La fattura dello psicologo in regime forfettario si compila in modo diverso a seconda della prestazione e del cliente. Se la prestazione è sanitaria ed è resa a un paziente privato, il documento non va inviato allo SdI; per una consulenza aziendale, invece, si utilizza normalmente la fatturazione elettronica. In entrambi i casi occorre gestire correttamente il contributo ENPAP del 2%, l’eventuale bollo e le diciture fiscali.
La fattura dello psicologo forfettario non prevede l’addebito dell’IVA e, sui compensi soggetti al regime, non si applica la ritenuta d’acconto. Bisogna però gestire correttamente il contributo ENPAP, il bollo e, per le spese sanitarie dei pazienti, gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria. Vediamo come preparare i documenti, con esempi numerici e facsimili utilizzabili come riferimento.
Fattura psicologo forfettario: le regole da conoscere subito
Prima di creare il documento bisogna stabilire chi riceve la fattura e quale prestazione viene effettivamente fatturata. La qualifica professionale di psicologo, da sola, non rende sanitaria qualsiasi attività: un colloquio con finalità terapeutiche e una consulenza organizzativa aziendale possono richiedere trattamenti differenti.
| Tipo di prestazione | Come emettere la fattura | Adempimento da verificare |
|---|---|---|
| Prestazione sanitaria a persona fisica | Documento fuori dallo SdI | Sistema Tessera Sanitaria |
| Prestazione non sanitaria a persona fisica | Normalmente fattura elettronica via SdI | Corretta classificazione dell’operazione |
| Prestazione a società o ente | Normalmente fattura elettronica via SdI | Regime fiscale, cliente e natura della prestazione |
| Prestazione verso Pubblica Amministrazione | Fattura elettronica secondo le regole applicabili | Codice ufficio e dati richiesti dall’ente |
In tutti i casi lo psicologo deve verificare l’applicazione del contributo integrativo ENPAP del 2%, il regime fiscale utilizzato e l’eventuale imposta di bollo. Le differenze riguardano soprattutto il canale di emissione, il trattamento della prestazione e gli adempimenti successivi.
Quali dati deve contenere la fattura dello psicologo?
Una fattura correttamente compilata deve identificare il professionista, il destinatario e l’operazione effettuata. È importante predisporre un modello che permetta di compilare tutti i campi necessari senza inserire informazioni cliniche non indispensabili.
- Dati dello psicologo: nome e cognome, indirizzo fiscale, codice fiscale e Partita IVA.
- Dati del cliente: nome, cognome e codice fiscale del paziente, oppure denominazione e dati fiscali dell’azienda o dell’ente.
- Numero della fattura: numerazione progressiva e univoca.
- Data: data di emissione del documento.
- Prestazione: descrizione chiara e pertinente dell’attività svolta.
- Compenso: importo concordato per la prestazione professionale.
- ENPAP: contributo integrativo del 2% evidenziato separatamente quando dovuto.
- Regime fiscale: dicitura relativa al regime forfettario e mancata applicazione dell’IVA.
- Ritenuta d’acconto: indicazione della non applicazione sui compensi forfettari.
- Bollo: indicazione e assolvimento dell’imposta, quando dovuta.
- Totale: somma effettivamente richiesta al cliente.
Nei documenti destinati ai pazienti è opportuno usare una descrizione professionale appropriata, evitando diagnosi, dettagli del percorso terapeutico o altre informazioni sanitarie non necessarie. Allo stesso tempo, quando il paziente intende beneficiare della detrazione fiscale, la natura sanitaria della prestazione deve risultare dalla documentazione.
L’Agenzia delle Entrate include fra le spese sanitarie detraibili, alle condizioni previste, le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti con finalità terapeutiche, senza necessità di prescrizione medica.
Lo psicologo forfettario deve applicare l’IVA?
No. Lo psicologo che applica correttamente il regime forfettario non addebita l’IVA sulle proprie prestazioni nazionali secondo la disciplina prevista dalla Legge 190/2014. Questa regola vale sia per le prestazioni sanitarie sia, nell’ambito del regime, per quelle non sanitarie.
È importante distinguere due motivi per cui una fattura può non riportare IVA: il regime forfettario applicato dal professionista e l’eventuale esenzione prevista per particolari prestazioni sanitarie dall’articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972. Sono discipline differenti e non devono essere confuse.
