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Codice ATECO 32.12.20: fabbricazione di gioielli in metalli preziosi

Aggiornato il 8 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO 32.12.20: fabbricazione di gioielli in metalli preziosi

Per un laboratorio che fabbrica gioielli in oro, argento, platino, palladio o altri metalli preziosi, il codice ATECO 2025 da verificare è 32.12.20. Comprende la produzione di anelli, collane, bracciali e articoli di oreficeria, ma anche l’incisione personalizzata su oggetti preziosi e l’incastonatura di pietre. Non è invece il codice della semplice vendita di gioielli acquistati da altri: in quel caso occorre verificare il 47.77.00.

Chi produce gioielli per un proprio marchio, su commissione di clienti o per conto di altri operatori deve distinguere la fabbricazione dalla vendita, dalla lavorazione autonoma delle pietre e dalla riparazione. La scelta del codice è soltanto il primo passaggio: per i metalli preziosi contano anche Registro degli assegnatari, marchio identificativo, titolo in millesimi e organizzazione artigiana del laboratorio.

Dato Indicazione
ATECO 2025 32.12.20
Denominazione Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi
Esempi Gioielli in metalli preziosi, incastonatura, incisione, oreficeria, oggetti tecnici preziosi
Vecchio ATECO 2022 32.12.10 per fabbricazione orafa (non confondere con il nuovo 32.12.10)
Forfettario Coefficiente 67%, se applicabile al caso concreto
Previdenza INPS Artigiani da verificare se attività artigiana personale
Da distinguere 32.12.10 lavorazione pietre, 32.13.00 bigiotteria, 47.77.00 vendita, 95.25.00 riparazione

Quali attività comprende il codice ATECO 32.12.20?

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono la fabbricazione di gioielleria in metalli preziosi o di base rivestiti di metalli preziosi, anche abbinati a pietre preziose e semipreziose. Sono inclusi articoli di oreficeria come oggetti da tavola, articoli religiosi e per ufficio, oltre a oggetti tecnici o da laboratorio realizzati in metalli preziosi.

Tra le attività specificamente nominate figurano incisioni personalizzate di oggetti preziosi e incastonatura di pietre. La voce comprende anche cinturini e bracciali in metalli preziosi per orologi, articoli di coltelleria preziosa e altri manufatti analoghi. Non tutte queste attività richiedono lo stesso processo produttivo: per classificare correttamente l’impresa occorre identificare ciò che effettivamente realizza.

Produzione artigianale di anelli, collane e bracciali

Un laboratorio che realizza anelli di fidanzamento, fedi, collane, pendenti e bracciali in oro o argento svolge un’attività di fabbricazione, anche quando lavora prevalentemente su ordinazione e produce pochi pezzi. La dimensione del laboratorio non cambia, da sola, il codice: ciò che conta è il lavoro svolto e il materiale impiegato.

È utile separare tre operazioni: progettazione del modello, realizzazione fisica dell’oggetto e vendita al cliente. Se il laboratorio progetta e fabbrica i gioielli e poi vende la propria produzione, il 32.12.20 descrive la componente manifatturiera; se svolge anche un commercio autonomo di prodotti acquistati da altri, occorre esaminare la presenza di un secondo codice commerciale.

Incisioni personalizzate e incastonatura di pietre preziose

Le note ISTAT includono espressamente l’incisione personalizzata su oggetti in metalli preziosi e l’incastonatura di pietre preziose o semipreziose. Un laboratorio specializzato nella personalizzazione di bracciali o nella montatura di diamanti può quindi ricadere nel 32.12.20 quando presta il lavoro di produzione o lavorazione descritto dalla voce.

Bisogna distinguere questo lavoro dall’attività autonoma di taglio, sfaccettatura e lavorazione delle pietre prima dell’inserimento nel gioiello, che può appartenere al 32.12.10 ATECO 2025. Incidere un anello prezioso già esistente e riparare un gioiello danneggiato, inoltre, non sono necessariamente la stessa prestazione: la riparazione ha una classificazione specifica.

