Stai pensando di aprire la partita Iva per fare l’estetista? Hai sentito parlare del regime forfettario e dei vantaggi che offre a chi lo adotta? Magari hai già avviato l’attività e cerchi informazioni per risparmiare su tasse e costi di gestione?
Il commercialista per estetiste deve guidarti sia in fase di startup IVA ma soprattutto durante l’anno per tutti gli adempimenti della tua partita Iva.
In questa guida ti spiego come pagare meno tasse applicando il Regime Forfettario.
Il primo aspetto che voglio sottolineare è che abbonandoti al nostro servizio avrai tutti questi servizi inclusi tramite l’assistenza di un consulente dedicato. Prima di iniziare a parlare di questa attività, permettimi due parole sul Regime Forfettario.
Devi sapere che il forfettario è un regime fiscale agevolato che permette di risparmiare molto su tasse e previdenza INPS. L’unico limite è rappresentato dalla soglia dei ricavi che non può superare i 85.000 € all’anno, ma in compenso puoi avere molte semplificazioni ed agevolazioni fiscali.
Se vuoi approfondire l’argomento, mettiti comoda ed in pochi minuti ti spiego come aprire una partita Iva, come scegliere il codice Ateco, e tutto quello che devi conoscere sul Regime Forfettario, buona lettura!
I requisiti professionali
La professione di estetista comprende molte attività e servizi tecnici, manicure, pedicure, massaggi, cerette, make up e trattamenti estetici di bellezza sono alcuni di quelli più conosciuti.
Per fare l’estetista, devi verificare se possiedi i requisiti richiesti dalle normative di legge che brevemente ti riassumo:
- corso biennale con ottenimento della qualifica professionale o corso di specializzazione di un anno per ottenere l’abilitazione;
- corso biennale al fine di ottenere la qualifica professionale, lavoro dipendente a tempo pieno, corso di 300 ore;
- apprendistato, un anno di lavoro dipendente, corso di 300 ore;
- lavoro dipendente di 3 anni corso di 300 ore.
Puoi effettuare la verifica in autonomia presso gli enti della tua città oppure richiederci la verifica preliminare dei requisiti tramite il nostro servizio dedicato.
Aprire la partita Iva
Per aprire la partita Iva come estetista, devi compilare ed inoltrare il modello AA9-12 con una delle seguenti modalità:
- telematica, tramite un consulente fiscale;
- cartacea, direttamente alla sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate;
- tramite raccomandata A/R
All’interno del modello AA9-12, in aggiunta ai dati personali, devi inserire alcuni dati specifici.
Ad esempio la sede dove svolgerai l’attività, il codice Ateco corretto ed il regime fiscale adottato. Per aprire la Partita Iva come estetista occorrono anche altre pratiche, come l’iscrizione in Camera di Commercio. Con il nostro servizio Go Artigiano ci occupiamo di tutto quanto serve e non devi preoccuparti di altro, prova a dare un’ occhiata!
Codice Ateco per estetiste
Tutti i titolari di Partita Iva, al momento dell’apertura devono scegliere il proprio Codice Ateco.
Ma cos’è il codice Ateco? E’ una combinazione di 6 numeri che qualifica la tua attività in modo univoco in base alla sua tipologia.
Il codice Ateco che devi indicare può essere scelto tra uno dei seguenti:
- 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza;
- 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure.
Ricordati che all’interno del modello AA9-12, puoi inserire più di un Codice Ateco.
Proseguiamo la nostra guida dedicata al commercialista per estetiste e parliamo del regime fiscale da adottare che come puoi immaginare è un aspetto molto importante.
Regime forfettario per estetiste
Come ti accennavo, scegliere il regime fiscale è molto importante perché determina le tasse che l’estetista deve versare, se deve essere applicata l’IVA in fattura, etc …
Ti ho già accennato all’esistenza del Regime Forfettario, un regime agevolato particolarmente indicato quando inizi l’attività o quando hai un volume di affari compreso nei limiti previsti dei 85.000 € all’anno.
