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Codice ATECO pasticciere 2026: 10.71.20, vendita e somministrazione

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO pasticciere 2026: 10.71.20, vendita e somministrazione

Il codice ATECO del pasticciere nel 2026 è 10.71.20 quando l’attività principale consiste nella produzione di prodotti di pasticceria freschi. Non è però il codice corretto per ogni attività che usa la parola “pasticceria”: vendita al dettaglio, prodotti conservati e somministrazione hanno classificazioni specifiche.

Argomenti del post

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  • ATECO 10.71.20: pasticceria fresca
  • 10.71.10: pane e prodotti di panetteria
  • 10.72.00: biscotti e pasticceria conservata
  • 47.24.20: vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi
  • 56.11.23: pasticceria con servizio al tavolo
  • 56.11.24: pasticceria senza servizio al tavolo o da asporto
  • Gelateria e pasticceria: attenzione ai codici
  • Catering per eventi: codice diverso
  • Come individuare l’attività prevalente
  • Coefficiente di redditività del 40%
  • Più codici ATECO: come gestire i ricavi
  • Il codice ATECO non sostituisce HACCP e notifica sanitaria
  • INPS Artigiani 2026
  • Errori da evitare
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

ATECO 10.71.20: pasticceria fresca

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 descrivono il 10.71.20 come produzione di prodotti di pasticceria freschi e citano, tra gli esempi, dolci, torte, crostate, frittelle e cialde fresche. È quindi il riferimento centrale per il laboratorio artigianale che produce direttamente i propri dolci.

10.71.10: pane e prodotti di panetteria

Il codice 10.71.10 riguarda invece produzione di pane, panini, rustici, pizzette e altri prodotti di panetteria simili. Una panetteria con una linea di pasticceria fresca e una pasticceria che produce anche pane possono richiedere una verifica dell’attività prevalente e degli eventuali codici secondari.

10.72.00: biscotti e pasticceria conservata

La produzione di biscotti, fette biscottate e prodotti di pasticceria conservati rientra nel 10.72.00. La distinzione “fresco/conservato” non è quindi soltanto commerciale: ATECO 2025 la usa per separare attività produttive differenti.

47.24.20: vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Quando l’attività consiste principalmente nel commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e prodotti simili, soprattutto se acquistati da terzi, va verificato il codice 47.24.20. La vendita dei prodotti realizzati nel proprio laboratorio non trasforma automaticamente l’artigiano in commerciante, ma una vera attività commerciale autonoma deve essere classificata separatamente.

56.11.23: pasticceria con servizio al tavolo

ATECO 2025 dedica il 56.11.23 alle pasticcerie con servizio al tavolo. Se il cliente si siede e viene servito come in un esercizio di somministrazione, il modello non coincide più con il solo laboratorio produttivo. Devono essere verificati anche requisiti e procedure della somministrazione con il SUAP competente.

56.11.24: pasticceria senza servizio al tavolo o da asporto

Il 56.11.24 identifica le pasticcerie senza servizio al tavolo o da asporto. È un codice della ristorazione, distinto dal 10.71.20 produttivo. Per un’attività che produce nel proprio laboratorio e vende/asporta occorre analizzare quale componente caratterizza realmente l’impresa.

Gelateria e pasticceria: attenzione ai codici

Se il locale produce anche gelato, la produzione di gelati è classificata con 10.52.00. Per le gelaterie aperte al pubblico ATECO 2025 distingue inoltre il servizio con tavoli da quello senza tavoli/asporto nell’area 56.11.21-22. Una pasticceria-gelateria deve quindi verificare quale attività è prevalente e se le altre richiedono codici secondari.

Catering per eventi: codice diverso

Se la pasticceria svolge anche catering organizzato per matrimoni, eventi o cerimonie, la relativa attività va verificata nell’area 56.21. La consegna occasionale di una torta non equivale automaticamente a un servizio di catering: conta l’organizzazione reale della prestazione.

Come individuare l’attività prevalente

Quando nello stesso locale convivono laboratorio, banco vendita, caffetteria e servizio ai tavoli, non basta scegliere il codice che “suona” più vicino al nome dell’insegna. Occorre ricostruire quale attività rappresenta il nucleo economico principale dell’impresa, come vengono generati i ricavi e quali attività sono realmente autonome. Questa analisi serve anche a evitare iscrizioni e pratiche amministrative incoerenti.

Coefficiente di redditività del 40%

Per la divisione 10 delle industrie alimentari il coefficiente del regime forfettario è il 40%. Anche il commercio della divisione 47 e i servizi di ristorazione della divisione 56 ricadono, nei casi ordinari qui richiamati, nel gruppo al 40%. Il fatto che il coefficiente sia uguale non rende però i codici intercambiabili.

Con 30.000 euro di ricavi attribuiti al 10.71.20, il reddito lordo forfettario è 12.000 euro. Il 60% restante è la quota di costi riconosciuta forfettariamente: non è la percentuale su cui calcolare tasse e contributi.

Più codici ATECO: come gestire i ricavi

Se la stessa impresa svolge produzione, commercio e somministrazione come attività autonome, può essere necessario utilizzare più codici. In dichiarazione i ricavi vanno ricondotti correttamente alle attività esercitate. Quando i coefficienti coincidono il risultato fiscale può sembrare uguale, ma la separazione resta importante per Registro Imprese, previdenza, SUAP e requisiti amministrativi.

Il codice ATECO non sostituisce HACCP e notifica sanitaria

Il codice fiscale dell’attività non autorizza da solo a produrre alimenti. Un laboratorio deve rispettare gli obblighi di sicurezza alimentare, applicare l’autocontrollo e l’HACCP e seguire la procedura sanitaria richiesta dal territorio tramite SUAP e autorità sanitaria competente.

INPS Artigiani 2026

Per il laboratorio artigiano il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro. Con coefficiente 40% il reddito forfettario supera il minimale solo oltre circa 47.020 euro di ricavi.

Errori da evitare

  • usare 10.71.20 anche quando l’attività principale è somministrazione;
  • confondere pasticceria fresca 10.71.20 e prodotti conservati 10.72.00;
  • classificare come produzione una vera rivendita di prodotti acquistati da terzi;
  • ignorare eventuali codici secondari per attività realmente autonome;
  • considerare il 60% come reddito imponibile: per 10.71.20 il coefficiente è 40%.

Guide collegate

Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario per pasticciere, la guida su come aprire la Partita IVA, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per pasticceri.

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