Per lo psicologo forfettario la dicitura principale richiama la Legge 190/2014. La natura sanitaria della prestazione continua però a essere rilevante per il divieto di fatturazione elettronica verso persone fisiche, per il Sistema Tessera Sanitaria e per l’eventuale detrazione spettante al paziente.
Se lo psicologo passa al regime ordinario, il trattamento IVA deve essere rivalutato: le prestazioni sanitarie che soddisfano i presupposti previsti dalla normativa possono essere esenti, mentre servizi non sanitari possono essere imponibili. Non bisogna continuare a utilizzare automaticamente il modello del forfettario dopo un cambiamento di regime.
Fattura sanitaria dello psicologo a un paziente privato
Quando lo psicologo fattura una prestazione sanitaria resa a una persona fisica, il documento non deve essere emesso attraverso il Sistema di Interscambio. Il divieto, introdotto per proteggere i dati sanitari, è stato reso permanente dall’articolo 2 del D.Lgs. 81/2025.
La fattura può quindi essere predisposta e consegnata al paziente nelle modalità consentite al di fuori dello SdI, ad esempio su supporto cartaceo oppure come documento PDF ordinario. Un PDF inviato al paziente non è, per questo solo fatto, una fattura elettronica trasmessa allo SdI.
Il professionista dovrà poi verificare l’obbligo di trasmissione dei dati della spesa al Sistema Tessera Sanitaria. L’emissione della fattura e l’invio dei dati al Sistema TS sono due adempimenti distinti.
Facsimile fattura psicologo forfettario da 60 euro
Supponiamo che uno psicologo abbia concordato un compenso professionale di 60 euro, oltre al contributo integrativo ENPAP, per un colloquio individuale con finalità sanitaria.
La parte economica della fattura può essere compilata così:
| Descrizione | Importo |
|---|---|
| Prestazione professionale sanitaria | 60,00 € |
| Contributo integrativo ENPAP 2% | 1,20 € |
| IVA | Non applicata |
| Imposta di bollo | Non dovuta |
| Totale da pagare | 61,20 € |
Il documento deve inoltre contenere numero e data, dati anagrafici e fiscali delle parti, descrizione della prestazione e diciture del regime forfettario. Non si applica la ritenuta d’acconto. Nell’esempio il totale resta inferiore alla soglia di 77,47 euro rilevante per il bollo.
Questo facsimile è valido come esempio di calcolo quando i 60 euro rappresentano il solo compenso professionale e il contributo ENPAP viene aggiunto. Se il prezzo concordato con il paziente è già comprensivo del contributo, bisogna invece scorporarlo.
Facsimile fattura psicologo da 100 euro con ENPAP e bollo
Consideriamo una prestazione sanitaria con compenso di 100 euro, al quale si aggiungono il contributo ENPAP e il bollo. Supponiamo inoltre che l’imposta di bollo, dovuta per il documento, venga addebitata al cliente.
| Descrizione | Importo |
|---|---|
| Compenso professionale | 100,00 € |
| Contributo integrativo ENPAP 2% | 2,00 € |
| IVA | Non applicata |
| Riaddebito imposta di bollo | 2,00 € |
| Totale da pagare | 104,00 € |
Il totale è di 104 euro. Il professionista deve assolvere correttamente il bollo e gestire il contributo integrativo ENPAP secondo le regole dell’Ente. Il bollo può anche rimanere a carico dello psicologo, senza essere aggiunto al prezzo richiesto al paziente.
Il bollo riaddebitato al cliente ha inoltre conseguenze fiscali: l’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello 428/2022, ha chiarito che il relativo importo costituisce compenso rilevante per il regime forfettario. Non deve quindi essere trattato automaticamente come una somma fiscalmente irrilevante.
Come fare la fattura se il prezzo concordato comprende già il 2% ENPAP?
Questo caso è particolarmente importante perché molti psicologi comunicano al paziente un prezzo complessivo per la seduta. Supponiamo che il prezzo concordato sia 100 euro complessivi, già comprensivi del 2% ENPAP.
Non bisogna aggiungere altri 2 euro, perché il prezzo complessivo pattuito comprende già il contributo. Occorre invece distinguere la quota professionale dalla maggiorazione previdenziale.
