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Regime forfettario Digital Marketer 2026: ATECO, tasse e INPS

Aggiornato il 3 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario Digital Marketer 2026: ATECO, tasse e INPS

Il regime forfettario per Digital Marketer nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati i requisiti previsti dalla legge, ma prima di calcolare tasse e contributi bisogna capire quale attività di marketing digitale viene realmente svolta. “Digital marketer” è un titolo professionale molto ampio: advertising, email marketing, growth, affiliate marketing, analisi delle campagne e ricerca di mercato non coincidono sempre con lo stesso codice ATECO.

Per molti freelance il riferimento principale è 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, che comprende anche consulenza marketing e direct marketing. ATECO 2025 distingue però la pianificazione creativa delle campagne, l’intermediazione nella vendita di spazi pubblicitari, la ricerca di mercato e l’influencer marketing. La sequenza corretta è quindi: servizi effettivi → ATECO 2025 → forma professionale o d’impresa → previdenza → regime fiscale.

Argomenti del post

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  • Digital Marketer: perché non esiste un solo ATECO valido per tutti
  • Quando 73.11.02 è il riferimento principale
  • Email marketing e direct marketing
  • Growth marketer e consulenza strategica
  • Media buyer: gestione campagne o rivendita di spazi?
  • Web analyst e ricerca di mercato
  • Affiliate marketing: non duplicare l’inquadramento
  • Social media e influencer marketing
  • Coefficiente di redditività nel forfettario
  • Limiti del regime forfettario nel 2026
  • Imposta sostitutiva del 15% o del 5%
  • INPS: Gestione Separata quando applicabile
  • Clienti esteri e piattaforme pubblicitarie
  • Costi reali e convenienza del regime
  • Errori da evitare
  • Guide collegate
  • Domande frequenti
  • Qual è il codice ATECO del Digital Marketer?
  • Il coefficiente è sempre 78%?
  • Un Digital Marketer paga sempre la Gestione Separata?
  • Affiliate marketer e Digital Marketer hanno lo stesso inquadramento?
  • In sintesi
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Digital Marketer: perché non esiste un solo ATECO valido per tutti

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT separano attività che nel lavoro quotidiano possono essere svolte dalla stessa persona. La classificazione non segue il job title usato su LinkedIn o nel portfolio, ma il servizio economico realmente offerto.

Attività prevalenteATECO 2025 da verificareQuando può essere pertinente
Pianificazione e ideazione di campagne73.11.01Strategia creativa, pianificazione campagne, collocamento annunci
Gestione campagne e consulenza marketing73.11.02Advertising operativo, promozione prodotti, direct marketing, consulenza marketing
Influencer marketing73.11.03Gestione di campagne basate sul coinvolgimento di influencer
Rivendita/intermediazione di spazi o tempi pubblicitari73.12.00Quando il servizio consiste nella vendita o rivendita di spazi pubblicitari
Ricerca di mercato73.20.00Studi su consumatori, uso dei media e impatto della pubblicità

Quando 73.11.02 è il riferimento principale

Il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è spesso coerente con il Digital Marketer che gestisce campagne, promozioni, attività di fidelizzazione, direct marketing e consulenza marketing. Può quindi rappresentare il riferimento principale per molti freelance che lavorano operativamente sulla crescita dei canali digitali.

Non va però usato come codice universale. Se l’attività è soprattutto ideazione e pianificazione pubblicitaria può essere più pertinente 73.11.01. La differenza tra progettare una campagna e gestirne l’esecuzione è approfondita anche nella guida sul commercialista per campagne marketing.

Email marketing e direct marketing

Le note ISTAT del 73.11.02 comprendono il direct mail advertising. Per chi progetta e gestisce campagne email, automazioni promozionali, segmentazioni e attività di retention, questo codice può quindi essere un riferimento da verificare, soprattutto quando il servizio viene venduto come parte della gestione marketing.

Se invece il professionista svolge prevalentemente attività tecniche su infrastrutture, sviluppo software o sistemi informatici, la classificazione deve essere riesaminata sulla componente realmente prevalente. L’utilizzo di strumenti digitali non basta, da solo, a trasformare un’attività di marketing in un servizio informatico.

Growth marketer e consulenza strategica

Il growth marketing può combinare strategia, sperimentazione, advertising, funnel, email, analisi e ottimizzazione dei processi commerciali. Quando prevalgono la consulenza marketing e la conduzione di campagne, 73.11.02 può essere coerente. Se invece l’incarico diventa una consulenza aziendale o organizzativa più ampia, il commercialista deve verificare se il servizio resti davvero pubblicitario o richieda un diverso inquadramento.

Per la parte strettamente consulenziale è utile confrontare anche la guida sul commercialista per consulente marketing, che mantiene un intento distinto dalla gestione operativa dei canali.

Media buyer: gestione campagne o rivendita di spazi?

Un media buyer può limitarsi a pianificare e gestire investimenti pubblicitari del cliente oppure può operare come intermediario nella vendita o rivendita di spazi e tempi pubblicitari. Nel primo caso l’attività può restare nell’ambito di 73.11.01 o 73.11.02 a seconda del servizio; nel secondo ATECO 2025 prevede 73.12.00 – Attività di concessionarie pubblicitarie, che comprende la rappresentanza dei media e la vendita o rivendita di spazi pubblicitari da parte di intermediari.

È quindi importante capire chi acquista gli spazi, chi riceve la fattura dalla piattaforma e se il professionista fattura un compenso di gestione oppure rivende materialmente lo spazio pubblicitario.