Articoli religiosi, oggetti per la casa e articoli tecnici preziosi

Il 32.12.20 non si limita ai gioielli indossabili. Comprende fabbricazione di articoli di oreficeria in metalli preziosi, o metalli di base rivestiti in preziosi, come oggetti religiosi, articoli da tavola, scrivania e toilette. Sono inclusi determinati articoli tecnici o da laboratorio quali crogioli, spatole e anodi per galvanostegia, purché conformi alla descrizione del codice.

Per gli oggetti tecnici, ISTAT esclude strumenti o loro parti che seguono classificazioni proprie. Un’impresa che produce componenti industriali complessi non deve quindi scegliere il codice orafo soltanto per la presenza di oro, argento o platino in un materiale.

Vecchio 32.12.10 e nuovo 32.12.20: perché il numero è cambiato

Una fonte di errori è la somiglianza tra i codici storici e quelli correnti. Nella classificazione ATECO 2022, 32.12.10 indicava la fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi. La tavola di raccordo ISTAT tra ATECO 2022 e ATECO 2025 collega questa attività al nuovo 32.12.20.

Nel sistema ATECO 2025 il numero 32.12.10 è stato invece destinato alla lavorazione di pietre preziose e semipreziose. Per una nuova apertura non basta dunque copiare il vecchio codice da fatture, articoli o visure datate: bisogna verificare la nuova classificazione effettivamente adottata e la propria attività prevalente.

32.12.20 oppure 32.12.10: gioiello finito e lavorazione delle pietre

Il laboratorio che fabbrica un anello in oro, realizza il castone e inserisce una pietra svolge una lavorazione diversa da chi taglia, lucida o sfaccetta pietre preziose come attività autonoma. Il primo scenario è coerente con il 32.12.20; nel secondo va verificato il 32.12.10 attuale.

In un’impresa mista le due lavorazioni possono convivere. Bisogna allora capire se la lavorazione delle pietre è una fase interna della produzione del gioiello oppure una prestazione autonoma e stabile rivolta anche ad altri laboratori. La classificazione va scelta sulla realtà economica, non sul singolo utensile utilizzato. In un laboratorio con più lavorazioni è utile anche distinguere il codice ATECO principale dai secondari.

32.12.20 o 32.13.00: gioielleria preziosa e bigiotteria

La bigiotteria 32.13.00 riguarda la produzione di articoli di imitazione che non impiegano i metalli e le pietre preziose secondo il perimetro del 32.12. Le note ISTAT includono nel 32.13.00, tra gli esempi, anelli e collane in metalli di base con semplici placcature e pietre d’imitazione.

Non è però corretto dedurre automaticamente il codice dal prezzo del prodotto o dall’etichetta commerciale “fashion jewelry”. Una lavorazione con metallo prezioso o rivestimento significativo, secondo le inclusioni del 32.12.20, va distinta dalla bigiotteria semplice. In caso di dubbi occorre esaminare materiali, lavorazioni e caratteristiche effettive dell’articolo finito.

Fabbricazione 32.12.20 o vendita 47.77.00?

Il cluster ATECO orafi e gioiellieri distingue chi fabbrica gioielli da chi li vende. Il codice 47.77.00 riguarda il commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria. Un negozio che compra collane e anelli già pronti da fornitori per rivenderli non diventa un laboratorio di produzione soltanto perché effettua confezionamento o personalizzazioni marginali.

Viceversa, l’orafo che progetta e fabbrica i propri pezzi in laboratorio non deve essere classificato solo come dettagliante. Quando la produzione è affiancata a rivendita abituale di gioielli acquistati da altri, può rendersi necessario rappresentare più attività con una sola Partita IVA. Anche la vendita online dei propri manufatti non cancella la componente produttiva.

Riparazioni, lucidatura e sostituzione di pietre: attenzione al 95.25.00

La riparazione di orologi e articoli di gioielleria è distinta dalla loro fabbricazione e rinvia al 95.25.00. Un orafo può realizzare pezzi nuovi e offrire anche riparazioni, ma deve verificare quale attività svolge in modo principale e se l’altra costituisce un ramo stabile e autonomo.