Il calcolo è: 100 ÷ 1,02 = 98,04 euro di compenso professionale, arrotondati ai centesimi. Il contributo integrativo è pari a 1,96 euro.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso professionale | 98,04 € |
| Contributo ENPAP 2% | 1,96 € |
| Prezzo complessivo concordato | 100,00 € |
Il documento deve comunque gestire l’imposta di bollo di 2 euro, quando dovuta. Se lo psicologo decide di sostenerla personalmente, il paziente paga 100 euro e il bollo viene assolto senza ulteriore addebito. Se invece il bollo è addebitato separatamente al paziente, il totale richiesto diventa 102 euro, purché ciò sia coerente con le condizioni economiche concordate.
La regola pratica: quando il prezzo comunicato al paziente è comprensivo di ENPAP, la maggiorazione deve comunque essere evidenziata nel documento fiscale, ma non deve essere addebitata una seconda volta.
Contributo ENPAP del 2%: come indicarlo correttamente
Il contributo integrativo ENPAP è pari al 2% dei corrispettivi lordi professionali secondo il regolamento dell’Ente. Deve essere riscosso e indicato separatamente nel documento fiscale, anche quando la prestazione sanitaria è esente IVA per sua natura.
La sua funzione è previdenziale: il professionista lo incassa dal cliente e deve poi riversarlo all’ENPAP nelle modalità previste. Non è l’IVA, non è la ritenuta d’acconto e non è l’imposta sostitutiva del regime forfettario.
L’ENPAP chiarisce espressamente che il contributo integrativo deve essere evidenziato nel documento fiscale e riscosso dal professionista. La regola trova fondamento anche nel regolamento previdenziale dell’Ente.
Il 2% integrativo non deve essere confuso con il contributo soggettivo ENPAP, ordinariamente calcolato sul reddito professionale. I due contributi hanno basi di calcolo e finalità diverse. Per la disciplina previdenziale completa puoi consultare l’articolo sui contributi ENPAP per psicologi.
Quando si applica il bollo di 2 euro sulla fattura?
Per le fatture non soggette a IVA che superano 77,47 euro, nei casi previsti dalla normativa, è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro. È una situazione frequente per lo psicologo forfettario, perché il regime non prevede l’addebito dell’IVA sulle prestazioni.
Il bollo deve essere gestito considerando il documento effettivamente emesso, la sua natura e la modalità di assolvimento applicabile. Non bisogna confondere il bollo con una maggiorazione automatica del prezzo delle sedute: l’obbligo fiscale di assolvimento e l’eventuale addebito economico al cliente sono aspetti distinti.
Bollo sulla fattura sanitaria fuori dallo SdI
Per i documenti sanitari emessi fuori dallo SdI occorre assolvere l’imposta con una delle modalità consentite. Per una fattura cartacea può essere utilizzato il contrassegno telematico da 2 euro sull’originale del documento, quando dovuto.
Se il documento viene predisposto e consegnato in formato PDF ordinario, bisogna verificare la corretta modalità di assolvimento del bollo e conservare la documentazione pertinente. Il fatto che un PDF sia creato con un software non significa che il bollo venga assolto automaticamente.
Bollo sulla fattura elettronica dello psicologo
Quando lo psicologo emette una fattura elettronica tramite SdI, il bollo deve essere gestito attraverso gli appositi campi del file XML e assolto secondo le regole del bollo sulle fatture elettroniche.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gli elenchi delle fatture per le quali risulta dovuta l’imposta. Il professionista o il suo intermediario devono verificare gli importi, eventuali integrazioni e le scadenze di pagamento. La guida istituzionale Imposta di bollo sulle fatture elettroniche illustra il meccanismo.
Un errore da evitare è applicare una marca cartacea al documento elettronico che deve invece seguire le modalità proprie dell’e-bollo.
Fattura psicologo forfettario a un’azienda o a una società
Uno psicologo può svolgere anche incarichi per aziende, associazioni, cooperative, strutture sanitarie ed enti. In questi casi è necessario distinguere il destinatario formale della fattura e la natura del servizio prestato.
Per le operazioni verso soggetti economici nazionali, quando ricorrono gli obblighi ordinari, lo psicologo forfettario emette la fattura elettronica tramite SdI. Il divieto specifico previsto per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non deve essere esteso automaticamente a tutte le fatture indirizzate a società o enti.
