, personale, sede operativa e coordinamento del servizio possono richiedere un’organizzazione stabile che va valutata insieme al regime fiscale. Una ditta individuale in forfettario e una società che svolgono lo stesso servizio possono avere regole fiscali e previdenziali molto diverse, pur utilizzando lo stesso codice ATECO.
Previdenza e forma dell’impresa
Il 96.30.01 non determina automaticamente una sola gestione previdenziale. L’inquadramento dipende dalla forma giuridica, dal ruolo personale del titolare, dall’organizzazione dell’impresa e dal tipo di attività concretamente svolta.
Per una ditta individuale possono entrare in gioco le gestioni INPS degli imprenditori, ma non è corretto assegnare in automatico Artigiani o Commercianti sulla base del solo codice. Per il quadro generale puoi consultare quanto si paga di INPS con la Partita IVA.
Particolare attenzione va posta anche ai trasporti fuori comune, tra Regioni o verso l’estero, perché le procedure possono richiedere autorizzazioni e documenti specifici. Il D.P.R. 285/1990 disciplina il trasporto dei cadaveri e prevede regole dedicate anche ai trasferimenti internazionali. Prima di offrire questi servizi è quindi necessario verificare non solo l’ATECO, ma anche il procedimento amministrativo applicabile al singolo trasporto.
Autorizzazioni, SUAP e regole regionali
I servizi funebri operano in un settore regolamentato. Oltre all’apertura fiscale e camerale, vanno verificate le disposizioni di polizia mortuaria, i requisiti dei mezzi e dei locali, gli adempimenti al SUAP e le norme regionali e comunali applicabili.
Le regole operative possono variare territorialmente e il codice ATECO non sostituisce autorizzazioni o requisiti professionali. Prima dell’avvio è quindi opportuno verificare la disciplina concreta presso gli uffici competenti. Per l’inquadramento generale del codice puoi usare anche la guida su come scegliere il codice ATECO.
Quando l’impresa amplia i servizi nel tempo è utile riesaminare periodicamente la posizione: sepoltura, cremazione, gestione di camere ardenti, servizi cimiteriali o attività commerciali autonome possono rendere necessario aggiungere o modificare i codici dichiarati. Per gli aggiornamenti della classificazione puoi consultare anche la guida sui nuovi codici ATECO 2025.
Errori frequenti con il codice 96.30.01
- usarlo per qualsiasi servizio cimiteriale senza distinguere la sepoltura;
- includere automaticamente cremazione e incenerimento nel 96.30.01;
- usarlo per pratiche funerarie svolte senza un servizio di pompe funebri;
- considerare il codice ATECO sufficiente per autorizzare il trasporto funebre;
- confondere attività funebre e servizi religiosi;
- attribuire automaticamente una gestione INPS sulla base del solo codice;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi reali;
- ignorare eventuali attività autonome aggiuntive come sepoltura, cremazione o servizi residuali.
Domande frequenti sul codice ATECO 96.30.01
Cosa comprende il codice ATECO 96.30.01?
Comprende preparazione delle salme, imbalsamazione, servizi di pompe funebri, pratiche funerarie connesse e trasporto di salme, ceneri o resti umani.
La sepoltura rientra nel 96.30.01?
No. I servizi di sepoltura hanno il codice specifico 96.30.02.
La cremazione usa lo stesso codice?
No. La cremazione e l’incenerimento di cadaveri umani rientrano nel 96.30.09.
Qual è il coefficiente di redditività?
Il coefficiente di riferimento è il 67%, se il soggetto è una persona fisica che possiede tutti i requisiti per applicare il regime forfettario.
Il codice basta per aprire un’impresa funebre?
No. Il codice ATECO classifica l’attività economica, ma restano da verificare autorizzazioni, requisiti dei mezzi e dei locali, norme di polizia mortuaria e disciplina regionale o comunale.
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