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Casse professionali e regime forfettario: scadenze 2026

Aggiornato il 18 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Casse professionali e regime forfettario: scadenze 2026

Le Casse professionali nel regime forfettario non seguono un calendario unico: ogni ente previdenziale stabilisce contributi, minimi, dichiarazioni e scadenze proprie. Per questo un medico, un avvocato, un architetto o uno psicologo possono avere obblighi molto diversi pur applicando tutti lo stesso regime fiscale.

Questa pagina raccoglie in un unico hub le principali scadenze 2026 delle Casse professionali e collega ogni professione alla guida operativa corretta. L’obiettivo è semplice: capire subito quale ente riguarda la tua attività e arrivare alla pagina con date, rate e adempimenti specifici.

Casse professionali 2026: trova la tua gestione

Medici e odontoiatri ENPAM Scadenze ENPAM 2026
Ingegneri e architetti Inarcassa Scadenze Inarcassa 2026
Avvocati Cassa Forense Scadenze Cassa Forense 2026
Infermieri ENPAPI Scadenze ENPAPI 2026
Psicologi ENPAP Contributi e scadenze ENPAP 2026
Geometri Cassa Geometri Scadenze Cassa Geometri 2026
Consulenti del lavoro ENPACL Scadenze ENPACL 2026
Biologi ENPAB Scadenze ENPAB 2026
Veterinari ENPAV Scadenze ENPAV 2026
Farmacisti ENPAF Scadenze ENPAF 2026
Agronomi, geologi, chimici, attuari EPAP Scadenze EPAP 2026
Periti industriali EPPI Scadenze EPPI 2026
Ragionieri e periti commerciali CNPR Scadenze Cassa Ragionieri 2026
Dottori commercialisti CNPADC Scadenze CNPADC 2026
Giornalisti autonomi INPGI Scadenze INPGI 2026
Agenti e rappresentanti ENASARCO Scadenze ENASARCO 2026

Cassa professionale o INPS: da dove si parte

Il primo controllo non è il regime fiscale, ma l’inquadramento previdenziale. Alcune professioni ordinistiche hanno una Cassa autonoma; altre attività professionali senza Cassa rientrano normalmente nella Gestione Separata INPS; attività artigiane o commerciali possono invece ricadere nelle relative gestioni INPS.

Per questo non basta conoscere il codice ATECO. Contano la professione effettivamente esercitata, l’iscrizione all’Ordine o Collegio, le regole dell’ente previdenziale e l’eventuale presenza di più attività.

Per il quadro generale sulle gestioni INPS puoi consultare la guida RM su quali contributi paga una Partita IVA.

Perché le scadenze cambiano da una Cassa all’altra

Le Casse professionali sono enti distinti e non applicano un unico modello contributivo. Alcune richiedono minimi annuali, altre versamenti in più rate, altre ancora prevedono dichiarazioni reddituali specifiche con nomi e calendari diversi.

Tra gli adempimenti più ricorrenti troviamo:

  • contributo soggettivo;
  • contributo integrativo;
  • contributo di maternità;
  • contributi minimi;
  • dichiarazione del reddito professionale;
  • conguaglio o eccedenze;
  • rateizzazioni che possono proseguire nell’anno successivo.

Scadenze 2026: non basta ricordare una sola data

Il calendario previdenziale di un professionista spesso si sviluppa lungo tutto l’anno. ENPAM, per esempio, distingue Quota A, Modello D e Quota B; Inarcassa separa minimi, dichiarazione e conguaglio; CNPADC collega i minimi alla comunicazione PCE e alle eccedenze.

Per questo l’hub non sostituisce le singole guide. Serve come punto di ingresso: individui la Cassa corretta e poi passi alla pagina con il calendario operativo aggiornato.

Medici e odontoiatri: ENPAM

Per medici e odontoiatri la gestione previdenziale di riferimento è ENPAM. Nel 2026 sono centrali Quota A, Modello D e Quota B, con possibilità di rateizzazione che in alcuni casi prosegue nel 2027.

La guida dedicata è: scadenze ENPAM 2026.

