Un commercialista per affittacamere deve coordinare correttamente apertura della Partita IVA, codice ATECO, regime fiscale, posizione INPS e adempimenti collegati all’attività ricettiva.
L’inquadramento iniziale è particolarmente importante perché affittacamere, bed and breakfast e locazioni brevi non devono essere trattati automaticamente come attività identiche.
Cosa gestisce il commercialista per affittacamere
- apertura e variazioni della Partita IVA;
- verifica del codice ATECO;
- scelta del regime fiscale;
- inquadramento previdenziale INPS;
- fatturazione e adempimenti fiscali;
- dichiarazione dei redditi;
- controllo delle soglie del regime forfettario;
- coordinamento con gli adempimenti amministrativi dell’attività.
Apertura della Partita IVA
Quando l’attività di affittacamere viene esercitata professionalmente in forma d’impresa è necessario impostare correttamente la posizione fiscale fin dall’inizio.
I passaggi principali sono spiegati nella guida su come aprire la Partita IVA per affittacamere.
Codice ATECO affittacamere
Con ATECO 2025 le attività ricettive sono state riorganizzate. Per questo non è corretto riutilizzare automaticamente vecchi codici presenti in guide precedenti.
Il riferimento per l’attività trattata è approfondito nella guida dedicata al codice ATECO per affittacamere.
Regime forfettario
L’affittacamere può applicare il regime forfettario quando sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa e non ricorrono cause di esclusione.
Nel regime forfettario il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività previsto per l’attività, invece di dedurre analiticamente le normali spese sostenute.
Il quadro completo è disponibile nella guida sul regime forfettario per affittacamere.
Coefficiente di redditività
Per l’inquadramento considerato in queste guide il coefficiente di redditività è pari al 40%.
Questo significa che, ad esempio, con 30.000 euro di ricavi il reddito determinato forfettariamente prima dei contributi è pari a 12.000 euro.
Contributi INPS per affittacamere
L’affittacamere professionale esercitato in forma d’impresa è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS.
Per questa specifica attività esiste una regola previdenziale particolare: gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti non sono soggetti al normale minimale annuo di reddito previsto per la generalità dei commercianti.
I contributi vengono quindi determinati a percentuale sull’effettivo reddito secondo le regole previdenziali applicabili, oltre alla contribuzione prevista per maternità.
Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva del regime forfettario è normalmente del 15%. Per le nuove attività che possiedono tutti i requisiti previsti può essere applicata l’aliquota del 5% per i primi cinque periodi d’imposta.
Quanto paga un affittacamere
Per stimare correttamente tasse e contributi bisogna considerare ricavi, coefficiente di redditività, contribuzione previdenziale effettivamente dovuta e aliquota dell’imposta sostitutiva.
Gli esempi numerici sono raccolti nella guida sul calcolo delle tasse dell’affittacamere in forfettario.
Camera di Commercio e Registro Imprese
Quando l’attività viene esercitata in forma imprenditoriale occorre considerare gli adempimenti presso il Registro delle Imprese e la Camera di Commercio competente.
SCIA e SUAP
L’attività ricettiva deve rispettare anche gli adempimenti amministrativi previsti dalla normativa regionale e comunale. Per questo il commercialista deve coordinare gli aspetti fiscali con le pratiche richieste per l’avvio concreto della struttura.
Affittacamere e bed and breakfast
Affittacamere e B&B non devono essere trattati automaticamente come la stessa attività. La disciplina amministrativa e l’inquadramento possono variare anche in base alla normativa regionale.
Prima di aprire la posizione fiscale è quindi necessario identificare con precisione quale attività ricettiva verrà realmente esercitata.
Controllo durante l’anno
La gestione fiscale non termina con l’apertura. Durante l’anno è necessario controllare ricavi, fatturazione, contributi, scadenze e permanenza nel regime fiscale applicato.
Commercialista online per affittacamere
La gestione può essere svolta anche online, purché il servizio comprenda assistenza effettiva, controllo delle scadenze e verifica preventiva dell’inquadramento fiscale e previdenziale.
Guide utili
- Regime forfettario per affittacamere
- Come aprire Partita IVA per affittacamere
- Codice ATECO affittacamere
- Calcolo tasse affittacamere
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare
commercialista, raccontaci cosa ti serve.
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Salve,
svolgo attività di affittacamere in regime forfettario.
Trovo l’esempio di calcolo dell’ imponibile, dell’imposta sostitutiva e dei contributi inps molto utile.
1 chiarimento: la riduzione del 35% dei contributi Inps non si applica in quanto gli affittacamere sono tenuti a contributi “proporzionali” senza alcun riferimento ai cosiddetti minimali?
E questa “proporzionalità” a prescindere configura già un’agevolazione?
Grazie, Danilo
Buonasera Danilo, al contrario, la riduzione del 35% si applica anche per i contributi degli affittacamere.
La riduzione avrà effetto sul totale dei contributi da versare in sede di dichiarazione dei redditi.