Se una struttura paga una prestazione che viene comunque fatturata direttamente al paziente, occorre valutare con attenzione il destinatario del documento: il soggetto che effettua materialmente il pagamento non coincide sempre con l’intestatario della fattura. Il trattamento non si decide soltanto in base a chi versa il denaro.
Esempio: fattura elettronica per una consulenza aziendale
Supponiamo che uno psicologo in regime forfettario svolga una consulenza organizzativa per una società italiana, con compenso concordato di 400 euro, oltre al 2% ENPAP. Supponiamo inoltre che il bollo dovuto venga addebitato all’azienda.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Consulenza professionale | 400,00 € |
| Contributo ENPAP 2% | 8,00 € |
| IVA | Non applicata |
| Ritenuta d’acconto | Non applicata |
| Riaddebito bollo | 2,00 € |
| Totale da pagare | 410,00 € |
Il documento elettronico deve riportare i dati fiscali dell’azienda, il corretto indirizzo telematico o codice destinatario, il regime fiscale dello psicologo, la natura dell’operazione e gli elementi necessari all’assolvimento del bollo.
Nel caso illustrato, trattandosi di una consulenza aziendale non sanitaria, non si trasmettono i dati al Sistema Tessera Sanitaria. La fattura deve però rispettare le regole della fatturazione elettronica e quelle relative al regime forfettario.
Fattura elettronica psicologo forfettario: RF19 e Natura N2.2
Quando la fattura deve essere trasmessa allo SdI, il software deve essere configurato in modo coerente con il regime forfettario applicato.
Per le operazioni nazionali ordinarie del forfettario, i riferimenti utilizzati nel tracciato elettronico sono:
| Campo XML | Valore |
|---|---|
| Regime fiscale | RF19 – Regime forfettario |
| Natura operazione | N2.2 – Non soggette, altri casi |
| IVA | Nessun addebito secondo il regime |
| Ritenuta d’acconto | Non applicata sui compensi forfettari |
| Bollo | Da indicare quando dovuto |
RF19 identifica il regime fiscale del professionista. N2.2 identifica la natura dell’operazione non soggetta a IVA nel tracciato elettronico, secondo le regole applicabili alle fatture nazionali dei contribuenti forfettari.
Questi codici non devono essere utilizzati per giustificare l’invio allo SdI di una fattura sanitaria emessa nei confronti di una persona fisica. Prima viene verificato se il documento può transitare attraverso il Sistema di Interscambio; soltanto dopo vengono compilati i campi XML.
Le istruzioni tecniche sono riportate nella guida dell’Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche. Per operazioni estere, territorialità e altre fattispecie particolari i codici devono essere verificati separatamente.
Quale dicitura inserire nella fattura dello psicologo forfettario?
La fattura deve rendere riconoscibile il regime fiscale applicato e la mancata applicazione della ritenuta d’acconto sui compensi che vi rientrano.
Una formulazione utilizzabile come riferimento è la seguente:
Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014 – Regime forfettario. IVA non applicata. Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della Legge 190/2014.
Questa dicitura non sostituisce gli altri elementi obbligatori della fattura e deve essere adattata quando la specifica operazione richiede ulteriori annotazioni. Il software può proporre testi equivalenti, purché coerenti con il regime e con la normativa vigente.
È inoltre importante non confondere la dicitura del regime forfettario con quella relativa all’esenzione IVA delle prestazioni sanitarie. Le due indicazioni richiamano discipline distinte e devono essere utilizzate con precisione.
La fattura dello psicologo forfettario prevede la ritenuta d’acconto?
No. I compensi professionali che rientrano nel regime forfettario non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’acconto. Questo vale anche quando il cliente è una società, un’associazione o un altro soggetto che opera abitualmente come sostituto d’imposta.
Se un’azienda richiede una fattura con ritenuta del 20% perché utilizza un modello standard per tutti i professionisti, lo psicologo forfettario deve chiarire il proprio regime fiscale prima dell’emissione.
La ritenuta d’acconto appartiene alla disciplina ordinaria dei compensi professionali e non va inserita automaticamente nella fattura di un contribuente forfettario. L’eventuale passaggio dal regime forfettario a quello ordinario richiede quindi un aggiornamento delle impostazioni del software.
Sistema Tessera Sanitaria: quando inviare i dati della fattura?
