Usare la NASpI anticipata per aprire una Partita IVA permette di trasformare l’indennità di disoccupazione residua in capitale per avviare il lavoro autonomo. Nel 2026, però, il percorso è diverso rispetto al passato: l’anticipazione non arriva più tutta in una volta, ma viene erogata in due rate, 70% + 30%.
La questione più delicata non è soltanto “posso aprire la Partita IVA?”, ma in quale ordine devo fare i passaggi, entro quando inviare la domanda all’INPS, cosa accade se avevo già una posizione IVA e quali conseguenze può avere un successivo lavoro dipendente. Questa guida affronta proprio il collegamento fra NASpI anticipata e apertura dell’attività.
Si può aprire la Partita IVA con la NASpI anticipata?
Sì. L’articolo 8 del d.lgs. 22/2015 consente al beneficiario della NASpI di chiedere la liquidazione anticipata della prestazione residua per avviare un’attività lavorativa autonoma o un’impresa individuale. L’apertura della Partita IVA è quindi uno dei casi tipici in cui l’incentivo può essere utilizzato.
La misura non finanzia però una semplice apertura formale senza attività: deve esistere un progetto di autoimpiego reale e riconducibile alle fattispecie ammesse. I requisiti personali sono approfonditi nella guida su chi può chiedere la NASpI anticipata.
L’ordine dei passaggi per una nuova Partita IVA
In un caso ordinario, il percorso può essere organizzato così: verificare il diritto alla NASpI e presentare la relativa domanda; definire l’attività autonoma; aprire la Partita IVA e completare gli adempimenti necessari; quindi presentare la domanda di anticipazione entro il termine previsto.
- cessazione involontaria del rapporto e verifica dei requisiti NASpI;
- domanda NASpI;
- definizione dell’attività e scelta del codice ATECO;
- apertura della Partita IVA e, se dovute, iscrizioni previdenziali o camerali;
- domanda di NASpI anticipata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività;
- liquidazione della prima rata del 70%;
- avvio e gestione effettiva dell’attività;
- seconda rata del 30% nei tempi e alle condizioni previste.
Entro quando chiedere l’anticipo dopo l’apertura
La domanda di NASpI anticipata va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma. È quindi rischioso aprire la posizione e rimandare la pratica INPS senza tenere sotto controllo la data di decorrenza. Se l’attività richiede anche iscrizione camerale, SCIA o altri adempimenti, le date devono essere lette in modo coerente.
La pagina sulle tempistiche della NASpI anticipata spiega nel dettaglio il termine e la nuova scadenza del secondo pagamento.
Se la Partita IVA era già aperta quando lavoravi come dipendente
La presenza di una Partita IVA già attiva non esclude necessariamente l’incentivo. La norma contempla anche chi sviluppa a tempo pieno e in modo autonomo un’attività già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente poi cessato.
In questo caso il termine cambia: la domanda di anticipazione va presentata entro 30 giorni dalla domanda NASpI. Non serve chiudere e riaprire artificialmente la Partita IVA per creare una nuova data di avvio; bisogna rappresentare correttamente la situazione esistente.
Dal 2026 quanto denaro arriva per avviare l’attività
Dal 1° gennaio 2026 il pagamento è diviso in due. Il 70% dell’intero importo dovuto viene erogato quando l’INPS liquida la domanda; il residuo 30% viene pagato al termine del periodo teorico di NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda, dopo le verifiche previste.
Il cambiamento è descritto nel messaggio INPS 1215/2026. Per calcolare il valore residuo puoi consultare anche la guida su quanto spetta di NASpI anticipata.
Esempio: 15.000 euro di NASpI residua
Se l’INPS determina un’anticipazione complessiva lorda di 15.000 euro, la prima rata è 10.500 euro e la seconda 4.500 euro. Il netto effettivamente accreditato è inferiore al lordo per effetto delle trattenute fiscali applicabili. Per il piano di avvio è quindi prudente basare le spese immediate soprattutto sul primo 70%.
Posso scegliere il regime forfettario?
Sì, se possiedi i requisiti previsti dal regime forfettario. Ricevere la NASpI anticipata non impone un particolare regime fiscale alla nuova attività. La verifica del forfettario riguarda limiti, cause ostative e caratteristiche della Partita IVA, non il fatto di aver ricevuto l’anticipazione.
La NASpI anticipata non diventa fatturato dell’attività e non va applicato su di essa il coefficiente di redditività. Se rientri nel forfettario, l’imposta sostitutiva riguarda il reddito determinato dai ricavi o compensi dell’attività, non la prestazione previdenziale INPS.
NASpI anticipata e aliquota forfettaria al 5%
L’eventuale aliquota agevolata del 5% nei primi anni del regime forfettario dipende dai requisiti previsti per la nuova attività e non dalla NASpI. L’anticipazione non garantisce quindi automaticamente l’aliquota ridotta. Occorre verificare separatamente se l’attività possiede i requisiti di nuova iniziativa richiesti dalla disciplina fiscale.
