Vendere su Amazon senza Partita IVA è possibile solo quando le vendite sono realmente occasionali e non costituiscono un’attività organizzata e abituale. Se acquisti prodotti per rivenderli con continuità, mantieni un catalogo stabile, utilizzi pubblicità o gestisci professionalmente uno shop Amazon, la Partita IVA diventa normalmente necessaria anche se gli incassi sono ancora contenuti.
Non esiste una regola generale dei “40 beni” né una soglia di 5.000 euro che autorizzi a svolgere stabilmente commercio online senza Partita IVA. Inoltre, con ATECO 2025 il vecchio codice 47.91.10 non è più la risposta automatica per chi vende su Internet: il codice va scelto soprattutto in base ai prodotti e all’attività effettivamente svolta.
Quando puoi vendere su Amazon senza Partita IVA
La vendita senza Partita IVA può essere compatibile con situazioni davvero sporadiche, per esempio quando cedi occasionalmente beni personali usati senza organizzare un’attività commerciale.
Gli elementi da osservare sono soprattutto continuità e organizzazione. Diventa difficile parlare di semplice occasionalità quando:
- acquisti merce appositamente per rivenderla;
- mantieni un catalogo stabile;
- rifornisci regolarmente lo stock;
- utilizzi campagne pubblicitarie;
- vendi con frequenza durante l’anno;
- costruisci un marchio o una struttura commerciale;
- usi Amazon come canale professionale continuativo.
La valutazione fiscale non dipende quindi da un numero magico di pezzi venduti.
Il piano Individuale Amazon non significa “venditore privato” fiscalmente
Amazon distingue commercialmente tra piano di vendita Individuale e piano Professionale. Questa scelta riguarda i costi e le funzioni dell’account, non stabilisce se in Italia tu possa operare senza Partita IVA.
Amazon indica attualmente un costo di 0,99 euro per unità venduta per il piano Individuale e 39 euro al mese, IVA esclusa, per il piano Professionale, oltre alle commissioni di vendita applicabili. Ma un account “Individuale” può comunque essere utilizzato nell’ambito di un’attività che, per le regole fiscali italiane, richiede Partita IVA.
Quando serve la Partita IVA per vendere su Amazon
Quando la vendita è svolta con abitualità e organizzazione assume natura d’impresa commerciale. In questo caso occorre impostare correttamente la posizione fiscale e amministrativa prima di trattare Amazon come una semplice fonte di accrediti bancari.
Per una ditta individuale commerciale possono entrare in gioco:
- Partita IVA;
- Registro delle Imprese;
- Comunicazione Unica;
- Gestione Commercianti INPS;
- eventuale SCIA/SUAP, in base all’attività;
- adempimenti IVA e fiscali legati alle vendite italiane ed estere.
Per il quadro generale puoi approfondire la guida su e-commerce e regime forfettario.
Codice ATECO Amazon: perché non esiste un codice unico
Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio non viene più classificato principalmente in base al fatto che la vendita avvenga online o in un negozio fisico. L’Istat ha spostato l’attenzione soprattutto sulla tipologia di prodotti commercializzati e sulla natura concreta dell’attività.
Questo significa che non è corretto utilizzare automaticamente il vecchio codice 47.91.10 “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet”. Un venditore di abbigliamento, uno di cosmetici e uno di elettronica possono avere codici differenti anche se utilizzano tutti Amazon.
Se vendi prodotti diversi
Se commercializzi categorie differenti di beni bisogna individuare l’attività prevalente e verificare se sono necessari più codici ATECO. La classificazione deve descrivere ciò che fai realmente, non il marketplace utilizzato.
Per questo la scelta del codice va fatta guardando catalogo, prodotti prevalenti, modalità di approvvigionamento e struttura dell’attività.
Vendere su Amazon in regime forfettario
La vendita su Amazon può essere compatibile con il regime forfettario se il contribuente possiede i requisiti previsti e non ricade nelle cause ostative.
Il punto critico per un e-commerce è però la differenza tra reddito fiscale e margine reale. Nel forfettario i costi sostenuti non vengono normalmente dedotti uno per uno: il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività collegato all’attività.
Acquisto merce, commissioni Amazon, pubblicità, logistica, resi e stoccaggio restano costi economici veri. Se sono molto elevati, il forfettario può risultare meno conveniente rispetto a un’attività con margini più alti.
Amazon: commissioni e costi da considerare
Amazon applica costi diversi in base al piano, alla categoria dei prodotti e ai servizi utilizzati. La piattaforma indica che la maggior parte delle commissioni per segnalazione è compresa tra l’8% e il 15%, oltre alle eventuali tariffe di gestione e Logistica di Amazon.
Il prezzo totale pagato dal cliente può quindi essere diverso dall’importo effettivamente accreditato al venditore.
Il payout Amazon non coincide automaticamente con il ricavo
Uno degli errori più frequenti è prendere il bonifico Amazon come unico dato fiscale. L’accredito può essere già ridotto da commissioni, rimborsi, costi logistici o altre trattenute.
