Contributi INPS regime dei minimi

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contributi inps regime minimi

Oggi parliamo di regime dei minimi soffermandoci sui contributi INPS viste le numerose richieste che ci sono arrivate recentemente.
Sul nostro blog, puoi trovare anche per gli altri regimi le stesse tematiche. Ti ricordiamo che se desideri farci domande puoi inserire un commento a fine pagina.
Vediamo quindi di analizzare in dettaglio i contributi INPS e regime minimi per le varie categorie professionisti, artigiani e commercianti.

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Liberi professionisti con iscrizione alla gestione separata Inps

Il mondo dei liberi professionisti, come noto, è molto ampio e variegato.
Vi sono liberi professionisti che per esercitare l’attività devono essere iscritti ad un albo professionale.
Vediamo alcuni esempi di professioni riservate a professionisti iscritto ad albi:

  1. il medico;
  2. l’avvocato;
  3. il commercialista;
  4. l’architetto;
  5. il notaio;
  6. il geometra;
  7. l’infermiere.

Esistono anche liberi professionisti che esercitano attività non riservate, vediamo qualche esempio.
Un esempio classico è rappresentato dalle nuove professioni della digital economy, come il web master, web content, SEO, SEM.

Come già anticipato, oggi ci occupiamo dei professionisti in regime dei minimi e dei loro obblighi ai fini contributivi.
Il mondo della previdenza dei liberi professionisti si divide in due grandi gruppi:

  1. i liberi professionisti con cassa professionale;
  2. i liberi professionisti senza cassa.

Generalmente i professionisti con attività riservate sono coloro con cassa professionale.
Sono con cassa professionale, tra gli altri, gli avvocati, i notai, gli architetti, i geometri, gli ingegneri, i commercialisti, gli infermieri.
I professionisti senza attività riservate non hanno generalmente una loro cassa e sono obbligati a versare i contributi alla gestione separata Inps.

Le novità del 2017

Precisiamo che la novità del 2017 è l’aliquota gestione separata Inps che scende al 25%.
La Legge di Stabilità per il 2017 ha ridotto l’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS dal 27% al 25% dal 1° Gennaio 2017.

La modifica, introdotta dal comma 165 dell’art.1, coinvolge esclusivamente i soggetti iscritti alla Gestione separata INPS titolari di partita Iva (cd. professionisti senza cassa).
E’ fondamentale che non siano iscritti ad altra gestione previdenziale obbligatoria né pensionati.

I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS, versano i propri contributi sull’ammontare del reddito imponibile ai fini Irpef.
Lo stesso viene determinato in sede di dichiarazione annuale.
Il versamento avviene con lo stesso meccanismo di acconto e saldo e con le stesse scadenze previste per i versamenti Irpef, ovvero:

  • 30 giugno,  saldo e I acconto delle imposte sui redditi;
  • 30 novembre II acconto.

Facciamo un esempio

Pensiamo al caso di una web master che nel periodo d’imposta 2017 contabilizzerà ricavi per 10.000,00 € e costi per 5.000,00 €.
In questo caso il reddito imponibile sia a fini fiscale che ai fini contributivi risulta 5.000,00 €.
Sugli stessi saranno calcolati i contributi previdenziale della gestione separata Inps:

5.000,00 € x 25% = 1.250 € contributi previdenziale gestione separata Inps da versare a giugno 2018.
In questa sede non trattiamo di quale conseguenze derivino dai professionisti con cassa ma, a parte l’autonomia delle varie casse nel determinare le aliquote contributive, il meccanismo sarà analogo a quello dei senza cassa.

Ritornando alla casistica dei professionisti senza cassa, i contributi della gestione separata Inps sono interamente a carico del professionista, il quale può scegliere di addebitare in fattura al cliente, a titolo di rivalsa, il 4% dei compensi lordi.
Vediamo di approfondire gli effetti della rivalsa per i liberi professionisti senza cassa riprendendo l’esempio di sopra esposto:

10.000,00 € x 4% = 400,00 € i contributi ricevuti per rivalsa dal libero professionista.
Per quanto sopra il nostro contribuente dovrà versare, per il periodo d’imposta 2017, contributi previdenziali pari a 1.250,00 € di cui 400,00 € provengono dall’esercizio della rivalsa.

Artigiani e commercianti con iscrizione alla gestione artigiani e commercianti Inps

Per i contribuenti artigiani e commercianti in regime dei minimi non si prospettano sorprese per l’anno 2017 in relazione alla contribuzione Inps in quanto non vi sono novità rispetto ai periodi d’imposta precedenti.
Si ricorda che è sempre vigente l’art. 24, comma 22 del DL n. 201 del 6 Dicembre 2011.
Infatti, le aliquote contributive pensionistiche per artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’INPS sono incrementate di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24%.
Ne risulta che le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti, per l’anno 2016, erano pari alla misura del 23,10 %.
Presumibilmente nell’anno 2017 saranno pari alla misura del 23,55%.

Continueranno ad applicarsi, anche per l’anno 2017, le disposizioni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di sessantacinque anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.
Come noto per la gestione Inps artigiani commercianti sono previste due tipologie di contribuzioni:

  1. contribuzione IVS sul minimale di reddito;
  2. contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimale.

Preso atto degli indici da inflazioni minimi, per l’anno 2017, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali dovrebbe rimanere invariato rispetto all’anno 2016 ed è pari a 15.548,00 €.

Le aliquote

Adesso non ci resta che determinare quali sono le aliquote per il corrente anno.
Risultano come segue:

Artigiani Commercianti

  • titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 23,55 % 23,64 %;
  • coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 20,55 % 20,64 %.

Per quanto la contribuzione Iva minimale dovrebbe eccedere di poco i 3.600,00 € annui da versare con periodicità trimestrale.
Coloro che per il periodo d’imposta 2017 avranno un reddito superiore a 15.548,00 € dovranno assolvere gli obblighi contributivi IVS sul reddito eccedente il minimale.

Il contributo per l’anno 2017 sarà dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2016 per la quota eccedente il predetto minimale di 15.548,00 € annui.
Questo in base alle citate aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il corrente anno, all’importo di 46.123,00 €.
Per i redditi superiori a 46.123,00 € annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, disposto dall’art. 3-ter della legge 14 Novembre 1992, n. 438.
Per l’anno 2017 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS sarà un valore molto vicino o addirittura uguale a quelli del 2016 che erano pari a 76.872,00 €. (46.123,00 € più 30.749,00 €).

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17 Comments

  1. Avatar Sara 5 Luglio 2017
    • Sysadmin Staff 5 Luglio 2017
  2. Avatar Guido 15 Luglio 2017
    • Sysadmin Staff 17 Luglio 2017
  3. Avatar Chiara Tarantino 25 Agosto 2017
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  4. Avatar Rosario 8 Settembre 2017
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  5. Avatar Rosario 11 Settembre 2017
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  6. Avatar Antonio 4 Ottobre 2017
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  7. Avatar giuliano 19 Ottobre 2017
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        • Avatar Umberto 21 Gennaio 2018
          • Sysadmin Staff 22 Gennaio 2018

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