Prima di proseguire, fissiamo bene due capisaldi che tutte le partite IVA forfettarie per estetista dovranno rispettare:
- limite di ricavi pari a 85.000 €;
- coefficiente di redditività pari al 67%.
Proprio il coefficiente di redditività, rappresenta la caratteristica peculiare del regime forfettario che determina quindi la base imponibile a forfait, quindi non si indaga analiticamente sulle spese effettive dell’attività.
Con una Partita IVA da estetista in forfettario inoltre dovrai sostenere i seguenti costi:
- Imposta sostitutiva del 5% o del 15% a seconda dei casi
- Contributi previdenziali obbligatori
- Diritto camerale annuale pari a circa 50 €
- Tariffa del commercialista che ti segue
L’aliquota dell’imposta sostitutiva è pari al 5% per i primi 5 anni se rispetti determinate condizioni, in tutti gli altri casi, si applica il 15%.
Ad esempio se apri per la prima volta la partita Iva oppure non hai esercitato, nei 3 anni precedenti un’attività d’impresa o lavoro autonomo puoi applicare il 5%, ne parliamo personalmente al telefono durante il colloquio preliminare!
Prima ti ho accennato che il coefficiente di redditività per la tua attività è pari al 67%.
Questo aspetto è fondamentale perché determina il reddito imponibile sul quale verranno pagate le tasse, maggiori informazioni puoi trovarle nella nostra guida al regime forfettario, o in altri contributi come limite volume d’affari regime forfettario o aprire partita Iva nel regime forfettario.
Contributi INPS artigiani nel 2026
Chi svolge un’attività artigiana deve essere iscritto alla Gestione INPS Artigiani.
Per il 2026 il reddito minimale sul quale vengono calcolati i contributi è pari a 18.808 euro. Il contributo minimo annuo ordinario dovuto da titolari, coadiuvanti e coadiutori è pari a 4.521,36 euro.
Sulla parte di reddito d’impresa che supera il minimale di 18.808 euro si applica l’aliquota contributiva del 24% fino alla prima fascia di reddito pari a 56.224 euro. Sulla parte eccedente tale fascia l’aliquota sale al 25%, nei limiti del massimale previsto.
Chi applica il regime forfettario e possiede i requisiti può richiedere il regime contributivo agevolato INPS, che comporta una riduzione del 35% dei contributi dovuti. Per gli artigiani con più di 65 anni già pensionati presso le gestioni INPS continua inoltre a essere prevista, quando spettante, la riduzione del 50%.
I contributi vengono versati tramite modello F24 secondo le scadenze stabilite annualmente dall’INPS. Gli importi effettivi possono variare in presenza di periodi di attività inferiori all’anno, collaboratori familiari, agevolazioni o altre situazioni previdenziali particolari.
Regime forfettario: esempio di calcolo 2026
Vediamo due esempi semplificati utilizzando i parametri previdenziali 2026.
Esempio 1: ricavi di 15.000 euro
- Ricavi: 15.000 €
- Coefficiente di redditività: 67%
- Reddito forfettario lordo: 10.050 €
Il reddito è inferiore al minimale INPS 2026 di 18.808 €. Per un artigiano attivo per l’intero anno il contributo minimo ordinario è pari a 4.521,36 €. Se ricorrono i requisiti e viene richiesta l’agevolazione previdenziale prevista per i forfettari, i contributi sono ridotti del 35%.
Per determinare l’imposta sostitutiva, dal reddito forfettario devono essere sottratti i contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili. Sul risultato si applica il 5%, quando ricorrono i requisiti per l’aliquota agevolata, oppure il 15% negli altri casi.
Esempio 2: ricavi di 40.000 euro
- Ricavi: 40.000 €
- Coefficiente di redditività: 67%
- Reddito forfettario lordo: 26.800 €
In questo caso il reddito supera il minimale INPS di 18.808 €. Senza riduzione contributiva, oltre al contributo minimo di 4.521,36 €, sulla differenza di 7.992 € si applica il 24%: 1.918,08 €. Il totale contributivo ordinario dell’esempio è quindi 6.439,44 €.