Le fatture relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche possono comportare l’obbligo di trasmettere i dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Per lo psicologo questo adempimento è distinto dalla fatturazione elettronica: una fattura sanitaria che non può transitare dallo SdI può comunque dover essere comunicata al Sistema TS.
Prima dell’invio occorre verificare che il professionista sia correttamente abilitato, che siano stati raccolti i dati fiscali necessari, che la prestazione sia classificata in modo appropriato e che il pagamento sia registrato correttamente.
Scadenze Sistema Tessera Sanitaria nel 2026
Dal periodo di spesa 2025 la trasmissione dei dati delle spese sanitarie avviene con cadenza annuale, secondo il decreto MEF del 29 ottobre 2025. La regola generale è l’invio entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello della spesa.
Per le spese sostenute nel 2026 il calendario del Sistema TS indica come scadenza ordinaria il 1° febbraio 2027, considerando che il 31 gennaio cade di domenica. Prima dell’adempimento è comunque opportuno ricontrollare il calendario ufficiale sul portale dell’ente per verificare eventuali aggiornamenti.
Il riferimento normativo è il decreto MEF 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per la procedura di accesso, correzione degli invii e gestione dei dati puoi consultare l’approfondimento sul Sistema Tessera Sanitaria per psicologi.
Cosa succede se il paziente si oppone all’utilizzo dei dati?
Il paziente può esercitare il diritto di opposizione all’utilizzo dei dati della spesa sanitaria per la dichiarazione precompilata, secondo le modalità previste dalla normativa.
Lo psicologo deve registrare e gestire correttamente l’opposizione, nel rispetto delle istruzioni del Sistema TS. I dati oggetto di opposizione non devono essere utilizzati per alimentare la dichiarazione precompilata del paziente secondo la disciplina applicabile.
L’opposizione non autorizza però a inviare allo SdI una fattura sanitaria. Il divieto di fatturazione elettronica verso persone fisiche opera anche in presenza dell’opposizione. Lo chiarisce il Garante per la protezione dei dati personali.
Come indicare il pagamento nella fattura dello psicologo?
La fattura documenta la prestazione, ma è necessario anche registrare correttamente l’incasso. Per uno psicologo libero professionista possono essere utilizzati bonifico, carta, POS e altri mezzi di pagamento consentiti, nel rispetto delle disposizioni applicabili.
Per le prestazioni sanitarie detraibili rese da professionisti privati non accreditati al Servizio sanitario nazionale, la tracciabilità del pagamento costituisce ordinariamente una condizione per la detrazione della spesa da parte del paziente. Il pagamento in contanti, anche quando consentito, può quindi impedire al paziente di beneficiare della detrazione fiscale.
È utile chiarire questa differenza prima del pagamento. Un paziente che desidera utilizzare la fattura per la detrazione dovrebbe scegliere un mezzo tracciabile e conservare la documentazione dell’operazione.
Le regole sulla detraibilità delle spese e sui mezzi tracciabili sono illustrate nella sezione dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli oneri e alle spese sanitarie.
Quando emettere la fattura e come conservarla?
La gestione della fattura deve rispettare i termini di emissione applicabili all’operazione. Per le prestazioni professionali assumono rilievo il momento di effettuazione dell’operazione, l’incasso e le specifiche regole del documento utilizzato.
Lo psicologo dovrebbe evitare di accumulare prestazioni e pagamenti senza aver predisposto un sistema di numerazione e archiviazione. Il numero della fattura deve identificare univocamente il documento e la sequenza adottata deve essere mantenuta in modo coerente.
Per le fatture elettroniche occorre controllare gli esiti del Sistema di Interscambio, perché un documento scartato non può essere trattato come regolarmente emesso. Per i documenti sanitari fuori SdI bisogna conservare la documentazione secondo le regole applicabili, senza confondere un semplice archivio di PDF con un sistema di conservazione elettronica a norma.
Un registro ordinato con numero, data, cliente, tipo di prestazione, importo, ENPAP, bollo, modalità e data di pagamento permette di controllare gli incassi e predisporre più facilmente gli adempimenti fiscali e previdenziali.
Come correggere una fattura dello psicologo compilata male?
Se una fattura contiene un errore, la procedura corretta dipende dal tipo di documento, dal momento in cui l’errore viene individuato e dall’eventuale trasmissione già effettuata allo SdI o al Sistema Tessera Sanitaria.
