Un commercialista per property manager nel 2026 deve distinguere gestione immobiliare per conto terzi, mediazione, affitti brevi svolti in proprio e Facility Management. Per la normale attività di property management il riferimento ATECO è 68.32.01 – Gestione di beni immobili per conto terzi, con coefficiente di redditività dell’86%. La gestione fiscale deve poi coordinare previdenza, flussi OTA, somme dei proprietari, fornitori e struttura professionale o d’impresa.
Prima verifica: il property manager gestisce o media?
Gestire un immobile per conto del proprietario significa occuparsi continuativamente di prenotazioni, canoni, ospiti, fornitori, rendicontazione e operatività. Mettere in contatto proprietario e conduttore o acquirente per concludere un affare in cambio di provvigione è invece mediazione immobiliare. Il commercialista deve chiarire questa distinzione prima di confermare il codice ATECO e gli eventuali requisiti amministrativi.
ATECO 68.32.01 e property management turistico
Le note ISTAT ATECO 2025 includono espressamente nel 68.32.01 il property management in ambito turistico per soggiorni brevi, oltre alla gestione immobiliare e alla riscossione di canoni per conto terzi. Questo permette di distinguere con precisione la gestione di immobili altrui dall’attività ricettiva o locativa esercitata in proprio.
Regime forfettario e coefficiente dell’86%
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 86%, il reddito lordo forfettario è 43.000 euro. Solo il 14% dei compensi viene riconosciuto come costo presunto. Il commercialista deve quindi verificare chi sostiene pulizie, lavanderia, manutenzioni, fotografie, check-in, software e commissioni operative, perché costi reali elevati possono rendere il forfettario meno conveniente.
Gestione Separata o Gestione Commercianti
L’INPS non va determinato dal solo codice ATECO. Una posizione personale di lavoro autonomo può richiedere la verifica della Gestione Separata; una ditta individuale organizzata e iscritta al Registro Imprese può invece rientrare nella Gestione Commercianti. Il commercialista deve qualificare forma dell’attività, organizzazione, mezzi, personale e iscrizioni prima di utilizzare qualsiasi simulazione contributiva.
Aliquote INPS 2026 nell’ipotesi professionale
Quando è corretta la Gestione Separata, la Circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati altrove.
Gestione Commercianti 2026 nell’ipotesi d’impresa
La Circolare INPS n. 14/2026 indica per i commercianti aliquota ordinaria del 24,48%, minimale reddituale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro per titolari e coadiuvanti. Per i forfettari può inoltre essere rilevante il regime contributivo agevolato del 35%, se richiesto e spettante.
Mandato di gestione e somme dei proprietari
Uno dei punti più delicati è distinguere il compenso del property manager dalle somme incassate per conto del proprietario. Il mandato deve chiarire chi incassa canoni e prenotazioni, quali somme vengono trattenute come commissione, quali vengono riversate al proprietario e come vengono documentati anticipi e rimborsi. Una cattiva gestione dei flussi può rendere difficile ricostruire il vero fatturato del gestore.
Airbnb, Booking e altre OTA
Le piattaforme possono accreditare somme al proprietario o al gestore, trattenere commissioni e generare documenti differenti. Il commercialista deve conoscere il flusso operativo: chi risulta host o gestore, chi riceve l’accredito, chi emette o riceve documentazione e quali importi appartengono economicamente al property manager. L’obiettivo è evitare di confondere ricavi propri e somme amministrate per conto terzi.
Fornitori, anticipazioni e rifatturazioni
Pulizie, lavanderia, manutenzione, fotografie e check-in possono essere fatturati direttamente al proprietario oppure acquistati dal property manager. Il secondo modello aumenta il volume dei costi reali, che nel forfettario non sono deducibili analiticamente. Il commercialista dovrebbe quindi confrontare il 14% di costi presunti con il costo effettivo del modello operativo.
Mediazione, consulenza e attività secondarie
Se il property manager svolge anche mediazione, consulenza immobiliare, pulizie, manutenzioni o gestione integrata di servizi agli edifici, può essere necessario un secondo codice ATECO. Non è corretto utilizzare il 68.32.01 come contenitore universale. Il commercialista deve monitorare la composizione dei ricavi e verificare quando una seconda attività diventa stabile e autonoma.
Affitti brevi in proprio e property management conto terzi
Un gestore può contemporaneamente amministrare immobili di terzi e gestire immobili propri o detenuti direttamente. Le due attività non vanno sommate indistintamente: possono avere codici, coefficienti e adempimenti diversi. La guida sugli affitti brevi copre il secondo scenario e aiuta a evitare cannibalizzazione fiscale tra le due attività.
CIN, comunicazioni e adempimenti turistici
Nel property management turistico il mandato può affidare al gestore attività operative relative a CIN, comunicazioni ospiti, flussi statistici e altri adempimenti. Il commercialista deve sapere quali obblighi restano in capo al proprietario e quali vengono delegati, perché il ruolo contrattuale incide sulla documentazione e sulla responsabilità amministrativa del gestore.
Esempio di pianificazione con 50.000 euro
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 86%, il reddito lordo è 43.000 euro. Nell’ipotesi di Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 11.210,10 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva; nella simulazione al 15% l’imposta è circa 4.768,49 euro. La posizione reale può però seguire la Gestione Commercianti e produrre un calcolo diverso.
Quando confrontare il forfettario con il regime ordinario
L’86% di redditività presunta lascia soltanto il 14% di costi. Se il property manager sostiene direttamente molti servizi, assume personale o crea una struttura operativa, il confronto con un regime analitico diventa importante. La simulazione va fatta prima dell’anno successivo e non soltanto quando si prepara la dichiarazione.
Controlli da fare durante l’anno
- compensi propri e somme amministrate per i proprietari;
- coerenza tra attività e ATECO 68.32.01;
- eventuali attività di mediazione o servizi tecnici;
- Gestione Separata o Commercianti;
- flussi Airbnb, Booking e altre OTA;
- costi reali dei fornitori rispetto al 14% presunto;
- adempimenti turistici delegati;
- accantonamento per imposte e contributi.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario property manager, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
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