Si tratta di esempi semplificati: l’importo effettivamente dovuto dipende anche dalla durata dell’attività nell’anno, dalle agevolazioni applicabili e dalla situazione previdenziale personale.
Commercialista per estetiste
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Descrivici brevemente la tua situazione. Un nostro esperto potrà valutare la richiesta e indicarti come procedere.
Buongiorno mia moglie è britannica con attestati e diplomi in lingua inglese ha solo lavorato all’estero cosa potrei fare a proposito dei requisiti professionali per aprire partita iva come estetista in Italia ?
Buonasera Mirko, consigliamo di rivolgersi alla camera di commercio di competenza, o ancora meglio allo sportello SUAP del comune di residenza.
Cordiali saluti
Buonasera. Vorrei chiedere se esiste una legge che stabilisce la gestione delle mance in un centro estetico! Io lavoro in cabina e capita che qualche cliente voglia lasciarmi qualche soldino in più, assicurandosi che rimangano a me… il mio capo pretende che le mance siano date a lei, in quanto lavoro per il suo centro.. è giusto?
Buonasera Giuliana, siamo spiacenti ma non possiamo aiutarti in questo ambito, in quanto la domanda non tratta di problematiche fiscali.
Cordiali saluti
Salve sono un estetista e fino a febbraio 2018 ho avuto un centro estetico in società srl con un amica, purtroppo abbiamo dovuto chiudere il negozio, ma abbiamo ancora aperta la partita iva perché per la chiusura dobbiamo andare dal notaio e non è proprio una cosa economica.
La mia domanda è: posso aprire una partita Iva come estetista freelance? Se sì bisogna indicare dove si presta il.lavoro? In che regime rientra? Nel caso si può prestare servizio anche a domicilio del cliente? O presso il proprio domicilio? Il mio commercialista mi ha risposto di no che L estetista per essere in proprio deve avere un negozio. Ma ho conosciuto una ragazza che svolge l attività in proprio senza negozio e con regolare partita Iva quindi credo che il mio commercialista mi abbia consigliato male. Grazie mille
Buongiorno Michela, l’attività di estetista non può essere svolta come liberi professionisti (freelance). In quanto si tratta a tutti gli effetti di un’attività artigiana.
A nostro avviso è necessaria una sede o al massimo un contratto di affitto poltrona, se l’attività viene svolta presso terzi.
Per maggiore sicurezza, consigliamo di contattare l’ufficio SUAP del comune dove ha sede l’attività, in quanto ogni comune può avere il suo regolamento.
Cordiali saluti
Salve ho passato qualche corso con manicure ricostruzione unghia ,disegni e decorazione unghia. Volevo sapere se possibile aprire partita IVA lavorando a domicilio oppure direttamente a casa mia ,
Buongiorno, a nostro avviso non è possibile lavorare a domicilio dei clienti come estetiste.
Consigliamo, ad ogni modo, di richiedere maggiori informazioni allo sportello SUAP del proprio Comune di residenza.
Cordiali saluti
Buongiorno, faccio una domanda per conto di mia cognata, che essendo estetista, intende esercitare la professione in casa. Ha una stanza a disposizione nel suo appartamento locato a nome di mio fratello con contratto agevolato quindi uso residenziale. Può comunque aprire partita iva e lavorare presso il suo domicilio?
Buonasera Carola, a nostro avviso non è possibile svolgere l’attività di estetista dal proprio domicilio.
Ad ogni modo consigliamo di chiedere maggiori informazioni al proprio comune di residenza, in quanto ogni comune può adottare il proprio regolamento.
Cordiali saluti
Buongiorno ,
Vorrei saper se posso affittare la postazione manicure a una estetista esterna. Ho un centro estetico
Grazie
Buonasera Iren, si è possibile.
Cordiali saluti