Il regime forfettario per fisioterapisti può essere una soluzione fiscale adatta a chi esercita la professione in forma individuale e rispetta i requisiti previsti. La valutazione, però, non deve fermarsi all’aliquota del 5% o del 15%: bisogna considerare insieme compensi, coefficiente di redditività, contributi previdenziali, spese professionali e modalità concrete di esercizio dell’attività.
In questa guida trovi il quadro generale per il fisioterapista con Partita IVA nel 2026. Apertura della Partita IVA, codice ATECO, calcolo delle tasse e assistenza fiscale vengono trattati in guide separate, così ogni pagina risponde a un intento specifico senza creare sovrapposizioni.
In breve
- il fisioterapista è una professione sanitaria regolamentata;
- per esercitare è necessario essere regolarmente abilitati e iscritti all’Albo;
- il regime forfettario può essere utilizzato se sono rispettati i requisiti previsti;
- il limite ordinario di ricavi o compensi è pari a 85.000 euro;
- il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività;
- l’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può scendere al 5% nelle nuove attività che rispettano le condizioni previste;
- il fisioterapista libero professionista privo di una cassa previdenziale autonoma deve verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Possiamo aiutarti a valutare Partita IVA, tasse, contributi e gestione fiscale.
ContattaciQuando un fisioterapista deve aprire la Partita IVA
Il fisioterapista che esercita abitualmente la propria attività in forma autonoma deve impostare correttamente la propria posizione fiscale. La Partita IVA diventa il riferimento per la fatturazione delle prestazioni professionali e per la gestione degli obblighi fiscali e previdenziali.
La procedura operativa viene approfondita nella guida come aprire Partita IVA per fisioterapisti.
Iscrizione all’Albo dei fisioterapisti
La professione di fisioterapista è regolamentata. L’apertura della Partita IVA non sostituisce i requisiti professionali necessari per esercitare: il professionista deve essere regolarmente abilitato e iscritto all’Albo della professione sanitaria di fisioterapista.
La posizione professionale e quella fiscale sono quindi due aspetti distinti che devono essere correttamente coordinati.
Requisiti del regime forfettario nel 2026
Il fisioterapista può utilizzare il regime forfettario quando rispetta le condizioni previste dalla normativa e non ricorrono cause di esclusione.
Il limite ordinario di ricavi o compensi è pari a 85.000 euro. La soglia rappresenta soltanto una delle verifiche necessarie: devono essere controllati anche gli altri requisiti applicabili alla situazione personale del professionista.
Codice ATECO del fisioterapista
Dal 1° aprile 2025 viene utilizzata operativamente la classificazione ATECO 2025. Il codice deve descrivere correttamente l’attività professionale realmente esercitata.
Per approfondire la classificazione dell’attività puoi consultare la guida dedicata al codice ATECO del fisioterapista.
Come viene determinato il reddito nel forfettario
Nel regime forfettario il reddito fiscale non viene determinato sottraendo analiticamente tutte le spese sostenute. Ai compensi viene applicato il coefficiente di redditività collegato all’attività.
Il risultato costituisce il punto di partenza per determinare il reddito imponibile, tenendo conto anche dei contributi previdenziali obbligatori secondo le regole applicabili.
Quanto paga di tasse un fisioterapista forfettario
Il calcolo non consiste nell’applicare direttamente il 5% o il 15% al fatturato. Prima bisogna determinare il reddito forfettario e considerare la contribuzione previdenziale.
- si determinano i compensi fiscalmente rilevanti;
- si applica il coefficiente di redditività;
- si determina il reddito forfettario;
- si calcolano i contributi previdenziali;
- si considerano i contributi obbligatori deducibili secondo le regole applicabili;
- si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Gli esempi numerici saranno trattati nella guida specifica dedicata al calcolo delle tasse.
Gestione Separata INPS
Per i liberi professionisti senza una cassa previdenziale autonoma la previdenza viene generalmente gestita attraverso la Gestione Separata INPS, previa verifica della concreta posizione del contribuente.
Nel 2026, per i professionisti iscritti alla Gestione Separata che non risultano assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie né pensionati, l’aliquota complessiva è pari al 26,07%.
La contribuzione rappresenta una componente importante del costo complessivo della Partita IVA e deve essere considerata separatamente dall’imposta sostitutiva.
Imposta sostitutiva del 5% o del 15%
L’aliquota ordinaria del regime forfettario è del 15%. Per le nuove attività può essere prevista l’aliquota ridotta del 5% quando sono rispettate tutte le condizioni richieste.
Una Partita IVA appena aperta non comporta automaticamente il diritto all’aliquota ridotta.
Spese professionali del fisioterapista
L’attività può comportare spese per studio professionale, attrezzature, formazione, assicurazione, strumenti terapeutici, software, automezzi e spostamenti presso i pazienti.
Nel regime forfettario queste spese non vengono normalmente dedotte singolarmente. La convenienza deve quindi essere valutata tenendo conto della reale struttura dei costi.
Auto e mezzi di trasporto
Gli spostamenti possono avere un peso rilevante per chi effettua prestazioni domiciliari. Il trattamento fiscale dei mezzi di trasporto dipende anche dal regime fiscale adottato.
Puoi approfondire questo tema nella guida dedicata alla deducibilità dei mezzi di trasporto del fisioterapista.
Fatturazione delle prestazioni
Il fisioterapista deve gestire la documentazione fiscale delle proprie prestazioni rispettando le regole applicabili alle prestazioni sanitarie e al regime fiscale utilizzato.
Gli obblighi possono inoltre interagire con il Sistema Tessera Sanitaria e con le regole specifiche previste per i dati sanitari.
Studio professionale e attività domiciliare
L’attività può essere svolta in uno studio professionale, presso strutture di terzi oppure al domicilio dei pazienti. L’organizzazione concreta può incidere sugli adempimenti amministrativi e professionali e deve essere verificata anche rispetto alle regole territoriali applicabili.
Quando conviene il regime forfettario
La convenienza dipende dal rapporto tra compensi, costi reali dell’attività, contributi e imposta. Per un fisioterapista con costi professionali contenuti il risultato può essere diverso da quello di chi sostiene spese elevate per studio, collaborazioni, attrezzature e formazione.
Errori da evitare
- confondere l’aliquota fiscale con il costo complessivo della Partita IVA;
- applicare il 5% senza verificarne i requisiti;
- ignorare la Gestione Separata INPS;
- calcolare l’imposta direttamente sui compensi;
- scegliere un codice ATECO senza verificare la classificazione vigente;
- valutare il forfettario senza considerare i costi effettivi della professione;
- trascurare gli adempimenti specifici legati alla professione sanitaria.
Guide utili per fisioterapisti
- Come aprire Partita IVA per fisioterapisti
- Commercialista per fisioterapisti
- Deducibilità mezzi di trasporto fisioterapista
Domande frequenti
Un fisioterapista può aderire al regime forfettario?
Sì, quando vengono rispettati i requisiti previsti dalla normativa e non ricorrono cause di esclusione.
Il fisioterapista deve iscriversi alla Gestione Separata?
Per il libero professionista privo di una cassa previdenziale autonoma la Gestione Separata rappresenta normalmente la gestione previdenziale di riferimento, ferma restando la verifica della posizione concreta.
Il fisioterapista può applicare il 5%?
Sì, se si tratta di una nuova attività e sono rispettate tutte le condizioni previste per l’aliquota agevolata.
In sintesi
Per valutare correttamente il regime forfettario per fisioterapisti bisogna considerare insieme requisiti professionali, ATECO, compensi, reddito forfettario, contributi INPS, imposta e costi reali della professione.
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