Un commercialista per una società di mediazione creditizia deve partire dalla disciplina OAM prima ancora della scelta del regime fiscale. Nel 2026 il mediatore creditizio iscritto è una società ammessa dall’articolo 128-septies TUB e dall’OAM: non una Partita IVA individuale in regime forfettario.
Prima verifica: società di mediazione o collaboratore?
La prima distinzione riguarda il soggetto assistito. Una cosa è la SPA, SAPA, SRL o cooperativa iscritta OAM; altra cosa è il dipendente o collaboratore che opera per la società. Contabilità, imposte, previdenza e documentazione cambiano radicalmente tra i due casi.
Requisiti OAM da coordinare con la struttura societaria
L’OAM richiede capitale sociale versato di almeno 50.000 euro, oggetto sociale dedicato, sede in Italia, requisiti di professionalità e onorabilità, PEC, firma digitale e polizza RC. Il commercialista deve coordinare questi requisiti con costituzione, Registro Imprese, assetto amministrativo e adempimenti fiscali.
ATECO: 66.19.22 e attività da verificare
ATECO 2025 colloca consulenza e intermediazione per mutui e crediti nel gruppo 66.19.2. Per la consulenza e intermediazione su mutui e crediti il riferimento da verificare è 66.19.22 – Altre attività di consulenza finanziaria; per specifici servizi di intermediazione del credito al consumo le note ISTAT comprendono anche il 66.19.90. Il commercialista deve quindi classificare la prestazione reale e non applicare un codice unico per ogni modello di mediazione.
Niente regime forfettario per la società iscritta
Il regime forfettario della legge 190/2014 è destinato alle persone fisiche. La società OAM deve quindi essere gestita con la contabilità e la fiscalità della forma societaria adottata. Il commercialista non deve applicare coefficiente 78%, imposta sostitutiva 5% o 15% e Gestione Separata come se la società fosse un libero professionista.
Bilancio, imposte e IVA
Per una SRL la gestione comprende contabilità ordinaria, bilancio, dichiarazioni, imposte sul reddito societario e trattamento IVA delle operazioni concretamente svolte. La mediazione creditizia ha inoltre peculiarità IVA che vanno verificate operazione per operazione, senza utilizzare automaticamente le regole del forfettario.
Piano annuale di imposte e cassa
Una buona gestione non si limita alla dichiarazione di fine anno. È utile predisporre un budget mensile con provvigioni attese, costi della rete, stipendi e compensi, spese di compliance, imposte e liquidità minima. In questo modo la società può capire in anticipo se la crescita commerciale sta generando margine oppure soltanto maggiori costi e fabbisogno finanziario.
Amministratori, soci e compensi
Compensi agli amministratori, eventuali utili ai soci e rapporti di lavoro o collaborazione richiedono analisi separate. Anche la posizione previdenziale dipende dal ruolo effettivo: non esiste una regola unica “Gestione Separata 26,07% per il mediatore” applicabile indistintamente a società, amministratori e collaboratori.
Collaboratori con Partita IVA
Se la società utilizza collaboratori autonomi, occorre verificare requisiti OAM, natura del rapporto, mansioni, fatturazione e previdenza. Una persona fisica può valutare il forfettario sulla propria attività solo se il rapporto è realmente autonomo e sono rispettati tutti i requisiti fiscali. Questo non trasforma il collaboratore nella società iscritta come mediatore creditizio.
Controllo fiscale della rete collaboratori
Per ogni collaboratore conviene tenere allineati contratto, requisiti OAM, fatture, compensi, eventuali rimborsi e documentazione della prestazione. Una rete numerosa può creare errori se la parte regolamentare e quella fiscale vengono gestite separatamente. Il commercialista dovrebbe quindi coordinarsi con chi segue compliance e organizzazione della rete.
Controllo dei costi di compliance
La pianificazione deve includere costi OAM, assicurazione professionale, personale, formazione, software, procedure interne, consulenza legale, antiriciclaggio, sede e tecnologia. Sono costi che incidono sul margine e sulla liquidità e che non possono essere ignorati da una simulazione costruita soltanto sulle provvigioni incassate.
Provvigioni e competenza economica
Per la società il momento fiscale di ricavi e costi segue le regole del reddito d’impresa e della contabilità adottata, non il principio di cassa semplificato tipico del forfettario professionale. Contratti con banche, maturazione delle provvigioni, storni e premi devono essere registrati e riconciliati correttamente.
Riconciliare pratiche, provvigioni e fatture
È utile confrontare periodicamente pratiche finanziate, provvigioni maturate, fatture emesse, incassi ricevuti e storni. Questo controllo permette di individuare differenze tra produzione commerciale e contabilità, prevenire crediti non incassati e leggere correttamente la redditività per banca, prodotto o collaboratore.
Margine per canale, prodotto e collaboratore
Il solo totale delle provvigioni non mostra quali attività stanno creando valore. Conviene attribuire, per quanto possibile, a ogni canale di acquisizione e linea di prodotto i costi di lead generation, la quota riconosciuta ai collaboratori, gli storni, le spese commerciali e i tempi medi di incasso. Un prodotto con molte pratiche può risultare meno redditizio di uno con volumi inferiori ma costi di acquisizione e cancellazione più bassi. Questo controllo aiuta anche a decidere dove investire budget commerciale e dove ridurre esposizione.
Commercialista e consulente regolamentare: ruoli diversi
Il commercialista presidia contabilità, bilancio, dichiarazioni e pianificazione fiscale; la conformità OAM, antiriciclaggio e gli altri aspetti regolamentari possono richiedere competenze dedicate. I due ambiti devono però comunicare: una variazione di soci, amministratori, rete commerciale o modello operativo può avere conseguenze sia fiscali sia regolamentari.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
- contabilità ordinaria e bilancio;
- dichiarazioni fiscali e IVA;
- gestione compensi amministratori e rapporti con soci;
- controllo dei collaboratori e relativi documenti fiscali;
- verifica ATECO e variazioni societarie;
- coordinamento con consulenza OAM e regolamentare;
- previsione di imposte, liquidità e margine;
- supporto in operazioni straordinarie o crescita della rete.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario e mediazione creditizia, la guida su società e requisiti OAM, il codice ATECO e l’approfondimento sul calcolo delle tasse per società e collaboratori.
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