Una riparazione può includere saldatura, lucidatura, sostituzione di componenti e interventi sul castone; l’utilizzo di tecniche orafe non basta a trasformarla in produzione. Nel preventivo e nella fattura conviene descrivere correttamente se l’incarico riguarda la fabbricazione di un nuovo gioiello o il ripristino di un bene del cliente.

Marchio di identificazione e titolo in millesimi

La produzione di oggetti in oro, argento, platino e palladio è soggetta alla disciplina dei titoli e dei marchi prevista dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal D.Lgs. 251/1999, con relativo regolamento. Per gli oggetti interessati è prevista l’indicazione del titolo della lega espresso in millesimi e il marchio identificativo dell’assegnatario secondo le regole applicabili.

Il titolo descrive la quantità di metallo prezioso fino nella lega, non la percentuale di imposta né il valore commerciale dell’oggetto. Le procedure di marcatura, i casi particolari, le esenzioni e le verifiche sono regolati dalla normativa del settore. È scorretto ritenere che l’attribuzione del codice ATECO basti ad autorizzare la produzione o la messa in commercio.

Registro degli assegnatari, punzoni e Camera di Commercio

Le imprese che fabbricano o importano oggetti contenenti metalli preziosi devono verificare l’obbligo d’iscrizione nel Registro degli assegnatari dei marchi di identificazione tenuto presso la Camera di Commercio competente, oltre alle modalità per ottenere il marchio e i relativi punzoni. La Camera di Commercio di Roma illustra la procedura di iscrizione e l’allestimento dei punzoni.

La documentazione richiesta può dipendere dalla struttura dell’impresa e dall’iscrizione all’Albo artigiani. La Camera di Commercio di Genova distingue, ad esempio, alcuni adempimenti per imprese artigiane e non artigiane. Occorre consultare la Camera territorialmente competente prima di produrre, marcare o vendere oggetti che ricadono nella disciplina.

Regime forfettario: coefficiente 67% e esempio numerico

Per un’attività di fabbricazione orafa riconducibile al 32.12.20, il coefficiente di redditività di riferimento nel regime forfettario è 67% quando il regime è applicabile. Il coefficiente serve a determinare il reddito forfettario lordo, come spiegato anche nella guida generale al regime forfettario: non è né un’imposta del 67% né una percentuale di ricarico del gioiello.

Con 40.000 euro di ricavi rilevanti, il reddito forfettario lordo sarebbe di 26.800 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi. L’imposta sostitutiva del 5% o 15% si applica poi alla base imponibile determinata secondo le regole del regime, non al prezzo dei metalli o all’intero valore degli ordini se non costituiscono ricavo dell’attività.

Il D.Lgs. 81/2025 mantiene transitoriamente i coefficienti della Legge 190/2014 tramite il raccordo con la classificazione precedente. Per capire quando il forfettario sia opportuno nel settore consulta la guida fiscale per orafi e gioiellieri.

Costi del laboratorio: il 67% è sempre conveniente?

Un laboratorio orafo sostiene costi potenzialmente elevati per metalli e pietre, semilavorati, fusione, utensili, macchine per incisione, sicurezza, assicurazione delle scorte, energia, affitto, lavorazioni esterne e vendita. Nel forfettario tali costi ordinari non si deducono analiticamente: il reddito deriva dal coefficiente, salve le deduzioni consentite.

Il dato pratico non è soltanto quanto fattura l’orafo, ma quale margine resta dopo materiali, lavorazioni e altri costi reali. Per esempio, un laboratorio che lavora prevalentemente oro di proprietà del committente può avere una struttura dei costi molto diversa da chi compra direttamente metallo e gemme per realizzare e vendere gioielli propri. Per confrontare scenari consulta il calcolo delle tasse per orafi e gioiellieri.

INPS Artigiani, iscrizione dell’impresa e produzione su commissione

Un orafo che produce personalmente gioielli in un laboratorio organizzato come impresa artigiana deve verificare iscrizione alla Camera di Commercio, Albo artigiani, eventuale ComUnica e Gestione Artigiani INPS. Non è però il codice ATECO, da solo, a imporre l’inquadramento: contano forma giuridica, effettiva partecipazione lavorativa, requisiti dell’impresa e ruolo dei soci.