Avvocati: Cassa Forense

Gli avvocati devono coordinare contributi minimi, Modello 5 e autoliquidazione. Il calendario Cassa Forense è autonomo rispetto alle normali scadenze fiscali del regime forfettario.

Consulta il calendario Cassa Forense 2026.

Ingegneri e architetti: Inarcassa

Inarcassa prevede minimi, dichiarazione annuale e conguaglio. Il professionista deve anche verificare eventuali condizioni particolari, deroghe e rateizzazioni.

Vai alle scadenze Inarcassa 2026.

Psicologi, infermieri e professioni sanitarie

Gli psicologi fanno riferimento a ENPAP, mentre gli infermieri iscritti alla relativa gestione professionale fanno riferimento a ENPAPI. Calendari e basi contributive sono diversi.

Per gli psicologi: contributi ENPAP 2026. Per gli infermieri: scadenze ENPAPI 2026.

Biologi, veterinari e farmacisti

Biologi, veterinari e farmacisti hanno enti separati: ENPAB, ENPAV ed ENPAF. Ognuno applica proprie regole su minimi, dichiarazioni e rate.

Le guide operative sono: ENPAB, ENPAV ed ENPAF.

Consulenti del lavoro, geometri e periti industriali

I consulenti del lavoro fanno riferimento a ENPACL; i geometri alla propria Cassa di categoria; i periti industriali a EPPI.

Consulta le guide su ENPACL 2026, Cassa Geometri 2026 ed EPPI 2026.

Commercialisti e ragionieri: CNPADC e CNPR

È importante non confondere le due gestioni. I Dottori Commercialisti fanno riferimento alla CNPADC; ragionieri e periti commerciali alla CNPR.

Per i Dottori Commercialisti: scadenze CNPADC 2026. Per la CNPR: scadenze Cassa Ragionieri 2026.

EPAP: più professioni, una sola Cassa

EPAP interessa più categorie professionali, tra cui dottori agronomi e forestali, geologi, chimici e attuari. È quindi un caso in cui più professioni diverse condividono la stessa gestione previdenziale.

La pagina operativa è scadenze EPAP 2026.

Giornalisti autonomi: INPGI

Per i giornalisti autonomi il calendario INPGI distingue contributo minimo, comunicazione reddituale e saldo. Anche qui l’anno contributivo non coincide sempre con una sola scadenza.

Consulta le scadenze INPGI 2026.

Agenti di commercio: ENASARCO

ENASARCO segue un calendario trimestrale e si affianca normalmente agli obblighi INPS dell’agente di commercio. La ditta preponente effettua materialmente il versamento.

Vai alle scadenze ENASARCO 2026.

Contributi della Cassa e regime forfettario

Il regime forfettario non sostituisce gli obblighi previdenziali. Il reddito fiscale viene determinato con il coefficiente di redditività, ma i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati possono incidere sulla base imponibile secondo le regole applicabili.

Va inoltre distinta la contribuzione della Cassa professionale dalla rivalsa INPS del 4% dei professionisti iscritti alla Gestione Separata: sono istituti diversi e non vanno trattati automaticamente allo stesso modo.

Come capire quale Cassa professionale devi usare

Il percorso corretto non parte dall’aliquota né dal regime forfettario. Parte dalla professione effettivamente esercitata. In pratica conviene seguire questa sequenza:

  1. verificare se l’attività richiede iscrizione a un Ordine o Collegio;
  2. controllare se quella professione ha una Cassa previdenziale autonoma;
  3. leggere il regolamento della Cassa per capire quando nasce l’obbligo di iscrizione;
  4. distinguere l’attività professionale da eventuali altre attività commerciali o artigiane;
  5. solo dopo coordinare previdenza e regime fiscale.

Il codice ATECO aiuta a descrivere l’attività, ma non decide da solo la gestione previdenziale. Due professionisti con codici simili possono avere obblighi diversi se uno esercita una professione ordinistica e l’altro un’attività libera senza Cassa autonoma.

