La numerazione delle fatture nel regime forfettario deve permettere di identificare ogni documento in modo univoco. Non esiste un unico formato obbligatorio: puoi usare una sequenza semplice come 1, 2, 3 oppure una numerazione con anno o sezionale, per esempio 1/2026 o 1/A, purché il sistema adottato eviti duplicazioni e renda chiaro il collegamento tra numero, data e documento.
La regola non cambia perché sei forfettario. Il regime agevolato incide su IVA e determinazione del reddito, ma la fattura resta un documento fiscale che deve rispettare i requisiti generali previsti dalla normativa. La numerazione va quindi progettata pensando anche a note di credito, eventuali serie separate, cambio gestionale e passaggio da un anno all’altro.
Come deve essere numerata una fattura
L’articolo 21 del DPR 633/1972 richiede che la fattura contenga un numero progressivo che la identifichi in modo univoco. La norma non impone una sola sintassi valida per tutti.
- 1, 2, 3, 4…
- 1/2026, 2/2026, 3/2026…
- 2026/001, 2026/002…
- 1/A, 2/A… per una serie;
- 1/B, 2/B… per una seconda serie distinta.
Ciò che conta è che il sistema sia coerente e che due fatture diverse non risultino identificate dallo stesso numero all’interno della stessa serie. Il testo vigente del DPR 633/1972 contiene la disciplina generale della fatturazione.
La numerazione deve ricominciare da 1 ogni anno?
Non esiste un obbligo generale di ripartire ogni 1° gennaio dal numero 1. Puoi mantenere una numerazione progressiva continua negli anni oppure ricominciare annualmente utilizzando un elemento che renda comunque univoco il documento, per esempio l’anno nella numerazione.
Se nel 2025 hai emesso la fattura 1 e nel 2026 vuoi emettere una nuova fattura 1, una struttura come 1/2025 e 1/2026 rende evidente che si tratta di documenti differenti. Molti gestionali adottano proprio questa logica.
Numerazione progressiva continua: quando è più semplice
Un freelance con poche fatture può utilizzare una sequenza continua: 154, 155, 156 e così via, anche al cambio d’anno. È una soluzione semplice perché evita qualsiasi reset del contatore.
Il limite è soprattutto gestionale: dopo alcuni anni i numeri diventano più lunghi e può essere meno immediato riconoscere l’anno di emissione. Non è però un problema fiscale se numero e data identificano il documento senza ambiguità.
Numerazione con anno: esempio pratico
Una delle strutture più utilizzate è numero/anno. Il 1° gennaio il progressivo può ripartire da 1 e l’anno distingue le diverse serie annuali.
- 1/2026
- 2/2026
- 3/2026
Il 1° gennaio dell’anno successivo la sequenza può diventare 1/2027. L’anno qui serve alla numerazione tecnica, non significa che il titolo SEO della guida debba essere aggiornato ogni anno: la regola è evergreen.
Che cosa sono i sezionali
Un sezionale è una serie distinta di numerazione. Può essere utile quando vuoi separare flussi diversi: per esempio fatture ordinarie e un secondo canale operativo, oppure documenti emessi da sedi o gestionali differenti.
Una struttura può utilizzare 1/A, 2/A, 3/A e, parallelamente, 1/B, 2/B, 3/B. Il suffisso fa parte dell’identificativo e distingue le serie. Non bisogna però creare sezionali senza una ragione gestionale: più serie significano più controlli e più possibilità di configurazione errata.
Fattura duplicata: perché il numero non va riutilizzato
Se una fattura è stata regolarmente emessa e inviata, il suo numero non dovrebbe essere riutilizzato per un nuovo documento. Se l’operazione deve essere annullata o ridotta, si utilizza il documento fiscale appropriato, non si cancella semplicemente la vecchia fattura assegnando lo stesso numero a un’altra.
Quando serve una rettifica in diminuzione puoi consultare la guida sulla nota di credito nel regime forfettario.
Salto nella numerazione: cosa fare
Può capitare che un gestionale salti un numero a causa di una bozza cancellata, una configurazione errata o un documento mai effettivamente trasmesso. Il primo passo è capire se quel numero è stato associato a una fattura realmente emessa oppure soltanto a una bozza interna.