Cordiali saluti
Vorrei gestire un affittacamere di proprietà di un amico. Come posso essere inquadrata per essere pagata in regola? Il primo esempio è che tutti e due fossimo inquadrati come persone fisiche (senza partita iva), il secondo esempio, essendo tutti e due già titolari di partita iva per altri lavori, come ditta individuale come da vostro esempio (il titolare della casa dovrebbe aprire una partita iva con codice ATECO 55.20.51. Io potrei emettere fattura per i servizi di ricerca/promozione/accoglienza degli ospiti? Che codici ATECO dovrei aggiungere alla mia partita IVA?
Grazie
Buonasera Simonetta, a nostro avviso la soluzione migliore è quella di aggiungere un codice Ateco alle vostre partite Iva.
Nel tuo caso potresti usare codici per le Ricerche di mercato o la conduzione di campagne di marketing.
Cordiali saluti
Buonasera,
i contributi INPS di un dipendente part-time (30 ore) che esercita l’attività di affittacamere con partita Iva devono essere versati sempre in misura del 23,64% sul reddito prodotto? Nessuna esenzione è prevista in questo caso? Grazie.
Buonasera Roberta,
a nostro avviso, se l’attività da dipendente rimane prevalente rispetto all’attività da lavoro autonomo si può godere dell’esenzione dal versamento dei contributi INPS.
Cordiali saluti
Salve, volendo iniziare un attivita di affittacamere a reg forfettario ed essendo però da anni un pensionato , potrei godere di una riduzione sul versamento INPS previsto? Grazie Raffaele
Buongiorno Raffaele, se ha più di 65 anni, può godere della riduzione al 50% dei contributi dovuti per l’attività d’impresa.
In alternativa potrà godere della riduzione del 35% prevista per coloro che applicano il regime forfettario.
Cordiali saluti
Grazie. Quindi dovrò sottrarre il 35% dal 23,64% in caso di regime forfettario? Ė corretto?
Buonasera Raffaele, l’importo ottenuto applicando la percentuale del 23,64%, sarà ridotto del 35%.
Cordiali saluti
Buongiorno, trovo il vostro articolo molto completo. Ho un quesito a cui non riesco a trovare risposta. Con codice 55.20.51 si può fare contemporaneamente attività di affittacamere (max 6 stanze) e affittare case vacanze (miniappartamenti) ricavate o nella stessa struttura dove si effettua attività di affittacamere o in altre strutture limitrofe. Grazie.
Buonasera Nunzio, a nostro avviso non ci sono normative che ostacolano l’esercizio di entrambe le attività.
Cordiali saluti
Buongiorno,
avrei una domanda da porvi.
Risulta chiaro, dalla circolare n.27/2018 emessa dall’ INPS all’inizio del 2018 che il versamento dei contributi per gli affittacamere segue un regime contributivo diverso rispetto alla categoria generica dei commercianti. Di seguito riporto quanto scritto nella circolare: ” Coloro che esercitano l’attività di affittacamere e i produttori di terzo e quarto gruppo iscritti alla Gestione dei commercianti non sono assoggettati al minimale annuo di reddito.
Pertanto, essi sono tenuti al solo versamento dei contributi a percentuale Ivs calcolati sull’effettivo reddito “.
Poichè nella circolare si fa menzione solo degli affittacamere ma gli affittacamere rientrano nel codice ATECO 55.20.51, il quale comprende anche case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, ecc.; tale disciplina previdenziale eccezionale è estendibile anche ai bed and breakfast e alle case vacanze ovviamente gestite in forma imprenditoriale? Io credo per logica di sì e ritengo che l’INPS abbia citato i soli affittacamere in quanto solo per loro c’è l’obbligo di apertura della partita iva ma persone come me che hanno deciso di aprire la partita iva con la gestione di un bed and breakfast e di una casa vacanza possano rientrare nei destinatari della circolare. Inoltre la definizione di affittacamere data dall’INPS è quasi identica a quella di un bed and breakfast per cui non ci sarebbe veramente motivo di una esclusione delle altre strutture appartenenti al codice ateco 55.20.51 dal regime previdenziale di favore.
Grazie
Buongiorno Armando, anche a nostro avviso la normativa INPS deve essere considerata estesa anche alle altre categorie rientranti nel codice Ateco degli affittacamere.
Cordiali saluti
Salve, in merito al dubbio di Armando (con cui concordo nell’assoggettare l’esonero del contributo minimo per l’intero codice Ateco 55.20.51) vorrei porre un’altra questione: se il proprietario del B&B è un pensionato che usufruisce della riduzione del 50%, cosa succede? Si potrebbe ottenere l’esonero del contributo minimo e nel contempo anche la riduzione del 50% sui contributi a percentuale (12,24%)? Nelle varie circolari INPS non si legge: sono esclusi dall’esonero i pensionati.
Buongiorno, si, confermiamo che una volta richiesta la riduzione dei contributi al 50% dedicata ai pensionati, quest’ultima sarà applicata sul calcolo dei contributi in percentuale dovuti, quindi potrà godere sia dell’esonero dai contributi minimi che della riduzione al 50%.
Cordiali saluti
Salve, io vorrei aprire un affittacamere, ho già la partita iva (regime forfettario) pero come libero professionista (Geometra).
