Il regime forfettario per fisioterapisti nel 2026 può essere conveniente per chi esercita la professione in forma individuale, ma va valutato considerando insieme compensi, codice ATECO, coefficiente di redditività, previdenza e costi reali dell’attività. Per la fisioterapia il codice ATECO 2025 è 86.95.00 – Attività di fisioterapia e, nel tipico inquadramento professionale, il coefficiente forfettario utilizzato è 78%.
Il fisioterapista libero professionista senza altra previdenza obbligatoria deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva è 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma pensionistica obbligatoria è normalmente 24%. Imposta sostitutiva e contributi sono quindi due componenti diverse del costo complessivo.
Requisiti del regime forfettario nel 2026
Nel 2026 il limite ordinario del regime forfettario resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente. Il requisito economico, però, non è l’unico controllo da effettuare.
Il professionista deve verificare anche le cause ostative previste dalla normativa, l’eventuale presenza di redditi di lavoro dipendente, i rapporti con ex datori di lavoro e le altre condizioni che possono impedire l’accesso o la permanenza nel regime.
Soglia di 100.000 euro
Se durante l’anno i compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime forfettario cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti. Il superamento di questa soglia produce effetti immediati anche sul trattamento IVA delle operazioni successive al superamento.
Per questo un fisioterapista vicino ai limiti dovrebbe controllare gli incassi progressivamente e non aspettare la dichiarazione dei redditi.
Limite di 20.000 euro per personale e collaborazioni
Tra i requisiti del regime va monitorato anche il limite di 20.000 euro lordi relativo a determinate spese per lavoro dipendente e collaborazioni rilevanti ai fini della disciplina forfettaria.
Il dato diventa importante per chi sviluppa uno studio più strutturato, impiega personale amministrativo o si avvale stabilmente di collaboratori.
Lavoro dipendente: soglia 35.000 euro nel 2026
Per il 2026 la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati utilizza la soglia di 35.000 euro, salvo le eccezioni previste dalla normativa.
Il fisioterapista che lavora anche come dipendente presso cliniche, strutture sanitarie o altri datori deve quindi verificare annualmente la propria situazione prima di applicare il regime forfettario.
Codice ATECO fisioterapista: 86.95.00
Con ATECO 2025 il codice specifico per la fisioterapia è 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Il precedente codice 86.90.21 appartiene alla vecchia classificazione.
La guida sul codice ATECO fisioterapista approfondisce il passaggio alla nuova classificazione e le differenze con osteopatia, chinesiologia, terapia occupazionale e altre attività.
Coefficiente di redditività 78%
Nel tipico inquadramento professionale del fisioterapista, il coefficiente di redditività normalmente utilizzato nel regime forfettario è 78%. Il sistema presume quindi costi pari al 22% dei compensi.
Con 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 23.400 euro; con 50.000 euro è 39.000 euro. Le spese reali non vengono normalmente dedotte analiticamente una per una.
ATECO 2025 e coefficienti fiscali
Il codice economico viene scelto utilizzando la classificazione ATECO 2025. I coefficienti del forfettario continuano invece a essere applicati secondo la disciplina di raccordo vigente.
La scelta del codice deve quindi partire dall’attività concreta svolta e non dal coefficiente fiscalmente più conveniente.
Imposta sostitutiva al 15%
L’aliquota ordinaria del regime forfettario è del 15%. Non viene applicata direttamente al fatturato: prima si determina il reddito forfettario e poi si considerano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili.
Quando può spettare il 5%
L’aliquota ridotta del 5% può essere applicata nel periodo agevolato previsto per le nuove attività quando sono rispettate tutte le condizioni stabilite dalla normativa.
Aprire per la prima volta una Partita IVA non significa quindi avere automaticamente diritto al 5%.
Gestione Separata INPS 2026
Per il fisioterapista libero professionista senza altra previdenza obbligatoria è normalmente rilevante la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti senza altra copertura pensionistica obbligatoria è pari al 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota è normalmente del 24%.
Minimale 18.808 euro: non è un contributo minimo fisso
Nel 2026 il minimale di reddito della Gestione Separata è pari a 18.808 euro. Questo valore serve per determinare l’accredito contributivo dell’intero anno e non funziona come il contributo minimo fisso previsto per Artigiani e Commercianti.
Se il reddito è inferiore, i contributi restano proporzionali alla base imponibile effettiva, ma l’accredito previdenziale può coprire un periodo inferiore all’anno.
Contributi maturati e contributi deducibili
Nel calcolo economico si può stimare il contributo maturato applicando l’aliquota INPS al reddito forfettario. Nella dichiarazione fiscale, però, rilevano i contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili.
Questa distinzione è importante perché saldo e acconti della Gestione Separata possono essere pagati in momenti diversi rispetto all’anno in cui viene prodotto il reddito.
Esempio rapido con 30.000 euro di compensi
- compensi incassati: 30.000 €;
- reddito forfettario al 78%: 23.400 €;
- contributi teorici al 26,07%: circa 6.100,38 €;
- base fiscale ipotetica dopo deduzione: circa 17.299,62 €;
- imposta al 15%: circa 2.594,94 €;
- imposta al 5%: circa 864,98 €.
Esempio rapido con 50.000 euro di compensi
- compensi incassati: 50.000 €;
- reddito forfettario al 78%: 39.000 €;
- contributi teorici al 26,07%: circa 10.167,30 €;
- base fiscale ipotetica: circa 28.832,70 €;
- imposta al 15%: circa 4.324,91 €;
- imposta al 5%: circa 1.441,64 €.
Perché gli esempi non coincidono sempre con l’F24 reale
Gli esempi mostrano il meccanismo economico, ma il pagamento reale può essere diverso perché saldo e acconti fiscali e previdenziali seguono proprie scadenze.
