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Commercialista marmista 2026: ATECO, INPS, posa e gestione fiscale

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Commercialista marmista 2026: ATECO, INPS, posa e gestione fiscale

Un commercialista per marmista nel 2026 deve distinguere correttamente lavorazione in laboratorio, lavorazione artistica, posa in cantiere ed eventuale commercio. Per il taglio e la lavorazione ordinaria di pietre e marmo il riferimento è ATECO 23.70.10, con coefficiente forfettario del 67%.

La gestione diventa più complessa quando l’impresa realizza monumenti o mosaici, posa pavimenti e rivestimenti oppure vende materiali. Queste attività possono richiedere codici e coefficienti diversi: un errore di classificazione può quindi incidere sia sulla posizione camerale sia sul reddito forfettario.

Argomenti del post

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  • Cosa deve verificare subito il commercialista
  • ATECO 23.70.10: lavorazione ordinaria
  • Lavorazione artistica: 23.70.20
  • Posa in cantiere: 43.33.00 e coefficiente 86%
  • Commercio di lastre e manufatti
  • Regime forfettario e coefficiente 67%
  • INPS Artigiani 2026
  • Riduzione INPS del 35%
  • Costi reali: il confronto decisivo
  • Silice e sicurezza del laboratorio
  • AUA, emissioni, scarichi e rumore
  • Acconti, SAL e principio di cassa
  • Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
  • Domande da fare prima di scegliere il commercialista
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Cosa deve verificare subito il commercialista

  • quali lavorazioni vengono svolte in laboratorio;
  • se esiste lavorazione artistica di marmo e pietre;
  • se la posa in cantiere è accessoria o una vera attività autonoma;
  • se esiste una componente di commercio di materiali;
  • ATECO 23.70.10, 23.70.20 e gli eventuali codici aggiuntivi;
  • coefficiente forfettario corretto per ciascun gruppo di attività;
  • forma dell’impresa, Albo Artigiani e INPS;
  • locale, impianti, sicurezza e adempimenti ambientali;
  • costi reali di materiali, energia e macchinari;
  • fatturazione, acconti e monitoraggio delle soglie.

ATECO 23.70.10: lavorazione ordinaria

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 23.70.10 taglio, modellatura e finitura di pietre destinate, ad esempio, all’edilizia, ai lavori stradali e alle coperture, oltre alla fabbricazione di mobili in pietra.

Il codice è quindi coerente con il laboratorio che trasforma lastre e blocchi in piani, soglie, davanzali, elementi d’arredo e altri manufatti lapidei.

Lavorazione artistica: 23.70.20

Monumenti funerari, statue non originali artistiche e mosaici rientrano nel codice 23.70.20 – Lavorazione artistica di marmo e di altre pietre affini. Se queste lavorazioni sono stabili, il commercialista deve verificare se il codice debba essere principale o secondario.

Il coefficiente forfettario resta 67%, ma la distinzione ATECO è necessaria per descrivere correttamente l’attività dell’impresa.

Posa in cantiere: 43.33.00 e coefficiente 86%

La posa di rivestimenti in marmo, granito, ardesia o pietra da taglio rientra nel 43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e di pareti quando costituisce una vera attività autonoma. Il gruppo costruzioni della divisione 43 ha coefficiente forfettario dell’86%.

Un’impresa che lavora il materiale in laboratorio e svolge anche posa stabile non dovrebbe quindi applicare automaticamente il 67% a tutti gli incassi. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, quando le attività appartengono a gruppi merceologici differenti, i ricavi vanno suddivisi nel quadro LM.

Commercio di lastre e manufatti

La vendita del manufatto realizzato dal laboratorio rientra normalmente nell’attività produttiva. Diverso è il commercio autonomo di lastre, pietre o manufatti acquistati da terzi e rivenduti senza lavorazione sostanziale.

