Il regime forfettario per catering e banqueting nel 2026 può essere applicato se sono rispettati i requisiti fiscali e l’attività è classificata correttamente. Per il catering di singoli eventi svolti presso la location scelta dal cliente il riferimento ATECO 2025 è 56.21.01, con coefficiente di redditività del 40%.
ATECO 56.21.01: evento presso la location del cliente
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano il 56.21.01 per servizi di catering e banqueting forniti presso terzi, ad esempio ville o masserie scelte dal cliente. La classificazione presuppone normalmente l’utilizzo di cucine mobili e comprende anche l’home restaurant.
56.21.02: quando l’evento si svolge nella tua sala
Se il servizio viene fornito in una sede abituale del catering, come una sala per banchetti gestita dal fornitore, il codice da verificare è 56.21.02. In questo caso l’ISTAT collega l’attività a cucine fisse. La differenza non è il tipo di festa, ma dove e come viene organizzato stabilmente il servizio.
Mense e catering continuativo: attenzione al 56.22
Il catering per un matrimonio, una convention o una festa è diverso dalla ristorazione fornita in modo continuativo sulla base di un contratto. La classe 56.22 riguarda infatti catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione, come servizi continuativi per una clientela definita. Un contratto stabile per una mensa aziendale non va confuso con il catering per singoli eventi.
Preparazione, trasporto e servizio fanno parte dello stesso processo
Nel catering il cibo viene spesso preparato o rifinito in luoghi diversi da quello del consumo. Il Regolamento CE 852/2004 richiede condizioni igieniche adeguate in produzione, trasformazione, distribuzione e trasporto, compreso il mantenimento delle temperature quando necessario. Contenitori, veicoli, separazione degli alimenti e catena del freddo sono quindi elementi operativi reali, non aspetti secondari.
Regime forfettario e coefficiente del 40%
Con 50.000 euro di ricavi, il reddito lordo forfettario è 20.000 euro. Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Materie prime, personale per l’evento, mezzi di trasporto, carburante, noleggio di attrezzature, tovagliato, stoviglie, cucine mobili e scarti non vengono dedotti analiticamente.
Il 60% di costi presunti va confrontato con ogni commessa
Il catering ha costi molto variabili da evento a evento. Un matrimonio con molti camerieri, trasporto a lunga distanza, noleggi e allestimenti può avere un margine molto diverso da un piccolo buffet aziendale. Per capire se il forfettario conviene bisogna confrontare il margine reale medio con il 60% di costi presunti, non guardare solo all’aliquota del 5% o del 15%.
Esempio di margine su un evento
Se un evento viene fatturato 6.000 euro, il forfettario attribuisce 2.400 euro di reddito lordo fiscale. Se però tra cibo, personale, trasporto, noleggi e materiali l’evento costa realmente 4.200 euro, il margine economico è 1.800 euro. La differenza mostra perché il controllo per commessa è indispensabile anche quando fiscalmente si usa un coefficiente fisso.
INPS Commercianti 2026
Per il titolare che svolge personalmente e abitualmente l’attività d’impresa il riferimento è normalmente la Gestione Commercianti. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di circa 4.611,64 euro e aliquota complessiva del 24,48% nella prima fascia.
Il minimale si supera a circa 47.020 euro di ricavi
Con coefficiente del 40%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 47.020 euro di ricavi. Sotto questa soglia il contributo minimo incide in modo rilevante; sopra si aggiunge la contribuzione sull’eccedenza. Quando spettante può essere richiesta la riduzione INPS del 35%.
Personale occasionale per gli eventi: pianifica prima
Il numero di addetti può cambiare molto tra una commessa e l’altra. Camerieri, cuochi, facchini e altri collaboratori devono essere gestiti con forme contrattuali coerenti. Nel forfettario il loro costo non si deduce analiticamente, quindi il preventivo dell’evento deve già incorporare il costo reale del personale e degli adempimenti connessi.
Allestimenti e noleggi possono diventare attività autonome
Fornire tavoli, sedie, tensostrutture, decorazioni o servizi di organizzazione insieme al catering non implica automaticamente che tutto rientri nel 56.21.01. Se noleggio, allestimento o organizzazione eventi diventano linee autonome di ricavo va verificato se servono ulteriori codici ATECO e, nel forfettario, la corretta separazione dei ricavi.
Acconti, cancellazioni e liquidità della commessa
Matrimoni e cerimonie vengono spesso prenotati con mesi di anticipo e prevedono acconti, pagamenti intermedi e saldo. Nel forfettario gli importi effettivamente incassati vanno monitorati nell’anno in cui entrano, anche quando l’evento si svolgerà più avanti. È utile separare la liquidità destinata ai fornitori e alle spese già impegnate da quella realmente disponibile, prevedendo nel contratto anche cosa accade in caso di riduzione degli invitati, rinvio o cancellazione.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo iniziale solo se sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività. L’apertura di una nuova Partita IVA non rende automaticamente applicabile l’aliquota ridotta.
Guide collegate
Consulta come aprire la Partita IVA per catering, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per catering e banqueting.
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