Il calcolo delle tasse di un catering in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 40% collegato al 56.21.01 quando l’attività riguarda eventi presso le location dei clienti. Al reddito forfettario si aggiungono i contributi INPS Commercianti e l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Dati 2026 usati nelle simulazioni
- coefficiente: 40%;
- minimale INPS Commercianti: 18.808 euro;
- contributo minimo ordinario annuo: circa 4.611,64 euro;
- aliquota complessiva prima fascia: 24,48%;
- imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante.
Formula del forfettario per il catering
Il reddito lordo si ottiene moltiplicando i ricavi incassati per il 40%. I contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono poi la base dell’imposta. Food cost, personale, trasporto, carburante, noleggi, stoviglie, allestimenti e altre spese non vengono sottratti analiticamente.
Il minimale INPS si supera a circa 47.020 euro
Con coefficiente 40%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 47.020 euro di ricavi. Sotto questa soglia indicativa il contributo minimo pesa in modo rilevante; sopra, in regime ordinario, entra anche la contribuzione sulla parte eccedente.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 8.000 euro. In una simulazione ordinaria per l’intero anno, i contributi minimi sono circa 4.611,64 euro. La base residua è circa 3.388 euro: l’imposta è circa 508 euro al 15% oppure 169 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 12.000 euro. Restando sotto il minimale, la simulazione considera circa 4.611,64 euro di contributi. La base imponibile è circa 7.388 euro e l’imposta è nell’ordine di 1.108 euro al 15% oppure 369 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 20.000 euro. L’eccedenza sul minimale è 1.192 euro; aggiungendo la contribuzione percentuale, i contributi indicativi arrivano a circa 4.903 euro. La base residua è circa 15.097 euro e l’imposta circa 2.264 euro al 15% o 755 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 32.000 euro. I contributi ordinari indicativi sono circa 7.841 euro; la base dopo i contributi è circa 24.159 euro. L’imposta sostitutiva è quindi circa 3.624 euro al 15% oppure 1.208 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 34.000 euro. I contributi indicativi arrivano a circa 8.331 euro; la base residua è circa 25.669 euro e l’imposta è circa 3.850 euro al 15% oppure 1.283 euro al 5%.
Le cifre sono simulazioni, non preventivi
Data di iscrizione, contributi effettivamente versati, soci o coadiuvanti, altre posizioni previdenziali, riduzioni e acconti possono cambiare il risultato. Le simulazioni servono a spiegare il metodo e non sostituiscono il calcolo sulla posizione individuale.
Il 60% di costi presunti va confrontato con il costo degli eventi
Nel forfettario il 60% dei ricavi rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Nel catering questa quota va confrontata con materie prime, personale, trasporto, carburante, cucine mobili, stoviglie, noleggi, lavaggio, allestimenti e scarti. Eventi molto complessi possono avere costi reali superiori al 60%.
Esempio di commessa da 10.000 euro
Su una fattura da 10.000 euro il forfettario attribuisce 4.000 euro di reddito lordo. Se il costo reale dell’evento è 6.800 euro, il margine economico prima di imposte e contributi è 3.200 euro. La differenza tra reddito fiscale e margine reale rende indispensabile calcolare ogni commessa prima di accettarla.
IVA sugli acquisti: nel forfettario diventa un costo
Per chi applica il regime forfettario non è normalmente esercitabile la detrazione dell’IVA sulle fatture di acquisto, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 14/E. Per il catering significa che materie prime, noleggi e attrezzature vanno valutati nel margine considerando anche l’IVA rimasta a carico dell’impresa. Il costo economico reale può quindi essere più alto di quello che avrebbe un soggetto in regime IVA ordinario.
Costo per invitato e prezzo minimo
Per ogni evento è utile dividere i costi diretti per il numero di invitati e aggiungere una quota per personale, trasporto, noleggi e struttura. Solo dopo si applica il margine desiderato. Un prezzo a persona costruito soltanto sul costo del cibo può sembrare competitivo ma non coprire ore di lavoro, spostamenti e costi indiretti.
Acconti dei clienti e principio di cassa
I catering lavorano spesso con caparre e acconti prima dell’evento. Nel forfettario il reddito segue l’incasso: un acconto ricevuto a dicembre può concorrere ai ricavi dell’anno anche se l’evento si svolge l’anno successivo. Per controllare le soglie è quindi necessario registrare correttamente quando le somme vengono effettivamente incassate.
Riduzione INPS del 35%
Il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Commercianti può richiedere, quando possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Gli esempi sopra utilizzano la contribuzione ordinaria. La scelta va valutata anche per l’effetto sull’accredito contributivo.
Stagionalità e liquidità
Matrimoni e cerimonie possono concentrare gran parte degli incassi in pochi mesi. Conviene separare la liquidità destinata a imposte e contributi da quella necessaria per anticipare fornitori, personale e noleggi dei prossimi eventi. Un portafoglio ordini pieno non coincide automaticamente con cassa disponibile.
Prima del calcolo verifica il codice
Il 56.21.01 riguarda eventi presso location dei clienti; il 56.21.02 sale per banchetti del fornitore e il 56.22 servizi continuativi su contratto. Prima di usare una simulazione consulta il codice ATECO catering e il calcolatore generale.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario per catering, l’apertura della Partita IVA e la pagina sul commercialista per catering. I dati previdenziali 2026 derivano dalla circolare INPS n. 14/2026.
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