Web analyst e ricerca di mercato

Analizzare conversioni, campagne e KPI come parte della gestione marketing non trasforma automaticamente il Digital Marketer in un istituto di ricerca. Se però l’attività principale consiste in studi strutturati sui comportamenti dei consumatori, uso dei media, ricordo e impatto della pubblicità, ATECO 2025 prevede 73.20.00 – Ricerche di mercato e sondaggi di opinione.

La distinzione va fatta sul risultato venduto al cliente: reportistica operativa di una campagna e ricerca di mercato autonoma possono utilizzare dati simili, ma non sono necessariamente la stessa attività economica.

Affiliate marketing: non duplicare l’inquadramento

Anche l’affiliate marketing può rientrare nel lavoro di un Digital Marketer, ma non esiste un automatismo. Promozione di prodotti, monetizzazione di un proprio sito, vendita di spazi e produzione di contenuti possono creare fattispecie differenti. Per questo abbiamo mantenuto una guida specifica su affiliate marketing e regime forfettario, da utilizzare quando quella è l’attività prevalente.

Social media e influencer marketing

La gestione dei social può essere parte di una strategia digitale più ampia, mentre l’influencer marketing ha una voce specifica, 73.11.03. Se l’attività principale è social media management, è utile utilizzare le guide dedicate al regime forfettario del social media manager invece di sovrapporre i due intenti.

Coefficiente di redditività nel forfettario

Per le attività della divisione 73 richiamate sopra, il coefficiente di redditività di riferimento nel regime forfettario è normalmente 78%. Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 23.400 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.

Questo coefficiente non va però applicato se l’attività effettiva richiede un codice appartenente a un’altra divisione con regole differenti. La scelta del codice viene quindi prima del calcolo fiscale.

Limiti del regime forfettario nel 2026

La Legge 190/2014 prevede un limite ordinario di 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente. Se durante l’anno vengono superati 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti.

Nel 2026 va inoltre verificata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, con soglia di 35.000 euro salvo l’eccezione prevista quando il rapporto è cessato. Restano da controllare anche le altre cause di esclusione.

Imposta sostitutiva del 15% o del 5%

L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15%. Il 5% può essere applicato nel periodo agevolato iniziale soltanto se ricorrono tutte le condizioni previste per la nuova attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA, cambiare canale di marketing o iniziare a lavorare con nuovi clienti.

INPS: Gestione Separata quando applicabile

Per il libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma, la Gestione Separata INPS è normalmente la gestione da verificare. La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.

Questa conclusione non va automatizzata. Un’attività organizzata in forma d’impresa, un modello di intermediazione o una struttura con caratteristiche diverse dal lavoro professionale personale possono richiedere un differente inquadramento camerale e previdenziale.

Clienti esteri e piattaforme pubblicitarie

Digital Marketer e advertiser lavorano spesso con clienti UE o extra-UE e acquistano servizi da piattaforme estere. Il forfettario non elimina gli adempimenti IVA relativi alle operazioni internazionali: territorialità, eventuale VIES, integrazioni o autofatture e corretta emissione delle fatture devono essere impostati in base al rapporto concreto.

Costi reali e convenienza del regime

Software, analytics, advertising tool, CRM, automazioni, formazione, computer, collaboratori e trasferte possono rappresentare costi importanti. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente. Se i costi reali sono elevati rispetto alla quota convenzionale riconosciuta dal coefficiente, il confronto con il regime ordinario può diventare opportuno.

Errori da evitare

  • usare 73.11.02 per ogni attività chiamata digital marketing;
  • confondere pianificazione, gestione campagne e rivendita di spazi pubblicitari;
  • trattare un’analisi di campagna come se fosse sempre ricerca di mercato;
  • attribuire automaticamente il coefficiente 78% senza prima definire il codice;
  • dare per scontata la Gestione Separata senza verificare la forma dell’attività;
  • considerare automatico il 5%;
  • ignorare clienti, fornitori e piattaforme estere.

Guide collegate

Per l’avvio consulta come aprire la Partita IVA come Digital Marketer e la guida sul codice ATECO Digital Marketer. Per gli aspetti economici trovi il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per Digital Marketer.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del Digital Marketer?

73.11.02 è il riferimento principale per molti servizi di gestione campagne e consulenza marketing, ma non è universale. Pianificazione creativa, intermediazione pubblicitaria, ricerca di mercato e influencer marketing hanno voci specifiche.

Il coefficiente è sempre 78%?

Per le attività della divisione 73 richiamate in questa guida il coefficiente di riferimento è normalmente 78%. Se il servizio effettivo richiede un’altra classificazione, va verificato il coefficiente corrispondente.

Un Digital Marketer paga sempre la Gestione Separata?

È la gestione normalmente da verificare per il libero professionista senza Cassa, ma non va assegnata automaticamente se l’attività è esercitata in forma d’impresa o con un modello economico differente.

Affiliate marketer e Digital Marketer hanno lo stesso inquadramento?

Non necessariamente. L’affiliate marketing può essere una componente del lavoro digitale, ma monetizzazione, pubblicità, contenuti e vendita di spazi possono produrre inquadramenti diversi.

In sintesi

Il regime forfettario del Digital Marketer nel 2026 va costruito partendo dal servizio prevalente. 73.11.02 copre molti casi di gestione e consulenza marketing, ma ATECO 2025 distingue pianificazione delle campagne, influencer marketing, intermediazione pubblicitaria e ricerca di mercato. Solo dopo questa classificazione si possono determinare correttamente coefficiente, previdenza e imposta.

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