In questo caso aprendone una nuova per attività di affittacamere posso usufruire del regime forfettario ?
Buongiorno, non è necessario aprire un’altra partita Iva (fra l’altro cosa impossibile), è sufficiente aggiungere un codice Ateco all’attuale partita Iva ed iscriversi in camera di commercio per l’attività di affittacamere.
Potrai continuare ad applicare il regime forfettario per entrambe le attività.
Ricorda però, che sarai soggetto a doppia contribuzione previdenziale: cassa geometri per l’attività da libero professionista e Commercianti INPS per l’attività di affittacamere.
Cordiali saluti
Buonasera, sono una dipendente bancaria part-time, con 25 ore settimanali. Da un anno, con regolare SCIA gestisco una Casa Vacanze in maniera non imprenditoriale, su suggerimento del mio commercialista, il quale, mi aveva sottolineato la possibilità di usufruire della cedolare secca sugli affitti, poichè la gestione della casa era prevalentemente estiva e appunto non imprenditoriale. Leggendo tra i vari forum mi sono sorti dubbi, nello specifico tra la distinzione di Casa vacanze non imprenditoriali e locazioni brevi, locazioni brevi dove è inequivocabilmente prevista la cedolare secca come specificato dalla 50/2017. Con questo atroce dubbio mi sono posta il problema della fiscalità che, nel mio caso, gioca un ruolo determinante se applicata con scaglioni IRPEF. Mi chiedo dunque se le mie intuizioni sono reali, ovvero della dubbia applicabilità della cedolare secca per le case vacanze non imprenditoriali, non sarebbe il caso di aprire una P. IVA ? E se lo facessi, dovrei pagare anche i contributi ? Grazie 🙂
Buongiorno Simona, aprire partita Iva con regime forfettario, quindi senza aliquote a scaglioni IRPEF e con un reddito che rimarrebbe tassato separatamente da quello da dipendente, può essere una soluzione da valutare a prescindere dall’applicazione o meno della cedolare secca.
Per quanto riguarda i contributi INPS, la situazione è un pò più complessa, potresti comunque provare a dimostrare che il tuo lavoro da dipendente è prevalente in termini di impegno (a maggior ragione essendo, quella con partita Iva, un’attività prevalentemente stagionale) in modo da avere l’esenzione per quanto riguarda l’attività di casa vacanze.
Cordiali saluti
Buongiorno,
vorrei aprire un’attività di affittacamere rientrando nel regime forfettario e mi chiedo se questa forma sia compatibile con la gestione separata INPS (aliquota 23,64%) e pagamento del minimale ridotto del 35%.
Infatti è prevista la possibilità, per i forfettari di adottare il regime Inps agevolato, che
prevede il minimale ridotto del 35% da pagare in tre rate trimestrale. La comunicazione
per la riduzione dei contributi Inps dovrà essere effettuata entro il 28 febbraio o subito
dopo aver aperto la partita IVA.
Volendo fare un esempio:
– totale incassi: 45.000 €
– coefficiente: 40%
– aliquota per imposte: 5%
– aliquota INPS per regime agevolato pari a 23,64% x (1-35%) = 15,37%
Il reddito imponibile sarà pari a: 45.000 € x 40% = 18.000 €
Il saldo dell’imposta sostitutiva sarà pari a: 18.000 € x 5% = 900 €
Il saldo dei contributi INPS sarà pari a: 18.000 € x 15,37% = 2.766,60 €
E’ corretta questa mia supposizione e quindi il calcolo su indicato?
Grazie e buona giornata
Buonasera Sergio, il calcolo è corretto, deve essere solamente aggiornata l’aliquota per i contributi INPS commercianti al 24,09% anziché 23,64%.
Cordiali saluti
Buonasera vorrei fare questa domanda: ho gestito per anni un bed and breakfast senza partita iva ora ho ampliato la struttura e mi sono trasformato in affittacamere: posso usufruite dell’aliquota al 5% oppure la mia attivitá è considerata una prosecuzione dell’attivitá precedente anche se la precedente era senza partita Iva ed era un bed and breakfast. Ho letto una circolare dell’agenzia delle entrate che mi negherebbe questa possibilità perché la mia non sarebbe una nuova attivitá ma una prosecuzione della preecedente essendo l immobile lo stesso e anche la clientela.
Grazie per l’eventuale risposta.
Cordial saluti
Antonio
Buonasera Antonio, a nostro avviso non può essere applicato il 5%.
Se vuole chiedere un parere anche all’Agenzia delle Entrate può sfruttare il loro servizio gratuito tramite SMS.
Cordiali saluti
Salve, vorrei informazioni su mio figlio 22 anni sta per aprire una casa vacanza ci sono agevolazioni sui giovani che iniziano una nuova attività?
Buonasera Roberta e grazie per la tua gentile domanda. Il regime forfettario prevede l’agevolazione di una aliquota d’imposta sostitutiva pari al 5% se si possiedono determinati requisiti.
Ad esempio si applica il 5% quando non si è esercitata una attività con partita Iva negli ultimi 3 anni oppure è la prima volta che apre l’attività.
Cordiali saluti