Un nostro lettore, Mauro di Varese, ci chiede maggiori informazioni sulla doppia attività nel regime forfettario: possiede già una Partita IVA e vorrebbe affiancare alla sua attività professionale anche la vendita di un software da lui sviluppato.
Doppia attività regime forfettario: il quesito di Mauro
Buongiorno, disponendo già di una Partita IVA attiva in regime forfettario per servizi di massaggio e terapie manuali, ma essendo intenzionato a vendere un’applicazione software gestionale interamente da me sviluppata, vorrei sapere cosa devo fare fiscalmente.
È possibile aprire una seconda posizione forfettaria? Ci sono altre soluzioni?
Grazie
Mauro – Varese
La nostra risposta a Mauro
Ciao Mauro, grazie per la tua domanda sulla doppia attività nel regime forfettario.
Per prima cosa, non devi aprire una seconda Partita IVA: una persona fisica utilizza un’unica Partita IVA, alla quale possono essere associate più attività e più codici ATECO.
Quindi puoi, in linea generale, affiancare una seconda attività a quella che già eserciti.
Come funzionano più attività nel forfettario?
Nel regime forfettario le diverse attività devono essere correttamente indicate e i ricavi o compensi vanno trattati in base al gruppo di appartenenza e al relativo coefficiente di redditività.
Le istruzioni del Quadro LM dell’Agenzia delle Entrate prevedono espressamente la gestione di più codici attività e, quando le attività appartengono a gruppi con coefficienti differenti, la suddivisione dei ricavi o compensi nei diversi righi.
Il limite del forfettario è complessivo
La presenza di due attività non crea due distinti limiti di ricavi o compensi.
Ai fini della permanenza nel regime forfettario occorre considerare complessivamente i ricavi e i compensi delle attività esercitate, applicando poi a ciascuna attività il coefficiente previsto quando necessario.
Attenzione alla posizione previdenziale
Nel tuo caso, Mauro, bisogna analizzare separatamente anche l’aspetto previdenziale.
Quando una persona svolge contemporaneamente un’attività professionale soggetta alla Gestione Separata e un’attività imprenditoriale che presenta i requisiti per l’iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, può verificarsi l’obbligo contributivo in entrambe le gestioni.
La Circolare INPS n. 78/2013 chiarisce che il criterio dell’attività prevalente non elimina automaticamente l’iscrizione alla Gestione Separata quando questa coesiste con un’attività imprenditoriale soggetta ad altra gestione.
Nel caso concreto della vendita del software, la corretta qualificazione fiscale e previdenziale dell’attività va comunque verificata in base alle modalità effettive con cui viene esercitata, senza presumere automaticamente l’iscrizione alla Gestione Commercianti.
In sintesi
Quindi, Mauro, non serve una seconda Partita IVA. Puoi svolgere più attività con la stessa posizione IVA, aggiungendo quando necessario gli ulteriori codici ATECO e gestendo correttamente ricavi, coefficienti di redditività e posizione previdenziale.
Un saluto
Lo Staff di regimeminimi.com
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salve vorrei un chiarimento su i codici ateco e i redditi dato che due commerciallisti mi hanno dato informazioni diverse. la mia domanda ai commercalisti è stata, se con la solita partita iva ma due attivita merceologiche diverse ( una come agente di commercio e l’altra come ditta commerciale) e con un regime forefettario nel 2017 ho chiesto se potevo rimanere con questo regime come agente e con l’altra attività averte un regime normale ,cioè non in esenzione iva.
allora il mio commercialista mi ha confermato che ho gia come iscrizione i codici ateco diversi per attivita ma che il regime fiscale è unico , mentre l’altro professionista invece dice che si puo applicare un regime fiscale diverso per ogni codice ateco.
grazie
Andrea malavolti
Buongiorno Andrea, si può avere due codici Ateco diversi nella stessa partita Iva.
Non si può però avere due regimi fiscali diversi, se si applica il regime forfettario per un’attività, dovrà essere applicata necessariamente anche per l’altra.
Ovviamente se si applicherà il regime forfettario, dovranno essere pagate le imposte sulla base dei diversi coefficienti di redditività.
Ricordiamo che l’attività di agente di commercio ha un coefficiente del 62%, mentre la ditta commerciale dovrebbe avere un coefficiente del 40%.
Cordiali saluti.
Buongiorno e Buon Anno,
sto valutando di aprire partita iva come consulente energetico e ambientale e di effettuare allo stesso tempo la vendita di prodotti connessi alle attività per cui faccio consulenza (strumenti di lavoro per giardinaggio, libri sul giardinaggio, oggetti per il gardinaggio).
Le mie domande dunque sono:
(1) devo avere una doppia posizione contributiva?
(2) se l’attività prevalente riguarda le consulenze, per la parte commerciale sussiste un minimale contributivo e in tal caso a quale valore corrisponde?
(3) la prevalenza di un’attività rispetto all’altra è presunta a priori o è desunta alla fine dell’anno delle attività? nel secondo caso, come mi devo regolare per il pagamento dei contributi?
Grazie in anticipo per la risposta,
Davide Bianchini
Buongiorno Davide, a nostro avviso quando si ha una posizione da consulente e una posizione da commerciante si è soggetti a doppia imposizione contributiva, almeno che la camera di commercio non accetti l’iscrizione del codice Ateco relativo alle consulenze, in modo da unificare entrambe le attività nella gestione commercianti.
I contributi da commerciante si versano indipendentemente dal fatturato, si tratta di 900€ ogni tre mesi, che con il regime forfettario possono essere ridotti a 600€.
Nel tuo caso la prevalenza dell’attività non è rilevante, ai fini contributivi, in quanto in caso di doppia contribuzione saranno versati i contributi alla gestione separata per i redditi derivanti dall’attività di consulente e i contributi alla gestione commercianti per l’attività commerciale.
Cordiali saluti
Buongiorno,
vi ringrazio per la risposta chiara e precisa.
Cordiali saluti
Davide Bianchini
Buonasera Davide, prego.
Cordiali saluti