Nel regime forfettario le spese dell’attività non si deducono una per una. Computer, software, telefono, affitto dello studio, auto, carburante, trasferte, formazione, assicurazioni e parcella del commercialista non riducono direttamente il reddito imponibile: il sistema riconosce i costi in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività.
La principale deduzione specifica che interviene direttamente sul reddito forfettario riguarda invece i contributi previdenziali obbligatori versati. Le spese personali detraibili, come spese mediche o interessi del mutuo, appartengono a un piano diverso: non abbattono l’imposta sostitutiva del quadro LM, ma possono ridurre l’IRPEF dovuta su eventuali altri redditi se esiste sufficiente capienza fiscale.
Deduzione e detrazione: qual è la differenza?
La distinzione è fondamentale. Una deduzione riduce il reddito imponibile; una detrazione riduce invece direttamente l’imposta lorda. L’Agenzia delle Entrate, nel Quadro RP di Redditi PF 2026, separa proprio gli oneri detraibili dagli oneri deducibili e ricorda che alcune spese possono rilevare anche se sostenute per familiari.
Nel forfettario questa differenza è decisiva: i normali costi professionali non diventano deduzioni analitiche, mentre alcune spese personali possono restare detraibili o deducibili nell’IRPEF ordinaria del contribuente, se ne ricorrono i requisiti.
Cosa si può scaricare nel regime forfettario?
La risposta pratica è che i normali costi dell’attività non vengono sottratti analiticamente dai ricavi. La legge 190/2014, al comma 64, stabilisce che il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi o compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto per l’attività svolta.
Se il coefficiente è 78%, il 78% dei ricavi o compensi costituisce il reddito lordo forfettario e il restante 22% rappresenta la quota di costi implicitamente riconosciuta dal regime. Il risultato non cambia perché nell’anno hai speso più o meno di quel 22%.
| Spesa | Riduce il reddito forfettario? | Regola pratica |
|---|---|---|
| Computer e smartphone | No | Compresi nella logica del coefficiente |
| Software e abbonamenti | No | Non si deducono analiticamente |
| Affitto studio o coworking | No | Non riduce direttamente il reddito |
| Auto, carburante, leasing, noleggio | No | Nessuna deduzione analitica |
| Commercialista | No | Costo reale, ma non abbatte l’imponibile |
| Pubblicità e marketing | No | Compresi nella logica del coefficiente |
| Formazione professionale | No | Non si sottrae dal reddito forfettario |
| Contributi previdenziali obbligatori | Sì, secondo le regole applicabili | Deduzione specifica prevista dal regime |
| Spese mediche personali | No sull’imposta sostitutiva | Possono rilevare sull’IRPEF se c’è capienza |
| Interessi mutuo abitazione | No sull’imposta sostitutiva | Detrazione personale IRPEF, se spettante |
Come funziona il coefficiente di redditività
Il coefficiente sostituisce, in modo semplificato, la deduzione dei costi effettivi. Se un professionista con coefficiente del 78% incassa 40.000 euro, il reddito lordo forfettario è 31.200 euro e la quota di costi implicitamente riconosciuta è 8.800 euro, indipendentemente dalle spese effettive.
Questo spiega perché il forfettario può essere molto conveniente per chi ha costi reali contenuti e meno interessante per chi sostiene costi strutturalmente elevati. Per confrontare i due sistemi puoi usare la nostra guida su regime forfettario o ordinario: quando conviene.
Computer, telefono, software e attrezzature
L’acquisto di computer, smartphone, monitor, stampanti, software, cloud, gestionali, licenze e attrezzature non viene sottratto direttamente dai ricavi. Sono costi economici reali, ma non modificano il reddito determinato con il coefficiente.
Le fatture di acquisto vanno comunque gestite e conservate secondo gli obblighi applicabili: servono a documentare le operazioni, ricostruire i rapporti con i fornitori e mantenere una contabilità economica utile a capire se il regime è davvero conveniente.
Auto, carburante, leasing e noleggio
Acquisto del veicolo, carburante, assicurazione, manutenzione, pedaggi, leasing e noleggio non riducono direttamente il reddito imponibile nel regime forfettario. Il tema cambia invece nel regime ordinario, dove operano percentuali e limiti specifici. Per questo abbiamo una guida dedicata alle spese auto nel regime forfettario.
Affitto dello studio, coworking, utenze e commercialista
Canone dello studio, coworking, energia, internet, telefono, parcella del commercialista, formazione, assicurazioni professionali, pubblicità, commissioni bancarie e servizi di pagamento seguono la stessa logica: sono costi reali dell’attività, ma non vengono dedotti uno per uno.
Questo è particolarmente importante nelle attività con molti costi fissi. Se ogni mese sostieni spese elevate, devi confrontare il margine economico reale con la quota di costi riconosciuta implicitamente dal coefficiente.
Contributi INPS e Casse professionali: la deduzione più importante
I contributi previdenziali obbligatori costituiscono la principale eccezione. Il comma 64 della legge 190/2014 consente la deduzione dei contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge dal reddito determinato con il coefficiente.
L’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni Redditi PF 2026, indica per i forfettari il rigo LM35. L’eventuale parte che non trova capienza nel quadro LM può essere riportata, quando ne ricorrono le condizioni, nel rigo RP21.
Non tutti i versamenti a una Cassa professionale hanno automaticamente lo stesso trattamento: bisogna distinguere contributi obbligatori, integrativi, volontari e altre componenti. Per i casi concreti consulta la guida sui contributi previdenziali deducibili.
