La fattura dello psicologo in regime forfettario nel 2026 cambia in base alla natura della prestazione e al cliente. Una prestazione sanitaria resa a una persona fisica non va trattata come una consulenza non sanitaria a un’azienda: cambiano il canale di emissione, il rapporto con il Sistema Tessera Sanitaria e alcuni dati da indicare.
In ogni caso lo psicologo forfettario deve gestire correttamente contributo integrativo ENPAP del 2%, eventuale bollo da 2 euro, dicitura del regime forfettario, assenza di ritenuta d’acconto e natura della prestazione. In questa guida trovi regole ed esempi pratici per i casi più comuni.
Fattura psicologo 2026: prima distinzione, sanitaria o non sanitaria
Il primo controllo non riguarda il software di fatturazione ma la natura effettiva della prestazione. Le prestazioni psicologiche con finalità sanitarie rese a persone fisiche seguono regole specifiche; attività come formazione, consulenza aziendale o altri servizi non sanitari possono seguire invece la disciplina ordinaria della fatturazione elettronica applicabile al professionista.
| Caso | Canale | Controllo principale |
|---|---|---|
| Prestazione sanitaria a persona fisica | Fuori dallo SdI | Sistema Tessera Sanitaria quando previsto |
| Prestazione non sanitaria a persona fisica | Fatturazione elettronica secondo le regole ordinarie applicabili | Natura della prestazione e regime fiscale |
| Prestazione a impresa, ente o società | Normalmente fattura elettronica via SdI | Cliente, descrizione e natura fiscale dell’operazione |
Prestazione sanitaria a persona fisica: niente SdI
Per le prestazioni sanitarie rese nei confronti di persone fisiche il divieto di utilizzare il Sistema di Interscambio è diventato permanente con l’articolo 2 del D.Lgs. 81/2025. Per lo psicologo questo significa che la fattura sanitaria al paziente non deve essere trasmessa allo SdI, anche se il professionista è in regime forfettario.
Il fatto che una fattura non passi dallo SdI non significa però che non esistano altri adempimenti. Se la prestazione rientra tra le spese sanitarie da comunicare, i dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria secondo le regole vigenti. L’Agenzia delle Entrate include espressamente le prestazioni degli psicologi tra le spese sanitarie utilizzate nella dichiarazione precompilata.
Per scadenze, opposizione e modalità di invio puoi leggere la guida dedicata al Sistema Tessera Sanitaria per psicologi. La fonte istituzionale di riferimento è la sezione Spese sanitarie della dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate.
Fattura a un’azienda, ente o società
Quando lo psicologo fattura una prestazione a un’impresa, una società, un ente o un’altra organizzazione, non bisogna applicare automaticamente le regole della fattura sanitaria al paziente privato. Se l’operazione rientra negli obblighi ordinari di fatturazione elettronica, il documento viene emesso tramite SdI.
È il caso, per esempio, di molte consulenze organizzative, attività formative o prestazioni rese contrattualmente a una struttura. La qualificazione deve essere fatta sulla prestazione concreta: la sola qualifica professionale di psicologo non rende sanitaria ogni attività svolta.
Fattura elettronica non sanitaria del forfettario: Natura N2.2
Quando la fattura dello psicologo forfettario deve effettivamente transitare tramite SdI, per esempio per una prestazione non sanitaria, il file XML deve essere coerente con il regime applicato. La guida alla compilazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate indica che il codice Natura N2.2 – operazioni non soggette, altri casi deve essere utilizzato anche dall’operatore in regime forfettario o di vantaggio che emette fattura elettronica via SdI.
Questo codice riguarda le fatture elettroniche che possono essere inviate allo SdI e non supera il divieto specifico previsto per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Il riferimento tecnico è la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla compilazione della fattura elettronica.
Contributo integrativo ENPAP del 2% in fattura
Lo psicologo iscritto ENPAP deve gestire il contributo integrativo obbligatorio del 2%. ENPAP chiarisce che il contributo integrativo deve essere riscosso dal professionista ed evidenziato nel documento fiscale, anche quando la prestazione è esente da IVA.
Il 2% si calcola sui corrispettivi lordi professionali secondo le regole dell’Ente e non va confuso né con l’IVA né con l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Per aliquote, minimi e deducibilità consulta contributi ENPAP psicologo 2026. La regola sull’integrativo è richiamata anche nelle FAQ ufficiali ENPAP.
Esempio fattura psicologo: compenso 60 euro
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso professionale | 60,00 € |
| Contributo integrativo ENPAP 2% | 1,20 € |
| Totale | 61,20 € |
In questo esempio il totale resta sotto la soglia ordinaria di 77,47 euro utilizzata per verificare l’applicazione dell’imposta di bollo sui documenti non soggetti a IVA.
Quando si applica il bollo da 2 euro
Sulle fatture e ricevute non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro può essere dovuta l’imposta di bollo di 2 euro. Nel regime forfettario questo controllo è frequente perché le operazioni non espongono IVA.
Il bollo va gestito nel modo coerente con il tipo di documento: per le fatture elettroniche viene indicato nel file e assolto secondo le modalità previste per l’e-bollo; per i documenti sanitari non inviati via SdI la gestione segue la disciplina applicabile al documento emesso. L’Agenzia delle Entrate considera, per le fatture elettroniche, gli importi delle operazioni superiori a 77,47 euro e determina un bollo dovuto di 2 euro quando ricorrono i presupposti.
Per le modalità operative dell’e-bollo puoi consultare la guida Imposta di bollo sulle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate.
Dicitura del regime forfettario in fattura
La fattura deve rendere chiaro che il professionista opera nel regime forfettario e che non applica l’IVA secondo la disciplina del regime. È inoltre opportuno indicare che il compenso non è soggetto alla normale ritenuta d’acconto ai sensi delle regole previste per i contribuenti forfettari.
