Un commercialista per catering e banqueting nel 2026 deve partire dal modello operativo dell’impresa, non soltanto dal nome dell’attività. Per singoli eventi svolti presso location scelte dai clienti il riferimento è normalmente ATECO 56.21.01, con coefficiente di redditività del 40%.
La prima verifica: dove si svolgono gli eventi
Le note ISTAT ATECO 2025 distinguono il catering presso terzi, 56.21.01, dal catering svolto presso sale per banchetti del fornitore, 56.21.02. Il primo modello utilizza normalmente cucine mobili; il secondo cucine fisse. Questo controllo viene prima del calcolo delle tasse.
Catering continuativo: verificare la classe 56.22
Una mensa o un servizio di ristorazione continuativo fornito per mesi sulla base di un contratto non coincide con il singolo evento. In questi casi va verificata la classe 56.22. Confondere le due attività può alterare ATECO, adempimenti e impostazione della gestione.
Regime forfettario e coefficiente del 40%
Con 50.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è 20.000 euro. Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Il commercialista deve quindi confrontare questa quota con i costi reali di materie prime, personale, trasporti, noleggi e attrezzature prima di giudicare conveniente il regime.
Margine per evento: il controllo più importante
Un catering può fatturare molto e guadagnare poco su alcune commesse. È utile ricostruire per ogni evento prezzo, food cost, ore di personale, chilometri, noleggi, materiali, allestimento, scarti e imprevisti. Il margine per commessa consente di capire quali servizi funzionano davvero e se il 60% di costi presunti è realistico.
Acconti e principio di cassa
Matrimoni e grandi eventi vengono spesso prenotati con mesi di anticipo. Gli acconti incassati entrano nel controllo dei ricavi secondo il principio di cassa, anche se l’evento avverrà in un esercizio successivo. Il commercialista deve quindi monitorare incassi effettivi e non soltanto date delle fatture o calendario degli eventi.
INPS Commercianti 2026
Per il titolare che partecipa personalmente e abitualmente all’impresa il riferimento è normalmente la Gestione Commercianti. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di circa 4.611,64 euro e aliquota complessiva del 24,48% nella prima fascia.
Con il 40% il minimale si supera a circa 47.020 euro
Il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 47.020 euro di ricavi. Sotto questa soglia il contributo minimo pesa particolarmente; sopra, in regime ordinario, si aggiunge la contribuzione sulla parte eccedente. Quando spettante può essere richiesta la riduzione del 35%.
Personale e collaboratori per singolo evento
Il numero di addetti può cambiare a ogni commessa. Camerieri, cuochi, addetti al trasporto e facchini vanno gestiti con rapporti coerenti e costi preventivati. Nel forfettario il costo del personale non riduce analiticamente il reddito fiscale: per questo il controllo economico della singola commessa è essenziale.
Soci e familiari che lavorano stabilmente
Se nell’impresa lavorano abitualmente soci o familiari, vanno verificate anche le loro posizioni previdenziali. Il costo INPS dell’attività può quindi essere superiore a quello del solo titolare e deve essere inserito nel budget annuale.
HACCP, trasporto e catena del freddo
La gestione fiscale non sostituisce quella sanitaria. Il Regolamento CE 852/2004 richiede igiene e controllo nelle fasi di preparazione, stoccaggio e trasporto. Veicoli e contenitori devono proteggere gli alimenti e, quando necessario, mantenere e permettere di controllare le temperature.
SCIA e pratiche dell’evento: definire chi se ne occupa
La somministrazione temporanea può richiedere pratiche al SUAP in base al Comune e al tipo di evento. Nei contratti conviene chiarire se gli adempimenti amministrativi relativi alla location competono all’organizzatore, al gestore della sede o al catering. Un commercialista può coordinare la parte d’impresa, ma per aspetti locali può essere necessario confrontarsi con SUAP e tecnici.
Noleggi e allestimenti: non mescolare attività diverse
Se tavoli, sedie, tensostrutture, decorazioni o organizzazione diventano prestazioni autonome e non semplici accessori del catering, va verificata la classificazione di queste linee di ricavo. Nel forfettario attività con coefficienti diversi richiedono una corretta separazione degli incassi.
Quando confrontare il forfettario con l’ordinario
Con personale numeroso, mezzi, laboratorio, noleggi e food cost elevato, i costi reali possono superare il 60% riconosciuto forfettariamente. In questo scenario conviene simulare anche il regime ordinario prima di concludere che il forfettario sia più conveniente solo perché l’imposta sostitutiva è bassa.
Imposta al 5%: verificare la vera nuova attività
Il 5% può spettare nel periodo iniziale soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività. Continuità con un’attività precedente o altre circostanze possono impedire l’aliquota ridotta; negli altri casi si applica il 15%.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
- verifica ATECO e attività secondarie;
- monitoraggio ricavi, acconti e soglie del forfettario;
- Gestione Commercianti e possibili agevolazioni;
- controllo del margine per evento;
- fatture, corrispettivi e riconciliazione degli incassi;
- saldo, acconti e dichiarazione dei redditi;
- coordinamento con SUAP e consulenti sanitari quando cambia l’organizzazione.
Guide collegate
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