Una nostra lettrice, Annachiara di Firenze, ci ha scritto perché dopo una breve collaborazione con uno studio di grafica le è stato proposto di proseguire il rapporto aprendo la Partita IVA.
Partita IVA o lavoro occasionale: il quesito di Annachiara
Ciao regimeminimi, è qualche giorno che ho scoperto la vostra rubrica Esperto risponde e vi faccio i complimenti per le risposte chiare e precise.
Dopo aver collaborato per due settimane con uno studio di grafica, mi hanno chiesto di proseguire il rapporto professionale con l’apertura di una Partita IVA e lasciare il lavoro occasionale. Che ne pensate?
Annachiara – Firenze
La nostra risposta ad Annachiara
Ciao Annachiara, grazie per averci scritto.
La distinzione tra Partita IVA e lavoro occasionale non dipende semplicemente dall’importo guadagnato.
Il punto principale è capire se l’attività viene esercitata in modo abituale e professionale oppure realmente in modo occasionale.
Nel tuo caso, se la collaborazione con lo studio di grafica è destinata a continuare stabilmente e l’attività viene svolta professionalmente, l’apertura della Partita IVA può essere la soluzione fiscalmente corretta.
Il limite di 5.000 euro non decide se serve la Partita IVA
È importante chiarire un equivoco molto diffuso: 5.000 euro non è la soglia sotto la quale si può sempre lavorare senza Partita IVA.
Per il lavoro autonomo occasionale, i primi 5.000 euro annui costituiscono una franchigia ai fini dei contributi alla Gestione Separata INPS. La natura occasionale o abituale dell’attività è invece una questione diversa.
Quando l’attività è davvero occasionale?
Il TUIR distingue il lavoro autonomo esercitato abitualmente dai redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente. Non esiste quindi una regola generale dei “30 giorni” che da sola stabilisca l’obbligo di aprire la Partita IVA.
Occorre valutare concretamente continuità, organizzazione e modalità con cui l’attività viene svolta.
Nel caso di Annachiara
Annachiara, se dopo le prime due settimane lo studio vuole instaurare con te una collaborazione professionale destinata a proseguire, non siamo più davanti al classico incarico isolato e occasionale.
È quindi corretto valutare seriamente l’apertura della Partita IVA, scegliendo poi il regime fiscale e previdenziale adatto alla tua situazione.
Un saluto e grazie per averci scritto.
Lo Staff di regimeminimi.com
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.
Buonasera, in relazione a questo tema, ho un quesito da porre:
mio padre ha un’automobile d’epoca, che ho pensato di pubblicizzare sui social ed “affittarla” con conducente (in questo caso mio padre) per matrimoni.
Secondo Lei è possibile emettere una ricevuta fiscale per prestazione occasionale (e marca da bollo 2€ in quanto superiamo i 70€ ) ?
Anche perché tecnicamente non è una professione abituale perché ovviamente ti può capitare di affittarla per un matrimonio all’anno, come può essere che può capitare di affittarla 3 volte all’anno (e parliamo di una cifra di 200.00€ circa /volta)
Perché sarebbe impensabile aprire una partita Iva
Inoltre, emettendo ricevuta fiscale, andrà poi fatta la dichiarazione dei redditi? Questo piccolo reddito viene tassato? Per capire a cosa vado in contro ..
Buonasera Cristina, a nostro avviso l’attività deve essere regolarizzata con partita Iva quando è esercitata professionalmente e con continuità.
Ad ogni modo per quanto riguarda i redditi occasionali deve essere presentata la dichiarazione dei redditi.
Quanto percepito si cumulerà con eventuali altri redditi.
Cordiali saluti