Un dato anagrafico errato, un contributo ENPAP omesso, un importo non corretto o una descrizione della prestazione sbagliata possono richiedere interventi differenti. Non è opportuno cancellare semplicemente una fattura già emessa e riutilizzare lo stesso numero senza una valutazione delle regole documentali.
Per le fatture elettroniche, in particolare, bisogna distinguere lo scarto del file da parte dello SdI dagli errori contenuti in un documento già regolarmente trasmesso. Nel secondo caso può essere necessario un documento rettificativo o una nota di credito, secondo la situazione.
Quando sono già stati comunicati dati al Sistema TS, anche la correzione della spesa sanitaria deve seguire le procedure e i termini previsti dal sistema. Per evitare disallineamenti fiscali è opportuno coordinare la rettifica del documento e quella dell’eventuale comunicazione sanitaria.
Errori da evitare nella fattura dello psicologo forfettario
Gli errori più frequenti non riguardano necessariamente il calcolo del compenso, ma il trattamento fiscale e il canale attraverso il quale viene emesso il documento.
- Inviare allo SdI una fattura sanitaria a persona fisica: il divieto opera anche per gli psicologi forfettari.
- Confondere l’opposizione al Sistema TS con il permesso di usare SdI: sono questioni differenti.
- Usare una sola fattura per ogni attività: prestazioni sanitarie e servizi non sanitari richiedono verifiche distinte.
- Dimenticare ENPAP 2%: il contributo va gestito e indicato secondo le regole dell’Ente.
- Addebitare ENPAP due volte: quando il prezzo pattuito comprende il contributo, questo va scorporato.
- Applicare una ritenuta d’acconto non dovuta: i compensi del forfettario non seguono la normale ritenuta professionale.
- Dimenticare il bollo: verificare ogni documento non soggetto a IVA che supera la soglia applicabile.
- Considerare il bollo riaddebitato fiscalmente irrilevante: nel forfettario l’addebito al cliente rileva come compenso.
- Usare RF19 e N2.2 senza valutare il caso: i codici elettronici non sostituiscono il controllo sulla natura dell’operazione.
- Confondere fattura e invio Sistema TS: l’emissione del documento non completa automaticamente la comunicazione sanitaria.
Un controllo preventivo dei modelli utilizzati riduce il rischio di errori ripetuti. Può essere utile predisporre almeno due configurazioni separate: una per le prestazioni sanitarie a persone fisiche e una per le fatture elettroniche emesse a soggetti economici.
Domande frequenti sulla fattura dello psicologo forfettario
Uno psicologo forfettario deve emettere fattura elettronica?
Dipende dalla prestazione e dal destinatario. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono transitare tramite SdI. Le fatture per prestazioni non sanitarie o verso società ed enti seguono invece normalmente gli obblighi di fatturazione elettronica applicabili, con le eventuali eccezioni previste dalla normativa.
Il contributo ENPAP del 2% è sempre da indicare?
Per i corrispettivi professionali soggetti alla contribuzione integrativa ENPAP, il contributo del 2% deve essere gestito e indicato nel documento fiscale. Anche quando il prezzo pattuito lo comprende, va distinto dal compenso professionale secondo le regole dell’Ente.
La fattura dello psicologo da 100 euro richiede il bollo?
Quando la fattura non è soggetta a IVA e ricorrono i presupposti previsti dalla legge, per un documento di 100 euro è dovuto il bollo di 2 euro. Il professionista deve assolverlo correttamente, indipendentemente dal fatto che scelga di addebitarne il costo al paziente.
Quale codice Natura usare nella fattura elettronica del forfettario?
Per le normali prestazioni nazionali del contribuente forfettario che devono essere fatturate attraverso SdI si utilizza il codice Natura N2.2, con regime fiscale RF19. Per operazioni particolari, comprese quelle con soggetti esteri, va verificata la disciplina specifica.
Se il paziente si oppone al Sistema Tessera Sanitaria posso emettere fattura elettronica?
No. L’opposizione riguarda l’utilizzo dei dati delle spese sanitarie per la dichiarazione precompilata. Non elimina il divieto di emissione tramite SdI della fattura relativa a una prestazione sanitaria resa nei confronti di una persona fisica.
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