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Codice tributo 1792: saldo forfettario e compilazione F24

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice tributo 1792: saldo forfettario e compilazione F24

Il codice tributo 1792 si usa per versare il saldo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario. Va indicato nella sezione Erario del modello F24 e serve a pagare l’imposta effettivamente dovuta per un determinato anno, al netto degli acconti già versati e degli altri elementi che emergono dalla dichiarazione.

La definizione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – saldo – art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”. Il punto più importante nella compilazione è distinguere l’anno in cui effettui materialmente il pagamento dall’anno d’imposta cui il saldo si riferisce. Se nel 2026 paghi il saldo 2025, il riferimento fiscale del 1792 è il 2025.

A cosa serve il codice tributo 1792

Il 1792 identifica il saldo dell’imposta sostitutiva applicata al reddito determinato secondo le regole del regime forfettario. Non è un acconto sull’anno successivo e non è un codice generico per contributi INPS, bollo o altri debiti fiscali.

Il saldo nasce dalla dichiarazione dei redditi: si determina l’imposta sostitutiva dovuta per l’anno chiuso, si considerano gli acconti già versati e le altre componenti previste dal modello e si ottiene il debito o l’eventuale eccedenza risultante. La guida alla dichiarazione dei redditi del regime forfettario spiega dove viene determinata l’imposta nel quadro LM.

1790, 1791 e 1792: quale codice usare

  • 1790: primo acconto dell’imposta sostitutiva;
  • 1791: secondo acconto oppure acconto in unica soluzione;
  • 1792: saldo dell’imposta sostitutiva.

L’elenco ufficiale dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate distingue espressamente queste tre funzioni. Per il primo acconto puoi usare la guida al codice tributo 1790; per il secondo acconto trovi la pagina dedicata al codice 1791 e secondo acconto.

Quando si paga il saldo del regime forfettario

Il saldo viene versato nell’anno successivo a quello cui si riferisce, insieme al primo acconto dell’anno corrente secondo il calendario dei versamenti risultanti dalla dichiarazione. La scadenza ordinaria è generalmente collegata al termine di giugno, ma proroghe e differimenti possono cambiare la data per specifiche categorie.

Nel 2026 lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate ha indicato il 30 giugno 2026 come termine ordinario per versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026; per alcuni soggetti interessati dal differimento legato alle attività per cui sono approvati gli ISA, compresi i forfettari che ne rispettavano i requisiti, il versamento senza maggiorazione è stato differito al 20 luglio 2026. La data va quindi controllata ogni anno sulla fonte ufficiale.

Che anno indicare con il codice 1792

Con il 1792 devi associare il versamento all’anno d’imposta del saldo, non semplicemente all’anno in cui stai effettuando il bonifico o l’addebito F24.

  • saldo relativo al 2025 pagato nel 2026: anno di riferimento 2025;
  • saldo relativo al 2026 pagato nel 2027: anno di riferimento 2026.

È una differenza decisiva rispetto al 1790 pagato nello stesso momento. Se nel 2026 versi saldo 2025 e primo acconto 2026, avrai due righe con anni diversi: 1792 riferito al 2025 e 1790 riferito al 2026.

Come si calcola il saldo da pagare

Il saldo non si calcola applicando semplicemente il 5% o il 15% al fatturato. Nel forfettario occorre prima determinare il reddito imponibile applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività pertinente, considerare i contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo le regole del regime e applicare l’imposta sostitutiva. Dal risultato si sottraggono poi gli acconti già versati e si considerano gli altri dati che confluiscono nella dichiarazione.

Per questo il valore corretto del 1792 è quello risultante dalla dichiarazione, non un importo stimato partendo soltanto dagli incassi. Se vuoi ricostruire il passaggio dal fatturato all’imposta puoi partire dal nostro calcolo delle tasse nel regime forfettario.

Come compilare l’F24 con codice tributo 1792

Il codice 1792 va inserito nella sezione Erario. La compilazione deve riflettere il prospetto dei versamenti prodotto dalla dichiarazione o dal software fiscale.

  • Codice tributo: 1792.
  • Rateazione/regione/prov./mese rif.: se il saldo viene rateizzato, utilizza il formato di rateazione previsto dal prospetto di pagamento.
  • Anno di riferimento: anno d’imposta cui appartiene il saldo, per esempio 2025 per il saldo 2025 pagato nel 2026.
  • Importi a debito versati: importo del saldo o della rata da versare.
  • Importi a credito compensati: si compilano soltanto quando nel modello viene effettivamente utilizzato un credito secondo le regole applicabili.
  • Codice ufficio e codice atto: normalmente non si compilano nel versamento spontaneo in autoliquidazione.

Esempio pratico: saldo 2025 e acconto 2026

Immaginiamo che dalla dichiarazione 2026 risulti un saldo dell’imposta sostitutiva 2025 di 1.200 euro e un primo acconto 2026 di 600 euro. Nel modello F24 i due importi non vanno sommati in una sola riga:

  • 1792 – anno 2025 – 1.200 euro: saldo dell’imposta 2025;
  • 1790 – anno 2026 – 600 euro: primo acconto sull’imposta 2026.

Questa separazione rende corretta l’imputazione fiscale anche se il pagamento avviene con un unico modello F24 e nella stessa data.

Il saldo 1792 può essere rateizzato?