Una formulazione frequentemente utilizzata richiama l’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014 e l’assenza della ritenuta d’acconto prevista dal comma 67. Il testo concreto può essere adattato al software utilizzato, purché il documento rappresenti correttamente il regime fiscale applicato.
Psicologo forfettario: si applica la ritenuta d’acconto?
No, il compenso del contribuente in regime forfettario non viene normalmente assoggettato a ritenuta d’acconto. Questo vale anche quando il cliente è un’impresa o un professionista che, in altri casi, opererebbe come sostituto d’imposta.
È un punto importante nelle fatture verso aziende ed enti: non bisogna utilizzare un modello standard di fattura professionale ordinaria mantenendo per errore la ritenuta d’acconto.
Esempio fattura da 100 euro con ENPAP e bollo
Supponiamo un compenso professionale di 100 euro. A titolo esemplificativo, il documento può evidenziare separatamente compenso, contributo integrativo ENPAP e bollo quando dovuto.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso | 100,00 € |
| Contributo integrativo ENPAP 2% | 2,00 € |
| Imposta di bollo | 2,00 € |
| Totale documento | 104,00 € |
L’esempio serve a mostrare la struttura del documento. Il trattamento del bollo e delle singole voci va sempre verificato sulla tipologia concreta di fattura e sul sistema utilizzato per emetterla.
Prestazioni sanitarie e prestazioni non sanitarie dello psicologo
Non tutte le prestazioni dello psicologo hanno necessariamente natura sanitaria. L’Agenzia delle Entrate riconosce come spese sanitarie detraibili le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti con finalità terapeutiche; la natura sanitaria deve risultare dalla documentazione quando è rilevante ai fini fiscali del paziente.
Una consulenza organizzativa a un’azienda, un’attività di formazione o un servizio che non ha finalità sanitaria può richiedere un trattamento documentale diverso. Per questo conviene creare modelli di fattura distinti invece di usare un solo facsimile per tutte le attività.
Quali dati inserire nella fattura dello psicologo
- dati del professionista e Partita IVA;
- dati del cliente e codice fiscale o Partita IVA secondo il caso;
- numero e data del documento;
- descrizione sufficientemente chiara della prestazione;
- compenso professionale;
- contributo integrativo ENPAP del 2% quando dovuto;
- dicitura fiscale del regime forfettario;
- eventuale imposta di bollo;
- totale da pagare;
- ulteriori dati richiesti dal canale utilizzato, come SdI o Sistema TS.
Sistema Tessera Sanitaria: cosa succede dopo la fattura
Per le spese sanitarie che rientrano nell’obbligo, l’emissione del documento non esaurisce l’adempimento. I dati devono essere organizzati e trasmessi al Sistema TS nel rispetto del calendario vigente e delle regole sull’opposizione del paziente.
Dal 2025 la trasmissione ha periodicità annuale. Per le spese sostenute nel 2025 la scadenza è stata il 2 febbraio 2026, come indicato nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate. Per le annualità successive va sempre controllato il calendario ufficiale e non riutilizzata automaticamente la data dell’anno precedente.
Se il paziente si oppone al Sistema TS, la fattura può andare allo SdI?
No. L’opposizione del paziente riguarda l’utilizzo dei dati della spesa sanitaria per la dichiarazione precompilata e non trasforma la prestazione sanitaria in una normale fattura elettronica. Il Garante per la protezione dei dati personali chiarisce che il divieto di fatturazione elettronica per prestazioni sanitarie verso persone fisiche opera anche nei casi in cui i dati non vengano inviati al Sistema TS per effetto dell’opposizione.
Quando il contribuente esercita l’opposizione, i dati interessati non vengono riportati nella dichiarazione precompilata né nel relativo foglio riepilogativo; resta comunque possibile inserire successivamente la spesa in fase di modifica o integrazione della dichiarazione. Puoi consultare la FAQ dell’Agenzia delle Entrate sull’opposizione e le FAQ del Garante sulla fatturazione elettronica sanitaria.
Errori frequenti nella fattura dello psicologo
- inviare tramite SdI una fattura relativa a prestazione sanitaria resa a persona fisica;
- pensare che l’opposizione al Sistema TS consenta di usare lo SdI per una prestazione sanitaria;
- considerare sanitaria ogni attività svolta dallo psicologo;
- dimenticare il contributo integrativo ENPAP del 2%;
- applicare la ritenuta d’acconto pur essendo in regime forfettario;
- non verificare il bollo quando il documento supera 77,47 euro;
- confondere l’emissione della fattura con la trasmissione al Sistema TS;
- usare la stessa descrizione generica per prestazioni sanitarie e non sanitarie;
- utilizzare un modello fiscale non aggiornato al proprio regime.
Percorso fiscale dello psicologo
La fatturazione è solo uno dei passaggi della gestione professionale. Per completare il quadro consulta anche aprire Partita IVA psicologo, codice ATECO 86.93.00, regime forfettario psicologo, contributi ENPAP e commercialista per psicologi.
In sintesi
Nel 2026 la fattura dello psicologo forfettario richiede prima di tutto di distinguere prestazione sanitaria, prestazione non sanitaria e tipo di cliente. Le prestazioni sanitarie verso persone fisiche non transitano dallo SdI e possono richiedere l’invio al Sistema Tessera Sanitaria; le fatture elettroniche non sanitarie del forfettario utilizzano, quando applicabile, la Natura N2.2. In fattura vanno inoltre gestiti correttamente contributo ENPAP 2%, bollo, diciture del forfettario e assenza di ritenuta d’acconto.
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