Per il calcolo delle tasse di un marmista in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dagli incassi, applicare il coefficiente corretto all’attività svolta, calcolare i contributi INPS Artigiani e solo dopo applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante.
Per la lavorazione in laboratorio con ATECO 23.70.10 il coefficiente è 67%. Se esiste anche una distinta attività di posa classificata nel 43.33.00, i relativi ricavi appartengono invece al gruppo costruzioni con coefficiente dell’86%.
Dati 2026 per il calcolo
- ATECO lavorazione: 23.70.10;
- coefficiente lavorazione: 67%;
- ATECO posa autonoma: 43.33.00;
- coefficiente posa: 86%;
- soglia ordinaria forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti nell’anno;
- minimale INPS Artigiani 2026: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo: 4.521,36 euro;
- aliquota INPS: 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro e 25% sulla quota successiva;
- imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% quando spettante.
Formula per la lavorazione al 67%
- ricavi lavorazione × 67% = reddito forfettario lordo;
- reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta;
- base dell’imposta × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM richiamano la determinazione del reddito prevista dalla Legge 190/2014.
INPS Artigiani 2026
La Circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro, un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro e un’aliquota ordinaria del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
Con coefficiente 67%, il reddito supera il minimale intorno a 28.072 euro di ricavi. Gli esempi seguenti assumono iscrizione artigiana per l’intero anno e nessuna agevolazione personale ulteriore.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Il reddito lordo è 13.400 euro. Essendo inferiore al minimale INPS, nell’ipotesi ordinaria restano 4.521,36 euro di contributi. La base dell’imposta è 8.878,64 euro: imposta di circa 1.331,80 euro al 15% oppure 443,93 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 20.100 euro. I contributi indicativi sono circa 4.831,44 euro; la base fiscale è 15.268,56 euro. L’imposta è circa 2.290,28 euro al 15% oppure 763,43 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Il reddito lordo è 33.500 euro. I contributi indicativi sono circa 8.047,44 euro; la base dell’imposta è 25.452,56 euro. L’imposta è circa 3.817,88 euro al 15% oppure 1.272,63 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 53.600 euro. I contributi indicativi sono circa 12.871,44 euro; la base imponibile residua è 40.728,56 euro. L’imposta è circa 6.109,28 euro al 15% oppure 2.036,43 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Con 85.000 euro di incassi il reddito lordo è 56.950 euro. Una piccola quota supera la prima fascia INPS. I contributi indicativi sono circa 13.682,70 euro; la base fiscale è 43.267,30 euro. L’imposta è circa 6.490,10 euro al 15% oppure 2.163,37 euro al 5%.
Lavorazione e posa: esempio con due coefficienti
Se il marmista incassa 40.000 euro dalla lavorazione 23.70.10 e 10.000 euro da una distinta attività di posa 43.33.00, il reddito forfettario lordo è:
40.000 × 67% + 10.000 × 86% = 35.400 euro.
Applicare il 67% a tutti i 50.000 euro produrrebbe invece 33.500 euro e sarebbe errato se la posa è realmente una distinta attività del gruppo costruzioni.
Riduzione INPS del 35%
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando ne possiedono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito previdenziale.
Costi reali e IVA sugli investimenti
Lastre, blocchi, utensili diamantati, segatrici, frese, CNC, lucidatrici, acqua, energia, aspirazione, trasporto e manutenzione possono incidere molto sul margine. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata.
Un laboratorio con investimenti elevati o costi effettivi superiori al 33% presunto dovrebbe quindi confrontare il forfettario con un regime analitico.
Nel forfettario contano gli incassi
Il reddito segue il principio di cassa: conta quanto è stato effettivamente percepito nell’anno. Acconti su lavorazioni, saldi alla consegna e pagamenti da imprese edili devono quindi essere attribuiti al periodo corretto.
Errori frequenti nel calcolo
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- applicare il 67% anche a una distinta attività di posa all’86%;
- dimenticare il contributo minimo INPS;
- dedurre analiticamente macchinari e materiali nel forfettario;
- applicare automaticamente il 5% o la riduzione INPS del 35%;
- calcolare il reddito sulle fatture emesse invece che sugli incassi.
Guide collegate e calcolatore
Prima del calcolo verifica il codice ATECO marmista. Consulta anche come aprire Partita IVA da marmista, il regime forfettario marmista, la guida al commercialista per marmista e il calcolatore generale del regime forfettario.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.