Spese mediche, mutuo e altre detrazioni personali
Le spese personali non vanno confuse con i costi dell’attività. Spese sanitarie, interessi del mutuo, istruzione, premi assicurativi e altri oneri possono dare diritto a detrazioni o deduzioni secondo le regole del TUIR e del Quadro RP.
Il punto decisivo è che l’imposta del regime forfettario è un’imposta sostitutiva: le normali detrazioni IRPEF non si utilizzano per abbattere direttamente l’imposta sostitutiva del quadro LM.
Che cosa significa avere capienza IRPEF?
Una detrazione riduce un’imposta IRPEF dovuta. Se il contribuente ha soltanto reddito forfettario e non ha IRPEF ordinaria sufficiente, una spesa personale potenzialmente detraibile può non produrre un beneficio effettivo. Se invece possiede anche redditi assoggettati a IRPEF, per esempio lavoro dipendente o altri redditi imponibili, la detrazione può trovare capienza nei limiti previsti.
E le spese sostenute per i familiari?
Il Quadro RP 2026 ricorda che alcuni oneri e spese possono essere ammessi in detrazione o deduzione anche se sostenuti per familiari. Anche in questo caso occorre verificare la singola agevolazione, i requisiti del familiare e la presenza di imposta utilizzabile.
Reddito complessivo e limite alle detrazioni oltre 75.000 euro
Il reddito forfettario non va ignorato quando una detrazione dipende dal reddito complessivo o da un reddito di riferimento. Le istruzioni di Redditi PF 2026 prevedono, per alcune detrazioni, che al reddito complessivo venga aggiunto anche il reddito prodotto in regime forfettario soggetto a imposta sostitutiva.
Inoltre l’articolo 16-ter del TUIR, introdotto dalla legge di bilancio 2025, stabilisce un limite complessivo per numerose spese detraibili dei contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Il limite dipende dalla fascia di reddito e dal numero di figli rilevanti secondo la norma. Non significa che tutte le detrazioni spariscano oltre 75.000 euro, ma che va verificato il tetto complessivo applicabile.
L’IVA sugli acquisti si può recuperare?
In generale no. Nel regime forfettario il contribuente non esercita normalmente il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. L’IVA pagata su computer, software, arredi, auto e altri beni o servizi resta quindi un costo effettivo.
Un acquisto da 12.200 euro, composto da 10.000 euro di imponibile e 2.200 euro di IVA, comporta normalmente un esborso complessivo di 12.200 euro senza il recupero dell’IVA tipico dei regimi ordinari. Le operazioni particolari, come alcuni acquisti intracomunitari o reverse charge, richiedono invece una gestione specifica.
Quando i costi elevati rendono meno conveniente il forfettario
Prendiamo un professionista con coefficiente del 78% e 50.000 euro di compensi: il sistema considera 39.000 euro di reddito lordo e riconosce implicitamente 11.000 euro di costi. Se le spese reali sono 4.000 euro, il meccanismo è favorevole sotto questo profilo. Se invece sono 20.000 euro, il reddito fiscale resta comunque 39.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali.
La valutazione deve includere imposta sostitutiva, contributi, IVA sugli acquisti, detrazioni personali, costi reali e adempimenti. Puoi fare una prima simulazione con il nostro calcolatore del regime forfettario.
Spese e dichiarazione dei redditi: cosa finisce nel Quadro LM
Nel quadro LM non si inserisce un elenco dei normali costi sostenuti per produrre il reddito come avviene nei regimi analitici. Il reddito nasce dall’applicazione del coefficiente ai ricavi o compensi rilevanti e viene poi rettificato secondo le voci previste, tra cui i contributi previdenziali deducibili.
Per il rapporto tra ricavi, coefficiente, LM35, Quadro RR, saldo e acconti puoi consultare la nostra guida alla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario 2026.
Quali documenti conviene conservare?
Il fatto che un costo non sia deducibile analiticamente non rende inutile la documentazione. È prudente mantenere ordinate fatture di acquisto, contratti, ricevute e prove di pagamento secondo gli obblighi fiscali applicabili. Servono a ricostruire la gestione economica, documentare le operazioni e facilitare eventuali controlli o il passaggio a un diverso regime fiscale.
Domande frequenti sulle spese nel regime forfettario
Posso scaricare il computer nel regime forfettario?
No, il costo del computer non viene dedotto analiticamente dal reddito. È compreso nella logica forfettaria del coefficiente di redditività.
Posso dedurre la parcella del commercialista?
Non dal reddito forfettario come costo analitico dell’attività. La parcella resta un costo reale, ma non abbassa direttamente il reddito determinato con il coefficiente.
I contributi INPS si deducono?
Sì, i contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti secondo le regole applicabili. Per i forfettari il riferimento dichiarativo principale è il rigo LM35.
Le spese mediche riducono l’imposta del forfettario?
No, non riducono direttamente l’imposta sostitutiva del quadro LM. Possono però produrre una detrazione IRPEF se il contribuente ha imposta ordinaria capiente e possiede i requisiti previsti.
Un forfettario senza altri redditi può usare le detrazioni personali?
Spesso il problema è la capienza: se non c’è IRPEF ordinaria da ridurre, molte detrazioni personali non possono essere sfruttate contro la sola imposta sostitutiva del forfettario.
Conviene il forfettario se ho molte spese?
Non sempre. Se i costi reali sono molto superiori alla quota implicitamente riconosciuta dal coefficiente, è opportuno confrontare il risultato con il regime ordinario considerando anche IVA, contributi e detrazioni.
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