Se esiste una vera attività commerciale, il commercialista deve verificare il relativo codice e separare i ricavi; nel forfettario il commercio appartiene generalmente al gruppo con coefficiente del 40%.

Regime forfettario e coefficiente 67%

Per la lavorazione 23.70.10 il reddito forfettario si determina applicando il 67% agli incassi. Con 50.000 euro di ricavi il reddito lordo è 33.500 euro. Dal reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva.

INPS Artigiani 2026

Quando il marmista opera con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.

Con coefficiente 67%, il reddito supera il minimale intorno a 28.072 euro di ricavi. Il commercialista deve quindi considerare il peso della contribuzione minima soprattutto nelle attività con fatturato iniziale contenuto.

Riduzione INPS del 35%

I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando ne possiedono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La scelta va valutata anche per l’effetto sull’accredito previdenziale e sulla minore deduzione dei contributi dal reddito.

Costi reali: il confronto decisivo

Il coefficiente 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Un laboratorio lapideo può però sostenere costi molto elevati per materiali, utensili diamantati, segatrici, frese, CNC, lucidatrici, acqua, energia, aspirazione, movimentazione, trasporti, manutenzione e personale.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Il commercialista dovrebbe quindi confrontare periodicamente il 33% presunto con l’incidenza reale dei costi.

Silice e sicurezza del laboratorio

L’INAIL segnala nel comparto lapideo il rischio di esposizione a polveri contenenti silice cristallina, con particolare attenzione alle lavorazioni a secco e alle pietre artificiali ad alto contenuto di quarzo.

Questo tema non è un dettaglio estraneo alla gestione economica: impianti di abbattimento, lavorazioni ad acqua, dispositivi di protezione, sorveglianza e organizzazione della sicurezza incidono sui costi e sulle scelte del laboratorio.

AUA, emissioni, scarichi e rumore

Gli adempimenti ambientali dipendono da impianti, lavorazioni, consumi e disciplina territoriale. Una ricognizione SUAP della Camera di Commercio di Mantova, ad esempio, richiama per il marmista autorizzazioni alle emissioni e AUA al ricorrere delle condizioni previste.

Il commercialista dovrebbe quindi coordinare l’avvio con il SUAP e con eventuali tecnici ambientali, chiarendo anche quali pratiche non rientrano nella normale assistenza fiscale.

Acconti, SAL e principio di cassa

Il marmista può lavorare con privati, imprese edili, arredatori e altri operatori. Acconti, saldi e stati di avanzamento possono essere incassati in momenti diversi. Nel forfettario conta quanto è effettivamente percepito nell’anno, non soltanto quanto è stato fatturato.

Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale

  • controllo permanenza nel regime forfettario;
  • monitoraggio degli incassi e delle soglie;
  • verifica di lavorazione, artistico, posa e commercio;
  • corretta separazione dei coefficienti 67%, 86% e 40% quando applicabili;
  • fatturazione elettronica e gestione di acconti e saldi;
  • calcolo contributi INPS;
  • saldo e acconti dell’imposta sostitutiva;
  • dichiarazione dei redditi;
  • coordinamento delle variazioni con Registro Imprese e Albo Artigiani;
  • confronto periodico della convenienza fiscale rispetto ai costi reali.

Domande da fare prima di scegliere il commercialista

  • sa distinguere 23.70.10, 23.70.20 e 43.33.00?
  • applica il 67% alla lavorazione e l’86% alla posa quando realmente distinta?
  • verifica l’eventuale commercio con coefficiente 40%?
  • usa i parametri INPS aggiornati al 2026?
  • considera investimenti, IVA e costi reali del laboratorio?
  • coordina l’apertura con SUAP e adempimenti ambientali quando necessari?
  • il preventivo chiarisce quali pratiche tecniche sono escluse?

Guide collegate

Consulta il regime forfettario marmista, come aprire Partita IVA da marmista, il codice ATECO marmista e il calcolo tasse marmista.

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