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Codice ATECO 46.90.00: Commercio all’ingrosso non specializzato

Aggiornato il 7 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO 46.90.00: Commercio all’ingrosso non specializzato

Il codice ATECO 46.90.00 identifica il commercio all’ingrosso non specializzato. È il codice da verificare quando l’impresa acquista e rivende in proprio merci appartenenti a categorie diverse, senza una particolare specializzazione merceologica prevalente.

Il punto decisivo è distinguere il grossista dall’intermediario: nel commercio all’ingrosso l’impresa acquista i beni e ne assume la proprietà prima della rivendita; chi invece mette in contatto venditore e acquirente senza diventare proprietario della merce rientra nell’area degli intermediari del gruppo 46.1.

Dato Indicazione
Codice ATECO 46.90.00
Denominazione Commercio all’ingrosso non specializzato
Attività tipica Acquisto e rivendita in proprio di assortimenti eterogenei di merci
Vecchio codice 46.90.00, raccordo totale con ATECO 2022
Coefficiente forfettario 40%
Previdenza Gestione Commercianti da verificare quando ricorrono i requisiti INPS
Da distinguere Intermediazione 46.1, ingrosso specializzato 46.2–46.8, dettaglio 47

Cosa comprende il codice ATECO 46.90.00

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 collocano il 46.90.00 nel commercio all’ingrosso non specializzato. Il codice è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla classificazione precedente, con una corrispondenza totale tra il vecchio e il nuovo 46.90.00.

Nella classificazione precedente erano espressamente richiamati il commercio all’ingrosso di merci varie senza una particolare specializzazione e forniture destinate, ad esempio, a navi, istituti o altre strutture collettive. Il criterio resta la varietà dell’assortimento e l’assenza di una famiglia merceologica dominante.

Quando un grossista è davvero “non specializzato”

Vendere molti prodotti non basta da solo. Il 46.90.00 è coerente quando l’assortimento è realmente trasversale e non emerge una linea merceologica prevalente che abbia già un codice specifico nei gruppi 46.2–46.8.

Un grossista che tratta casalinghi, accessori, articoli regalo, piccoli prodotti per la persona, oggettistica e altre famiglie eterogenee può rientrare nel non specializzato. Se invece la parte principale dei ricavi deriva, per esempio, da materiali edili, prodotti chimici, alimentari, abbigliamento o macchinari, va prima verificato il codice specializzato relativo a quella categoria.

46.90.00 o 46.1: grossista contro intermediario

ATECO 2025 esclude espressamente dal 46.90 le attività di grossisti che non assumono la proprietà dei beni commercializzati, rinviandole al gruppo 46.1. Questa è la distinzione più importante.

Il grossista compra la merce dal fornitore e la rivende al cliente assumendone rischio commerciale, prezzo e proprietà. L’agente, il procacciatore o altro intermediario mette invece in relazione le parti e viene normalmente remunerato con provvigioni o compensi senza acquistare la merce. Per questi casi puoi confrontare il codice ATECO del procacciatore d’affari.

Questa distinzione incide anche sul coefficiente del forfettario: il commercio in proprio segue la fascia del commercio, mentre agenti e intermediari possono avere coefficienti diversi. Per questo non è corretto scegliere il 46.90.00 soltanto perché il cliente finale è un’impresa o perché si lavora “all’ingrosso”.

Ingrosso non specializzato o ingrosso specializzato

I gruppi 46.2–46.8 contengono numerosi codici per ingrosso specializzato: prodotti agricoli, alimentari, beni di consumo, macchinari, apparecchiature, prodotti intermedi e altre categorie definite. Il 46.90.00 non dovrebbe essere usato come scorciatoia quando uno di questi gruppi descrive chiaramente l’attività.

La verifica va fatta sui ricavi, sugli ordini ricorrenti e sulla struttura reale del catalogo. Se l’impresa nasce come generalista ma nel tempo concentra quasi tutta l’attività su una singola famiglia di merci, può essere necessario aggiornare il codice principale. La guida su codice ATECO principale e secondario aiuta a gestire questo passaggio senza confondere attività prevalente e attività accessorie.

46.90.00 o commercio al dettaglio: differenza dal gruppo 47

Il commercio all’ingrosso vende principalmente a imprese, professionisti, rivenditori, enti e altri operatori economici. Il commercio al dettaglio vende invece principalmente al consumatore finale per uso personale o domestico.

Se la stessa impresa svolge entrambe le attività in modo autonomo e abituale, può essere necessario registrare anche un codice della divisione 47. Per i negozi generalisti puoi confrontare il codice ATECO 47.12.90, mentre per attività miste è utile la guida su più codici ATECO con la stessa Partita IVA.

Import-export: il canale internazionale non crea un codice separato

La qualifica di importatore o esportatore non determina da sola il codice ATECO. Se l’impresa compra merci all’estero e le rivende all’ingrosso in Italia, oppure acquista in Italia e vende a clienti professionali esteri, il codice dipende comunque dalla natura del commercio e dai beni trattati.

Perciò il 46.90.00 può essere coerente anche con attività di import-export quando l’assortimento è realmente non specializzato e l’impresa acquista e rivende in proprio. Restano separati gli adempimenti doganali, IVA, EORI e le regole sulle operazioni intra-UE o extra-UE.