Contributo soggettivo, integrativo e minimo: cosa significano

Contributo soggettivo È normalmente collegato al reddito professionale e alimenta la posizione previdenziale individuale.
Contributo integrativo È spesso calcolato in percentuale sul volume d’affari o sui compensi e può essere addebitato in fattura secondo le regole della Cassa.
Contributo minimo È l’importo minimo annuo dovuto anche quando il reddito è basso, se previsto dall’ente.
Maternità / assistenza È una quota ulteriore prevista da molte Casse e aggiornata periodicamente.
Conguaglio / eccedenza È la differenza tra quanto già versato e quanto risulta dovuto dopo la dichiarazione del reddito effettivo.

Queste voci non sono identiche in tutte le gestioni. Alcune Casse prevedono aliquote selezionabili, altre riduzioni per giovani o pensionati, altre ancora rateizzazioni molto lunghe. Per questo una tabella generale non può sostituire la guida della singola Cassa.

Esempio: professionista forfettario con Cassa

Immaginiamo un professionista con 50.000 euro di compensi e coefficiente di redditività del 78%. Il reddito forfettario prima dei contributi è 39.000 euro. Se nell’anno versa 7.000 euro di contributi previdenziali obbligatori deducibili, la base sulla quale calcolare l’imposta sostitutiva si riduce, secondo le regole fiscali applicabili, a 32.000 euro.

Questo esempio non serve a calcolare la singola Cassa: serve a mostrare che tasse e previdenza sono collegate ma non coincidono. La Cassa determina contributi e scadenze secondo il proprio regolamento; il regime forfettario determina invece il reddito fiscale e l’imposta sostitutiva.

I contributi della Cassa sono deducibili nel forfettario?

I contributi previdenziali obbligatori versati in ottemperanza a disposizioni di legge possono essere dedotti dal reddito determinato nel regime forfettario. La regola generale deriva dall’articolo 1, comma 64, della legge 190/2014.

Nella dichiarazione Redditi PF 2026 l’Agenzia delle Entrate indica inoltre che i contributi previdenziali relativi all’attività forfettaria trovano spazio nel quadro LM; l’eventuale eccedenza può rilevare secondo le regole del reddito complessivo. La guida ufficiale al quadro LM chiarisce anche una distinzione importante: per i professionisti obbligati a una Cassa professionale, i contributi addebitati al committente in fattura sono trattati diversamente dalla rivalsa INPS del professionista senza Cassa.

Cassa professionale e rivalsa INPS 4% non sono la stessa cosa

Il contributo integrativo previsto da una Cassa professionale non va confuso con la rivalsa INPS del 4% tipica dei professionisti iscritti alla Gestione Separata. Sono istituti diversi, con effetti fiscali e previdenziali differenti.

Per il professionista senza Cassa, la rivalsa del 4% resta una facoltà di addebito al cliente e non sostituisce il contributo dovuto alla Gestione Separata. Per il professionista con Cassa, invece, l’eventuale contributo integrativo segue il regolamento dell’ente di categoria.

Cosa succede se svolgi due attività diverse

Una seconda attività non produce automaticamente una seconda contribuzione, ma può farlo. Bisogna verificare la natura delle due attività e le regole previdenziali applicabili a ciascuna.

Esempio: un professionista iscritto a una Cassa potrebbe svolgere anche un’attività commerciale distinta. In quel caso non è sufficiente guardare il fatto che esiste una sola Partita IVA: occorre verificare se la seconda attività genera anche un obbligo INPS autonomo.

Il controllo deve quindi essere fatto per attività, non soltanto per soggetto o per numero di codici ATECO.

Professionista senza Cassa: entra in gioco la Gestione Separata

Quando una professione non dispone di una Cassa autonoma e ricorrono i presupposti previdenziali, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. In questo caso cambiano sia il metodo di calcolo sia le scadenze.

La dichiarazione previdenziale passa dal quadro RR e i versamenti seguono il calendario di saldo e acconti. Per approfondire puoi consultare la guida sulla Gestione Separata INPS per liberi professionisti.

