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Calcolo tasse pasticciere forfettario 2026: 40%, INPS ed esempi

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse pasticciere forfettario 2026: 40%, INPS ed esempi

Per il calcolo delle tasse di un pasticciere in regime forfettario nel 2026 bisogna applicare il coefficiente di redditività del 40%, calcolare i contributi INPS Artigiani e poi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante. Applicare il 15% direttamente al fatturato porta a un risultato sbagliato.

Argomenti del post

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  • Dati 2026 usati negli esempi
  • Formula del calcolo
  • INPS Artigiani 2026
  • Da quali ricavi si supera il minimale INPS?
  • Esempio con 20.000 euro di ricavi
  • Esempio con 30.000 euro di ricavi
  • Esempio con 50.000 euro di ricavi
  • Esempio con 80.000 euro di ricavi
  • Esempio con 85.000 euro di ricavi
  • Tabella riepilogativa
  • Perché con ricavi bassi il minimale pesa molto
  • Riduzione INPS del 35%
  • Imposta al 5%: non è automatica
  • Produzione, vendita e somministrazione: il coefficiente resta spesso 40%
  • Ingredienti, energia e attrezzature non si deducono analiticamente
  • Caparre, acconti e ordini stagionali
  • Soglie di 85.000 e 100.000 euro
  • Guide collegate e calcolatore
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Dati 2026 usati negli esempi

  • ATECO: 10.71.20 – Produzione di prodotti di pasticceria freschi.
  • Coefficiente: 40%.
  • Minimale INPS Artigiani: 18.808 euro.
  • Contributo minimo annuo: 4.521,36 euro.
  • Aliquota previdenziale: 24% fino a 56.224 euro di reddito, 25% sulla quota eccedente.
  • Imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% se spettante.

Formula del calcolo

Il primo passaggio è ricavi × 40%. Dal reddito così ottenuto si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi; sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva. I costi effettivi del laboratorio non vengono sottratti uno per uno.

INPS Artigiani 2026

La circolare INPS n. 14/2026 stabilisce per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro. Se il reddito supera il minimale, si aggiunge la contribuzione percentuale sulla parte eccedente.

Da quali ricavi si supera il minimale INPS?

Con coefficiente 40%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro quando i ricavi arrivano a circa 47.020 euro. Sotto questa soglia, per una posizione artigiana ordinaria attiva per l’intero anno, resta comunque dovuto il contributo minimo salvo agevolazioni o casi particolari.

Esempio con 20.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 8.000 euro. Contributi ordinari: circa 4.521,36 euro. Base per l’imposta: 3.478,64 euro. Imposta al 15%: circa 521,80 euro; al 5%: circa 173,93 euro.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 12.000 euro. Contributi ordinari: circa 4.521,36 euro. Base per l’imposta: 7.478,64 euro. Imposta al 15%: circa 1.121,80 euro; al 5%: circa 373,93 euro.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 20.000 euro. La quota oltre il minimale è 1.192 euro; applicando il 24% si aggiungono circa 286,08 euro al contributo minimo. Contributi complessivi: circa 4.807,44 euro. Base per l’imposta: 15.192,56 euro. Imposta al 15%: circa 2.278,88 euro; al 5%: circa 759,63 euro.

Esempio con 80.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 32.000 euro. Contributi ordinari stimati: circa 7.687,44 euro. Base per l’imposta: 24.312,56 euro. Imposta al 15%: circa 3.646,88 euro; al 5%: circa 1.215,63 euro.

Esempio con 85.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 34.000 euro. Contributi ordinari stimati: circa 8.167,44 euro. Base per l’imposta: 25.832,56 euro. Imposta al 15%: circa 3.874,88 euro; al 5%: circa 1.291,63 euro.

Tabella riepilogativa

RicaviReddito 40%INPS circaImposta 15%
20.000 €8.000 €4.521,36 €521,80 €
30.000 €12.000 €4.521,36 €1.121,80 €
50.000 €20.000 €4.807,44 €2.278,88 €
80.000 €32.000 €7.687,44 €3.646,88 €
85.000 €34.000 €8.167,44 €3.874,88 €

Perché con ricavi bassi il minimale pesa molto

Con 20.000 euro di ricavi, il reddito fiscale calcolato al 40% è soltanto 8.000 euro, ma il contributo minimo ordinario supera 4.500 euro. Questo mostra perché, per un artigiano con coefficiente basso, la sola aliquota dell’imposta sostitutiva non descrive il vero peso fiscale e previdenziale.

Riduzione INPS del 35%

Il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, se ne ricorrono le condizioni, la riduzione contributiva del 35%. Gli esempi riportati sopra non applicano questa agevolazione. La riduzione va valutata anche in relazione all’accredito previdenziale.

Imposta al 5%: non è automatica

L’aliquota del 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta di una nuova attività solo se sono soddisfatte le condizioni previste. Se la nuova pasticceria rappresenta la mera prosecuzione di un’attività già esercitata, l’agevolazione può non spettare anche se la Partita IVA è stata appena aperta.

Produzione, vendita e somministrazione: il coefficiente resta spesso 40%

Il laboratorio 10.71.20, il commercio al dettaglio della divisione 47 e la somministrazione della divisione 56 ricadono normalmente nei gruppi con coefficiente 40%. Se la pasticceria svolge più attività autonome, i ricavi vanno comunque attribuiti correttamente alle diverse attività anche quando il coefficiente coincide.

Ingredienti, energia e attrezzature non si deducono analiticamente

Materie prime, packaging, elettricità, gas, affitto, forni, frigoriferi, abbattitori e manutenzioni possono incidere fortemente sui margini. Nel forfettario non si deducono uno per uno e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata in modo ordinario. Il 60% dei ricavi rappresenta la quota di costi presunta dal sistema: se i costi reali sono superiori, il regime può risultare meno conveniente.

Caparre, acconti e ordini stagionali

Torte nuziali, grandi ordini, panettoni o produzioni stagionali possono prevedere acconti. Nel forfettario il reddito segue il principio di cassa: conta l’incasso effettivo nell’anno. Per questo ordini e acconti di fine anno vanno monitorati insieme alla soglia dei ricavi.

Soglie di 85.000 e 100.000 euro

Il limite ordinario del regime è 85.000 euro. Se si supera questa soglia senza oltrepassare 100.000 euro, l’uscita opera secondo le regole previste per l’anno successivo; oltre 100.000 euro scattano gli effetti di uscita immediata previsti dalla normativa. Le pasticcerie con forte stagionalità devono quindi monitorare gli incassi durante l’anno, non soltanto a dicembre.

Guide collegate e calcolatore

Verifica prima il codice ATECO della pasticceria e l’inquadramento nella guida su come aprire la Partita IVA. Puoi poi confrontare la simulazione con il calcolatore del regime forfettario, il regime forfettario per pasticciere e la pagina sul commercialista.

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