Un commercialista per pasticciere nel 2026 deve gestire molto più della dichiarazione dei redditi: deve coordinare codice ATECO, regime forfettario, INPS Artigiani e forma dell’impresa con il modello reale della pasticceria, distinguendo laboratorio produttivo, vendita e somministrazione.
Cosa deve verificare subito il commercialista
- produzione di pasticceria fresca e codice ATECO principale;
- eventuale produzione di prodotti conservati;
- vendita di prodotti propri e commercio di prodotti di terzi;
- somministrazione con o senza servizio al tavolo;
- requisiti del regime forfettario;
- Registro Imprese, Albo Artigiani e INPS;
- pratiche SUAP e adempimenti sanitari da coordinare;
- dipendenti, INAIL e costo del personale;
- fatturazione, incassi, acconti e soglie del regime.
ATECO 10.71.20: produzione di pasticceria fresca
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT assegnano al 10.71.20 la produzione di prodotti di pasticceria freschi. È il codice centrale per un laboratorio che realizza direttamente torte, dolci e altre preparazioni fresche, ma non va usato automaticamente per qualsiasi locale denominato pasticceria.
Prodotti conservati: 10.72.00
Biscotti, fette biscottate e pasticceria conservata rientrano nel 10.72.00. Se il laboratorio sviluppa una linea importante di prodotti confezionati e conservabili, il commercialista deve verificare se serve un codice secondario o se la nuova produzione diventa prevalente.
Vendita e somministrazione: quando cambiano i codici
Una vera attività di commercio al dettaglio di pane, torte e dolciumi va verificata nell’area 47.24. Per la pasticceria con servizio al tavolo ATECO 2025 prevede 56.11.23; senza servizio al tavolo o da asporto 56.11.24. Questi codici possono convivere con la produzione se descrivono rami autonomi dell’attività.
Attività mista: perché va descritta prima dell’apertura
Un locale può produrre dolci nel proprio laboratorio, venderli al banco, servire caffè e consumazioni ai tavoli e commercializzare prodotti di terzi. Dal punto di vista fiscale i coefficienti possono anche coincidere al 40%, ma dal punto di vista amministrativo e previdenziale non è indifferente. Il commercialista deve quindi ricostruire il modello operativo prima di inviare le pratiche.
Regime forfettario e coefficiente 40%
Per la produzione alimentare della divisione 10 il coefficiente di redditività è il 40%. Con 50.000 euro di ricavi, il reddito lordo fiscale è 20.000 euro. Il 60% restante rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario e non la quota di reddito da tassare.
Costi reali: il confronto che il commercialista deve fare
Una pasticceria può sostenere costi elevati per burro, uova, farine, cioccolato, frutta, packaging, energia, canone del locale, forni, frigoriferi, abbattitori e personale. Nel forfettario questi costi non si deducono analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata con il meccanismo ordinario. La convenienza va quindi misurata confrontando il margine reale con il 60% di costi presunti dal coefficiente.
INPS Artigiani 2026
Per il laboratorio artigiano la circolare INPS n. 14/2026 indica un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro. L’aliquota pensionistica è del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro e del 25% sulla parte eccedente.
Con coefficiente 40% il minimale si supera a 47.020 euro
Il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro con circa 47.020 euro di ricavi. Sotto questa soglia, una posizione artigiana ordinaria attiva per l’intero anno continua comunque a fare i conti con il contributo minimo. Il commercialista deve quindi stimare il carico previdenziale insieme all’imposta, non separatamente.
Riduzione INPS del 35%
Il contribuente forfettario può chiedere, se ne ricorrono le condizioni, la riduzione contributiva del 35%. La domanda non va considerata automatica: il commercialista deve verificare requisiti, tempistiche ed effetto sull’accredito previdenziale prima di consigliarla.
HACCP e adempimenti sanitari: coordinamento necessario
Il commercialista non sostituisce il consulente alimentare o l’autorità sanitaria, ma deve sapere che un laboratorio non può essere aperto come una semplice attività commerciale. Il Ministero della Salute richiede agli operatori alimentari autocontrollo e HACCP. L’avvio deve essere coordinato con la procedura sanitaria prevista dal SUAP e con l’ASL competente.
Somministrazione: requisiti da verificare sul territorio
Se la pasticceria aggiunge servizio al tavolo, caffetteria o altra somministrazione strutturata, possono entrare requisiti morali e professionali e una procedura diversa rispetto alla sola produzione artigianale con vendita dei propri prodotti. Poiché la disciplina operativa è anche regionale e locale, il commercialista deve coordinare la pratica con il SUAP competente senza applicare regole standard a tutti i Comuni.
Dipendenti, apprendisti e INAIL
Il laboratorio può richiedere pasticcieri, aiuti, addetti al banco e personale di sala. Oltre a paghe e contributi, vanno verificati INAIL, sicurezza, formazione e limite alle spese per lavoro previsto per il forfettario. Un’attività che cresce rapidamente con molti addetti deve monitorare la permanenza nel regime durante l’anno.
Torte su ordinazione, caparre e acconti
Torte nuziali, catering dolce e grandi ordini possono prevedere caparre o acconti. Nel forfettario il reddito segue gli incassi: il commercialista deve riconciliare correttamente pagamenti, documenti fiscali e anno di competenza per cassa, soprattutto tra novembre e gennaio.
Stagionalità e gestione della liquidità
Natale, Pasqua, cerimonie e periodi turistici possono concentrare una parte rilevante dei ricavi. È utile accantonare durante i mesi forti la liquidità destinata a contributi, saldo e acconti e monitorare in tempo reale le soglie di 85.000 e 100.000 euro, evitando di scoprirne il superamento solo in dichiarazione.
Imposta al 5%: controllo della nuova attività
L’aliquota ridotta del 5% non dipende solo dall’apertura di una nuova Partita IVA. Occorre verificare che non vi sia mera prosecuzione di un’attività già esercitata e che siano rispettate tutte le condizioni previste. In caso contrario si applica l’aliquota ordinaria del 15%.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
- controllo dei requisiti del forfettario;
- monitoraggio delle soglie di ricavi e lavoro dipendente;
- verifica dei codici ATECO e delle variazioni dell’attività;
- fatturazione elettronica e bollo quando dovuto;
- calcolo contributi INPS e valutazione del 35%;
- saldo, acconti e dichiarazione dei redditi;
- coordinamento delle variazioni con Registro Imprese, Albo Artigiani e SUAP;
- simulazione periodica della convenienza fiscale in base ai costi reali.
Guide collegate
Per completare il quadro consulta il regime forfettario per pasticciere, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo delle tasse.
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