La gestione fiscale del laboratorio orafo può essere complessa, soprattutto quando coesistono produzione, magazzino e vendita. La produzione per conto terzi può richiedere di distinguere il compenso per lavorazione dal corrispettivo per l’oggetto finito e dalla vendita di beni acquistati. Contratti, documenti di consegna, uso di metalli del cliente e fatture devono riflettere l’operazione effettiva. Per i passaggi d’avvio vedi come aprire la Partita IVA da orafo o gioielliere.

Tre casi pratici per scegliere il codice corretto

Laboratorio A: crea fedi e anelli in oro su ordinazione, li incide e incastona le pietre. Il 32.12.20 descrive l’attività produttiva da verificare; valgono le regole sui marchi dei metalli preziosi.

Negozio B: acquista gioielli già finiti da grossisti e li rivende a privati, senza fabbricazione autonoma. Il riferimento da verificare è 47.77.00, non 32.12.20.

Artigiano C: taglia e lucida pietre preziose per altri laboratori, senza realizzare gioielli finiti. Il codice da verificare è 32.12.10 ATECO 2025. Se il lavoro comprende anche la produzione autonoma del gioiello, bisogna rappresentare correttamente entrambe le attività.

Un quarto caso merita attenzione: chi ripara esclusivamente collane o anelli usati deve verificare il 95.25.00. Questi scenari mostrano perché l’uso generico di “orafo” come descrizione commerciale non basta per individuare il codice.

Errori frequenti con il codice ATECO 32.12.20

  • Usarlo per un negozio che vende soltanto gioielli acquistati già pronti.
  • Confondere il vecchio 32.12.10 con l’attuale 32.12.10 per lavorazione di pietre.
  • Usarlo per sola bigiotteria con materiali non preziosi e imitazioni.
  • Trascurare il codice della riparazione 95.25.00 quando l’attività è autonoma.
  • Credere che marchio e titolo in millesimi siano facoltativi solo perché la produzione è artigianale o su commissione.
  • Confondere il coefficiente del 67% con l’aliquota fiscale o con il margine commerciale.
  • Applicare automaticamente INPS Artigiani senza verificare i presupposti reali.
  • Non distinguere la produzione propria dalla vendita abituale di gioielli acquistati da altri.

Domande frequenti sul codice ATECO 32.12.20

Qual è il codice ATECO per fabbricare gioielli in oro e argento?

Il codice ATECO 2025 da verificare è 32.12.20, dedicato alla fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi.

Il vecchio 32.12.10 corrisponde al nuovo 32.12.20?

Sì, per la fabbricazione orafa il vecchio 32.12.10 ATECO 2022 è raccordato al 32.12.20 ATECO 2025. Il nuovo 32.12.10 ha invece un contenuto diverso, relativo alla lavorazione di pietre.

Incisione e incastonatura di pietre rientrano nel 32.12.20?

Le note ISTAT includono incisione personalizzata su oggetti in metalli preziosi e incastonatura di pietre preziose o semipreziose. Va comunque distinta la produzione dalla riparazione.

Qual è il coefficiente del regime forfettario per l’orafo?

Il coefficiente di riferimento per la fabbricazione orafa è il 67%, se il soggetto rispetta le condizioni per il regime e la corretta classificazione dell’attività.

Un laboratorio orafo deve iscriversi al Registro dei marchi dei metalli preziosi?

La fabbricazione degli oggetti che ricadono nella disciplina dei metalli preziosi richiede di verificare gli obblighi di iscrizione al Registro degli assegnatari, marchio e titolo presso la Camera di Commercio competente.

In sintesi: per chi fabbrica gioielli in metalli preziosi il 32.12.20 è il codice ATECO 2025 di riferimento. La classificazione cambia se prevale il commercio, la lavorazione autonoma di pietre, la bigiotteria o la riparazione. Prima dell’avvio occorre controllare anche marchio dei metalli preziosi, Registro assegnatari e requisiti artigiani, oltre alla convenienza fiscale.

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