Quali spese si possono pagare con l’anticipo
La funzione economica dell’incentivo è sostenere l’autoimprenditorialità. Nella pratica la liquidità può aiutare a finanziare strumenti di lavoro, software, attrezzature, deposito per un locale, comunicazione, formazione, assicurazioni o capitale circolante. La convenienza va però valutata sul business reale, non soltanto sull’idea di ottenere una somma elevata subito.
Dal 2026 è ancora più importante pianificare il fabbisogno iniziale perché il 30% è differito. Se l’avvio richiede investimenti immediati superiori al primo 70%, bisogna prevedere una fonte di cassa alternativa.
Che documenti servono per la Partita IVA
Per dimostrare l’avvio possono essere rilevanti il certificato di attribuzione della Partita IVA, la comunicazione presentata all’Agenzia delle Entrate e, per imprese artigiane o commerciali, Comunicazione Unica, visura e iscrizioni pertinenti. Professioni regolamentate e attività soggette ad autorizzazioni possono richiedere ulteriore documentazione.
La guida sui documenti della NASpI anticipata contiene una checklist distinta per lavoro autonomo, impresa e cooperativa.
Cosa succede se dopo l’apertura trovi un lavoro dipendente
Questo è uno dei rischi principali. Se il beneficiario instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo teorico per cui è riconosciuta l’anticipazione, la disciplina generale prevede la restituzione dell’anticipo, salvo specifiche eccezioni. Per le domande 2026 una rioccupazione rilevante impedisce inoltre il pagamento del secondo 30%.
La sentenza della Corte costituzionale n. 90/2024 ha introdotto una tutela nei casi in cui l’attività autonoma non possa proseguire per una causa sopravvenuta non imputabile al lavoratore; l’INPS ha fornito istruzioni con la circolare n. 36/2025. Non equivale però alla libertà di chiudere l’attività e tornare dipendente senza conseguenze. La nostra guida sulla restituzione parziale della NASpI anticipata distingue i casi.
Chiudere la Partita IVA comporta automaticamente la restituzione?
La chiusura della Partita IVA, da sola, non va letta isolatamente. Il problema tipico previsto dalla normativa è la rioccupazione con lavoro subordinato prima della fine del periodo teorico coperto dall’anticipazione. Tuttavia cessazione dell’attività, cause della chiusura, eventuale nuova occupazione e tempistiche vanno valutate insieme.
Quando può essere più conveniente non anticiparla
Ricevere l’anticipo è utile se l’attività ha concrete prospettive e necessita di capitale iniziale. Può essere meno adatto quando il progetto è ancora sperimentale, si prevede una probabile rioccupazione subordinata a breve oppure non serve liquidità immediata. La NASpI mensile offre una protezione di reddito distribuita nel tempo; convertirla nell’incentivo cambia questa funzione.
Prima della scelta conviene quindi costruire un budget realistico: spese iniziali, contributi previdenziali della nuova attività, imposte future, entrate attese e riserva di liquidità.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verifica il diritto alla NASpI;
- definisci attività e codice ATECO corretti;
- verifica se il forfettario è applicabile;
- calcola i costi previdenziali della nuova attività;
- prepara i documenti di apertura;
- segna la data da cui decorrono i 30 giorni;
- presenta la domanda di anticipazione nei termini;
- costruisci il budget considerando 70% subito e 30% differito;
- valuta con attenzione eventuali offerte di lavoro subordinato nel periodo rilevante.
Domande frequenti
Devo aprire la Partita IVA prima di chiedere la NASpI anticipata?
Per una nuova attività la domanda di anticipazione è collegata all’avvio e va presentata entro 30 giorni. Il percorso deve essere documentato in modo coerente.
Posso chiedere l’anticipo se avevo già la Partita IVA?
Sì, nei casi previsti per lo sviluppo a tempo pieno dell’attività autonoma già iniziata durante il rapporto cessato; il termine è di 30 giorni dalla domanda NASpI.
Posso aprire in regime forfettario?
Sì, se possiedi i requisiti del forfettario. La NASpI anticipata non impedisce né garantisce l’accesso al regime.
La NASpI anticipata conta negli 85.000 euro del forfettario?
No, non è un ricavo o compenso dell’attività professionale da fatturare e non entra nel fatturato forfettario.
Nel 2026 ricevo tutto all’apertura?
No. Il pagamento è 70% alla liquidazione della domanda e 30% successivo, nei tempi e alle condizioni previste.
Se torno dipendente rischio di restituire l’anticipo?
Sì. La rioccupazione subordinata prima della fine del periodo teorico può far scattare la disciplina della restituzione, salvo le specifiche eccezioni previste.
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