Commercio all’ingrosso non alimentare: avvio e requisiti

Il commercio all’ingrosso è un’attività soggetta a verifica dei requisiti. La Camera di Commercio dell’Umbria indica l’utilizzo della Comunicazione Unica e la dichiarazione dei requisiti morali previsti dalla normativa.

Per il commercio all’ingrosso non alimentare la pratica amministrativa varia anche in base alla superficie e agli eventuali depositi: sotto determinate soglie può essere sufficiente la comunicazione, mentre in presenza di ulteriori adempimenti — ad esempio prevenzione incendi — può servire una SCIA unica. Va quindi verificata la procedura applicabile presso il SUAP o la Camera di Commercio competente.

La variazione o aggiunta del codice può essere gestita tramite gli strumenti camerali e fiscali previsti per l’impresa; sul sito trovi una guida pratica su come aggiungere o modificare un codice ATECO con Comunicazione Unica.

Se l’assortimento comprende prodotti alimentari

Il 46.90.00 è non specializzato e può teoricamente convivere con assortimenti misti che includono anche alimenti. In questo caso però entrano in gioco requisiti e adempimenti specifici del commercio alimentare.

Le Camere di Commercio richiedono, per il commercio all’ingrosso alimentare, la pratica tramite SUAP con notifica sanitaria e la verifica dei requisiti previsti. Se l’attività tratta stabilmente alimenti, conviene controllare anche se la parte alimentare è diventata sufficientemente rilevante da richiedere un codice specializzato del gruppo 46.3.

Deposito, magazzino e logistica: attività accessorie o autonome

Un grossista può avere un proprio deposito o magazzino per le merci che acquista e rivende. Questo non significa automaticamente svolgere un’attività di logistica per conto terzi.

Se il magazzino serve esclusivamente alla propria attività commerciale, resta un elemento organizzativo del commercio. Se invece l’impresa offre a clienti esterni servizi autonomi di deposito, movimentazione o logistica, può essere necessario aggiungere un codice della divisione 52.

Regime forfettario e coefficiente del 40%

Per il commercio all’ingrosso il coefficiente di redditività di riferimento nel regime forfettario è il 40%. Con 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi 20.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.

Il coefficiente non rappresenta l’aliquota dell’imposta. Significa che, ai fini del forfettario, il 60% dei ricavi viene riconosciuto come quota forfettaria di costi. Per approfondire puoi consultare la guida al coefficiente di redditività 40% e la guida al regime forfettario.

INPS Gestione Commercianti

Per l’imprenditore che svolge personalmente e abitualmente attività commerciale va verificata l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Il codice ATECO da solo non determina però automaticamente l’iscrizione.

Contano forma giuridica, ruolo del titolare o dei soci, partecipazione personale al lavoro aziendale e carattere abituale e prevalente dell’attività. Per l’apertura generale puoi vedere anche la guida su come aprire Partita IVA da commerciante.

Fatturazione B2B, clienti professionali e corrispettivi.

Il grossista lavora normalmente con clienti professionali e documenta le vendite con fattura. La presenza di alcune vendite occasionali a privati non trasforma automaticamente l’intera attività in commercio al dettaglio, ma se il canale retail diventa stabile e autonomo va classificato separatamente.

Per attività con vendita sia B2B sia B2C è utile separare correttamente i flussi e verificare gli obblighi di fatturazione, corrispettivi e IVA. Il codice principale deve riflettere l’attività prevalente, non il singolo cliente occasionale. Se viene affiancata una vera attività di vendita online al consumatore finale, va verificato anche il codice ATECO e-commerce coerente con i prodotti venduti.

Errori frequenti con il codice ATECO 46.90.00

  • Usarlo per un agente o procacciatore che non acquista la merce.
  • Usarlo quando esiste una categoria merceologica chiaramente prevalente.
  • Confondere commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio.
  • Pensare che import-export richieda automaticamente un codice distinto.
  • Ignorare gli adempimenti specifici quando vengono trattati alimenti.
  • Confondere il proprio magazzino con un servizio logistico per conto terzi.
  • Applicare il 40% come se fosse l’aliquota fiscale.
  • Attribuire automaticamente la Gestione Commercianti dal solo codice.

Domande frequenti sul codice ATECO 46.90.00

Quando si usa il 46.90.00?

Quando l’impresa acquista e rivende in proprio assortimenti eterogenei di merci senza una particolare specializzazione merceologica prevalente.

Un procacciatore può usare il 46.90.00?

Non se non acquista e rivende la merce in proprio. Gli intermediari che non assumono la proprietà dei beni rientrano nel gruppo 46.1.

Il codice vale anche per import-export?

Può valere se l’attività resta commercio all’ingrosso non specializzato in proprio. Importazione ed esportazione non creano da sole un codice ATECO distinto.

Qual è il coefficiente di redditività?

Il coefficiente di riferimento nel regime forfettario è il 40%, se il contribuente possiede i requisiti per applicare il regime.

Serve l’INPS Commercianti?

Va verificata quando il titolare o socio partecipa personalmente all’attività commerciale con carattere abituale e prevalente; il codice ATECO da solo non basta.

In sintesi: il 46.90.00 è il codice ATECO per commercio all’ingrosso realmente non specializzato, con acquisto e rivendita in proprio di merci eterogenee. Va distinto dagli intermediari 46.1, dall’ingrosso specializzato 46.2–46.8 e dal dettaglio 47. Il coefficiente di riferimento è 40%, mentre requisiti amministrativi e previdenza dipendono dalla struttura concreta dell’attività.

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