Cassa professionale e dichiarazione dei redditi

Molte Casse richiedono una dichiarazione reddituale autonoma rispetto alla dichiarazione fiscale. È uno degli errori più frequenti: aver trasmesso Redditi PF non significa automaticamente aver assolto anche l’obbligo verso la propria Cassa.

Gli esempi più evidenti sono Modello D ENPAM, Modello 5 Cassa Forense, PCE CNPADC, Modello A19 CNPR e le dichiarazioni reddituali previste da ENPAB, EPAP, EPPI e altri enti. Queste comunicazioni servono alla Cassa per determinare saldo, eccedenze o contribuzione definitiva.

Come organizzare tasse e Cassa senza problemi di liquidità

Il modo più efficace è trattare imposte e previdenza come due fondi separati. Ogni incasso può essere suddiviso tra disponibilità operativa, accantonamento fiscale e accantonamento previdenziale.

Durante l’anno conviene poi aggiornare la stima quando arrivano dati più precisi: dichiarazione fiscale, reddito professionale, volume d’affari e comunicazione alla Cassa. Questo riduce il rischio di arrivare a novembre o dicembre con un conguaglio inatteso.

Fonti ufficiali da usare per controllare i dati

Per il trattamento fiscale dei contributi nel forfettario, i riferimenti principali sono la guida dell’Agenzia delle Entrate al quadro LM e l’articolo 1 della legge 190/2014.

Per aliquote, minimi, dichiarazioni e scadenze, invece, prevale sempre la fonte della singola Cassa. Le guide collegate in questo hub sono costruite partendo dai documenti ufficiali dei rispettivi enti e vanno aggiornate quando una Cassa modifica date o importi.

Come usare questo hub durante l’anno

Il metodo più semplice è salvare questa pagina come punto di ingresso e, a ogni scadenza, entrare nella guida della propria Cassa. In questo modo si evita di usare calendari generici che possono non contenere dichiarazioni o rate specifiche del proprio ente.

Per la parte fiscale generale puoi invece usare il calendario fiscale del regime forfettario 2026: tasse e previdenza restano due calendari collegati ma distinti.

Errori frequenti

  • pensare che tutte le Casse abbiano le stesse scadenze;
  • confondere Cassa professionale e Gestione Separata INPS;
  • scegliere la previdenza soltanto dal codice ATECO;
  • dimenticare la dichiarazione reddituale specifica della Cassa;
  • considerare concluso l’anno quando alcune rate scadono nell’anno successivo;
  • usare importi o calendari di annualità precedenti;
  • confondere contributi soggettivi, integrativi e minimi.

Domande frequenti sulle Casse professionali

Chi ha una Cassa professionale paga anche INPS?

Non esiste una risposta unica: dipende dalla professione e dalle attività effettivamente svolte. Per l’attività coperta dalla Cassa, l’inquadramento segue il regolamento dell’ente; eventuali attività ulteriori possono generare obblighi diversi.

Le scadenze delle Casse coincidono con quelle fiscali?

No. Ogni Cassa stabilisce il proprio calendario, che può includere minimi, dichiarazioni e conguagli in date differenti da saldo e acconti fiscali.

Posso scegliere liberamente tra Cassa e Gestione Separata?

Normalmente no. L’inquadramento dipende dalla professione, dall’Ordine e dalla disciplina previdenziale applicabile.

I contributi obbligatori riducono l’imposta del forfettario?

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati possono essere dedotti secondo le regole fiscali applicabili prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.

Perché alcune rate 2026 scadono nel 2027?

Alcuni enti prevedono piani rateali che attraversano l’anno solare. Per questo una guida 2026 può includere scadenze nei primi mesi del 2027.

Dove trovo la scadenza della mia Cassa?

Nella tabella iniziale di questa pagina puoi scegliere la professione e aprire direttamente la guida 2026 della relativa gestione previdenziale.

In sintesi

Non esiste una sola scadenza previdenziale valida per tutti i professionisti. Il percorso corretto è professione → Cassa competente → calendario dell’ente. Questo hub raccoglie le principali gestioni e permette di raggiungere rapidamente la guida aggiornata della propria Cassa.

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