Non è corretto generare documenti fittizi soltanto per riempire una sequenza. Occorre invece ricostruire cosa è successo, conservare una traccia dell’errore e configurare il gestionale affinché i documenti effettivamente emessi siano identificati in modo univoco.
Fattura scartata dallo SdI e numerazione
Una fattura scartata dal Sistema di Interscambio richiede una gestione specifica. L’Agenzia delle Entrate indica, in linea generale, di correggere l’errore e reinviare la fattura, raccomandando quando possibile di mantenere la stessa data e lo stesso numero del documento scartato.
Questo caso è diverso da una fattura valida che deve essere annullata. La pagina dedicata su fattura elettronica scartata dallo SdI approfondisce la procedura operativa.
Numerazione delle note di credito
Le note di credito possono essere gestite nella stessa numerazione dei documenti oppure in una serie distinta, se il software e l’organizzazione adottata lo prevedono. L’obiettivo resta evitare ambiguità.
Per esempio, puoi avere fatture 1/2026, 2/2026, 3/2026 e note di credito NC1/2026, NC2/2026. La sigla rende immediatamente riconoscibile la tipologia senza duplicare l’identificativo.
Cambio software di fatturazione durante l’anno
Quando cambi gestionale, il nuovo software non deve ripartire automaticamente da 1 ignorando i documenti già emessi. Prima della prima fattura verifica l’ultimo progressivo utilizzato e imposta il contatore in modo coerente.
- controlla l’ultima fattura valida del vecchio software;
- verifica eventuali sezionali;
- importa o conserva l’archivio precedente;
- imposta la prima numerazione disponibile nel nuovo sistema;
- controlla il primo XML prima dell’invio.
La conservazione dei vecchi documenti non dipende dal gestionale che utilizzi oggi: per questo nel cluster trovi anche una guida specifica sulla conservazione delle fatture elettroniche.
Numero fattura e data devono essere coerenti
La numerazione non va controllata isolatamente. Una sequenza tecnicamente progressiva ma con date incoerenti può rendere più difficile ricostruire il flusso documentale. Quando emetti una fattura verifica insieme numero, data, cliente, importo e stato di trasmissione SdI.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione nel portale Fatture e Corrispettivi servizi per predisporre, trasmettere e consultare fatture e ricevute. La guida ufficiale alla fatturazione elettronica spiega anche come monitorare gli esiti dei file inviati.
Checklist per non sbagliare numerazione
- Scegli una regola semplice e documentabile.
- Assicurati che ogni fattura abbia un identificativo univoco.
- Se riparti da 1 ogni anno, inserisci l’anno o usa una serie che eviti ambiguità.
- Non riutilizzare il numero di una fattura valida.
- Gestisci con attenzione i sezionali.
- Prima di cambiare software annota l’ultimo numero utilizzato.
- Per una fattura scartata verifica la procedura di reinvio prima di creare un nuovo progressivo.
- Conserva le ricevute SdI insieme ai documenti.
Se stai impostando da zero il modello puoi leggere anche dicitura della fattura nel regime forfettario e come fare una fattura elettronica.
Domande frequenti sulla numerazione delle fatture
Devo ricominciare da 1 ogni gennaio?
No. Puoi mantenere una numerazione continua oppure ripartire annualmente con una struttura che renda il documento univoco, come numero/anno.
Posso usare 1/2026 come numero fattura?
Sì. È una delle strutture comunemente utilizzate per distinguere la numerazione annuale.
Posso avere due fatture numero 1?
Solo se appartengono a serie chiaramente diverse e restano identificabili in modo univoco, per esempio 1/A e 1/B oppure 1/2025 e 1/2026.
Cosa faccio se salto un numero?
Verifica prima se esiste una fattura realmente emessa con quel progressivo. Non creare un documento fittizio solo per riempire il salto: ricostruisci la causa e conserva la documentazione utile.
Se cambio gestionale riparto da 1?
Non automaticamente. Il nuovo software deve proseguire una numerazione coerente con i documenti già emessi oppure utilizzare un nuovo sezionale chiaramente distinto.
La fattura scartata mantiene lo stesso numero?
L’Agenzia raccomanda, quando possibile, di correggere e reinviare il documento con la stessa data e lo stesso numero. Va però verificato il tipo di errore e lo stato effettivo della fattura.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.