Per questo la simulazione annuale deve essere distinta dalla liquidità effettivamente richiesta negli F24.
Sistema Tessera Sanitaria
Il fisioterapista libero professionista deve organizzare anche gli adempimenti connessi al Sistema Tessera Sanitaria. Gli Ordini territoriali FNOFI hanno fornito le indicazioni per l’iscrizione e l’aggiornamento dei dati dei professionisti.
Il regime forfettario non elimina gli obblighi collegati alla natura sanitaria delle prestazioni e alla gestione dei relativi dati.
Fatture sanitarie verso persone fisiche
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche il divieto di fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio è diventato strutturale. Il documento fiscale deve quindi essere gestito secondo le regole specifiche delle prestazioni sanitarie.
Le regole cambiano invece quando il destinatario è una struttura, una società o un altro soggetto diverso dal paziente persona fisica.
Prestazioni sanitarie e attività ulteriori
Un fisioterapista può svolgere anche docenza, formazione, consulenza o altre attività. Se queste prestazioni hanno una propria autonomia economica, possono richiedere un diverso codice ATECO e una gestione separata dei compensi.
Non tutto ciò che viene fatturato dal fisioterapista è automaticamente una prestazione sanitaria.
Studio professionale e costi reali
Affitto, utenze, attrezzature, lettino, dispositivi, software gestionali, assicurazione professionale, formazione ECM e materiali incidono sulla redditività reale.
Nel forfettario non vengono normalmente dedotti analiticamente. Per questo la convenienza dipende dal confronto tra il 22% di costi presunti e le spese effettivamente sostenute.
Prestazioni domiciliari e automobile
Per chi lavora molto a domicilio, automobile, carburante, parcheggi e tempi di spostamento possono rappresentare una voce di costo significativa.
Nel forfettario questi costi non riducono direttamente il reddito imponibile. Il tema è approfondito nella guida sulla deducibilità dei mezzi di trasporto del fisioterapista.
Assicurazione ed ECM
Assicurazione professionale e formazione ECM sono costi tipici della libera professione sanitaria. Anche se nel forfettario non sono dedotti uno per uno, devono essere considerati nella valutazione economica del regime.
Quando il forfettario tende a essere conveniente
- costi reali inferiori o vicini al 22% presunto;
- studio con struttura organizzativa leggera;
- pochi investimenti rilevanti;
- compensi stabilmente sotto le soglie;
- assenza di una struttura complessa di personale;
- corretta gestione previdenziale e fiscale.
Quando confrontarlo con il regime ordinario
- affitto dello studio elevato;
- molte spese per attrezzature e dispositivi;
- forti costi di automobile e trasferte;
- investimenti importanti;
- personale o collaboratori rilevanti;
- compensi vicini alle soglie 85.000/100.000 euro;
- necessità di recuperare IVA sugli acquisti dove applicabile.
Controlli trimestrali consigliati
- compensi incassati e distanza dalle soglie;
- eventuali redditi di lavoro dipendente;
- contributi Gestione Separata già versati;
- costi reali rispetto al 22% presunto;
- fatture sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria;
- eventuali attività secondarie;
- liquidità accantonata per saldo e acconti.
Controllo di fine anno
A fine esercizio è utile riconciliare compensi incassati, contributi effettivamente versati, attività secondarie, costi reali, redditi da lavoro dipendente e adempimenti sanitari.
Questo controllo consente di verificare la permanenza nel regime, stimare saldo e acconti e decidere se il forfettario resta conveniente per l’anno successivo.
Errori frequenti
- applicare il 15% direttamente ai compensi;
- confondere coefficiente 78% e aliquota fiscale;
- trattare il minimale INPS come contributo fisso;
- ignorare la differenza tra 26,07% e 24%;
- dedurre contributi teorici non ancora versati;
- ignorare la soglia lavoro dipendente 35.000 euro nel 2026;
- trascurare Sistema TS e fatture sanitarie;
- valutare la convenienza senza considerare i costi reali.
Rimborsi, trasferte e spese anticipate
Rimborsi per trasferte, vitto, alloggio e spese anticipate per conto del cliente devono essere documentati e trattati correttamente. Nel forfettario non tutti i rimborsi sono automaticamente irrilevanti ai fini dei compensi: la modalità con cui la spesa viene sostenuta e riaddebitata può incidere sul trattamento fiscale.
Clienti esteri e prestazioni fuori Italia
Se il fisioterapista presta servizi a strutture o committenti esteri, il regime forfettario resta un tema distinto dalle regole di territorialità e fatturazione della singola operazione. Prima di emettere la fattura va quindi verificato il destinatario, il luogo della prestazione e la natura sanitaria o non sanitaria del servizio.
Domande frequenti
Qual è il coefficiente del fisioterapista in forfettario?
Per il tipico inquadramento professionale della fisioterapia il coefficiente normalmente utilizzato è 78%.
Quanto paga di INPS un fisioterapista nel 2026?
Senza altra previdenza obbligatoria, la Gestione Separata applica il 26,07%; con altra previdenza obbligatoria o pensione, normalmente il 24%.
Il fisioterapista può applicare il 5%?
Sì, solo se sono rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.
Il lavoro dipendente impedisce il forfettario?
Non automaticamente. Nel 2026 va verificata la soglia di 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati, oltre alle altre cause ostative.
Le fatture sanitarie ai pazienti passano dallo SdI?
No per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche: il divieto di utilizzo dello SdI è strutturale. Restano però gli altri adempimenti fiscali e quelli verso il Sistema Tessera Sanitaria.
Approfondisci anche come aprire la Partita IVA da fisioterapista, il codice ATECO 86.95.00, il calcolo tasse fisioterapista 2026 e la pagina sul commercialista per fisioterapisti.
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