Sì, quando le regole dei versamenti risultanti dalla dichiarazione consentono la rateazione. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate del 2026 mostra espressamente rate successive del saldo dell’imposta sostitutiva e del primo acconto, con utilizzo dei codici 1792 e 1790 e del codice 1668 per gli interessi di rateazione.

La rateazione del saldo non va confusa con il secondo acconto annuale: il secondo acconto è un debito diverso e utilizza il 1791. Numero massimo di rate, calendario e interessi devono essere quelli previsti per l’anno di pagamento.

Saldo a credito: il 1792 può comparire tra i crediti?

Se dalla dichiarazione emerge un’eccedenza dell’imposta sostitutiva, il credito può essere utilizzato o riportato secondo le regole fiscali applicabili. In un F24 con compensazione è fondamentale distinguere il credito risultante dalla dichiarazione dal semplice fatto di aver pagato più del previsto in una singola rata.

In particolare, un F24 che arriva a saldo zero per effetto della compensazione segue obblighi telematici specifici. Prima di usare un credito verifica che sia disponibile, correttamente indicato in dichiarazione e utilizzabile nella misura prevista dalle norme vigenti.

1792, 1795 e regime dei minimi: non confonderli

Per il regime forfettario il saldo è 1792. I codici 1793, 1794 e 1795 appartengono invece al diverso regime fiscale di vantaggio previsto dall’articolo 27 del DL 98/2011. In particolare, il 1795 è il saldo del regime di vantaggio: non sostituisce il 1792 del forfettario.

La distinzione è verificabile direttamente nell’elenco dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate. È utile perché sul web circolano ancora articoli che mescolano “forfettario”, “minimi” e “regime di vantaggio”, con il rischio di utilizzare un codice formalmente esistente ma riferito al regime sbagliato.

Cosa succede se sei uscito dal forfettario

L’uscita dal regime non cancella automaticamente l’imposta maturata nel periodo in cui eri forfettario. Se dalla dichiarazione relativa all’ultimo anno assoggettato al regime emerge ancora un saldo dell’imposta sostitutiva, quel debito conserva la propria natura e va versato con il codice previsto per il saldo del forfettario.

Occorre però distinguere il saldo dell’anno precedente dagli eventuali acconti relativi all’anno in cui sei passato a un regime diverso: in questo caso il calcolo degli acconti richiede una verifica specifica e non è corretto replicare automaticamente quelli dell’anno precedente.

Come pagare il modello F24

I titolari di Partita IVA effettuano il pagamento con modalità telematiche. L’F24 Web dell’Agenzia delle Entrate permette di compilare e trasmettere gratuitamente il modello, con addebito sul conto alla data di versamento indicata. In alternativa, nei casi consentiti, si possono usare i servizi di internet banking o un intermediario abilitato.

Errore nel 1792 o nell’anno di riferimento

Se hai inserito 1792 ma hai indicato l’anno sbagliato, oppure hai usato 1790/1791 al posto del saldo, non effettuare un secondo versamento senza prima verificare l’esito del primo F24. Un errore di imputazione può richiedere una correzione, non necessariamente un nuovo pagamento.

Trovi la procedura e i casi da distinguere nella guida su F24 con codice tributo sbagliato nel regime forfettario.

Saldo pagato in ritardo e ravvedimento

Se il saldo viene versato oltre il termine applicabile, occorre verificare il ravvedimento operoso. La regolarizzazione comporta il pagamento del tributo, della sanzione ridotta e degli interessi secondo il ritardo effettivo e le regole vigenti alla data della regolarizzazione. Non è prudente copiare percentuali di sanzioni o interessi da un articolo vecchio: questi valori possono cambiare.

Checklist prima di pagare con il codice 1792

  • verifica che si tratti del saldo dell’imposta sostitutiva del forfettario;
  • controlla l’importo risultante dalla dichiarazione;
  • usa la sezione Erario;
  • indica il codice 1792;
  • inserisci l’anno d’imposta del saldo, non l’anno del pagamento;
  • se rateizzi, usa il dato di rateazione previsto dal prospetto;
  • verifica eventuali crediti prima di compensarli;
  • controlla la scadenza effettiva dell’anno;
  • non confondere 1792 con 1795;
  • conserva ricevuta e quietanza dell’F24.

Domande frequenti sul codice tributo 1792

A cosa serve il codice tributo 1792?

Serve a versare il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta nel regime forfettario.

Se pago nel 2026 il saldo 2025 quale anno indico?

Indichi 2025, perché l’anno di riferimento è quello cui appartiene il saldo.

Il 1792 si usa anche per il primo acconto?

No. Il primo acconto del forfettario usa il codice 1790.

Il saldo può essere rateizzato?

Sì, quando la disciplina annuale dei versamenti lo consente. Le rate successive comportano gli interessi previsti.

1792 e 1795 sono equivalenti?

No. Il 1792 è il saldo del regime forfettario; il 1795 appartiene al diverso regime fiscale di vantaggio.

Se esco dal forfettario devo comunque pagare il saldo?

Se dalla dichiarazione dell’ultimo anno soggetto al forfettario emerge un saldo dell’imposta sostitutiva, l’uscita successiva non elimina quel debito.

Se sbaglio l’anno del 1792 devo pagare due volte?

Non automaticamente. Va prima verificata l’imputazione del versamento e la procedura di correzione applicabile.

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