Per ricostruire correttamente l’attività conviene confrontare:
- ordini e valore delle vendite;
- rimborsi e resi;
- commissioni Amazon;
- costi FBA o altre tariffe;
- payout;
- documentazione fiscale;
- eventuali imposte gestite dal marketplace.
La guida sulla contabilità e-commerce tra ordini, payout e commissioni approfondisce proprio questa riconciliazione.
Esempio: 1.000 euro di vendite non significano 1.000 euro sul conto
Supponiamo che gli ordini del periodo ammontino complessivamente a 1.000 euro. Se Amazon trattiene commissioni e altri costi prima del payout, sul conto potresti ricevere un importo inferiore.
Fiscalmente non è prudente assumere che il solo accredito netto rappresenti automaticamente il totale dei ricavi. Bisogna leggere i report Amazon e distinguere il valore delle vendite dai costi e dalle rettifiche applicate dalla piattaforma.
Gestione Commercianti INPS nel 2026
Chi esercita commercio come ditta individuale è normalmente soggetto alla Gestione Commercianti INPS. Per il 2026 l’INPS indica un’aliquota complessiva del 24,48% per i commercianti, comprensiva della contribuzione aggiuntiva prevista per questa gestione, oltre alle regole specifiche su minimale e reddito eccedente.
I contributi non dipendono da Amazon ma dall’inquadramento dell’attività. Il fatto di utilizzare un marketplace internazionale non elimina gli obblighi previdenziali italiani.
Vendite B2C in Italia: fattura e corrispettivi
La vendita di beni tramite Amazon rientra normalmente nel commercio elettronico indiretto quando il contratto si perfeziona online ma il bene viene consegnato fisicamente.
Gli obblighi documentali vanno distinti da quelli di un negozio fisico con registratore telematico. La corretta gestione dipende dalla natura della vendita, dalla richiesta di fattura e dagli adempimenti applicabili al commercio elettronico indiretto.
Vendite a clienti UE e soglia OSS di 10.000 euro
Il regime forfettario italiano non esclude automaticamente gli obblighi IVA europei. Per le vendite a distanza intracomunitarie di beni a consumatori finali esiste una soglia unionale di 10.000 euro, calcolata secondo le regole europee.
Quando si supera la soglia e ricorrono le condizioni previste, l’IVA segue normalmente lo Stato di destinazione del bene. Il regime OSS consente di dichiarare e versare da un unico Stato membro l’IVA dovuta negli altri Paesi UE, evitando normalmente registrazioni separate in ogni Stato interessato.
Attenzione ad Amazon FBA e allo stock all’estero
Se utilizzi Logistica di Amazon, non basta controllare dove vendi: devi sapere anche dove vengono fisicamente conservati i prodotti.
La presenza di stock in altri Paesi può creare obblighi IVA ulteriori rispetto alla semplice vendita transfrontaliera da un magazzino italiano. Prima di attivare programmi logistici paneuropei o trasferimenti di inventario è quindi opportuno verificare il percorso fisico della merce e le eventuali registrazioni IVA necessarie.
Amazon e DAC7
La DAC7 impone agli operatori di piattaforme digitali obblighi di raccolta e comunicazione di informazioni sui venditori. La Commissione europea chiarisce che la vendita di beni rientra tra le attività interessate e che DAC7 non introduce una nuova imposta: i redditi continuano a essere tassati secondo le normali regole nazionali.
Amazon richiede ai venditori UE interessati di mantenere aggiornate le informazioni fiscali necessarie alla conformità DAC7. La presenza del reporting rende ancora più importante che i dati del Seller Central siano coerenti con la contabilità e con quanto dichiarato.
Le soglie DAC7 non sono soglie per la Partita IVA
La soglia utilizzata per escludere alcuni piccoli venditori dagli obblighi di reporting della piattaforma non stabilisce quando puoi operare senza Partita IVA.
Occasionalità fiscale e reporting DAC7 sono due questioni diverse. Un’attività abituale può richiedere Partita IVA anche se non supera una determinata soglia di comunicazione della piattaforma.
Amazon FBA: costi e fiscalità non sono la stessa cosa
FBA può semplificare logistica, spedizioni e gestione operativa, ma non modifica automaticamente il regime fiscale italiano.
Stoccaggio, gestione, resi e commissioni possono incidere molto sul margine. Nel forfettario questi costi non sono dedotti analiticamente, quindi è importante confrontare il margine reale con il reddito determinato fiscalmente.
Quando il forfettario può essere poco adatto ad Amazon
Il forfettario può essere interessante quando il margine è elevato e i costi effettivi sono contenuti. Può invece diventare meno efficiente se acquisto merce, advertising, FBA, resi e commissioni assorbono una parte importante delle vendite.
Prima di scegliere il regime conviene costruire un conto economico realistico e confrontare almeno:
- fatturato atteso;
- costo della merce;
- commissioni Amazon;
- costi logistici e FBA;
- pubblicità;
- resi;
- contributi INPS;
- imposte previste.
Cosa conservare ogni mese
- report ordini;
- report pagamenti;
- commissioni e tariffe Amazon;
- fatture Amazon;
- payout bancari;
- rimborsi e resi;
- documentazione FBA;
- fatture emesse quando previste;
- documentazione sulle vendite estere;
- dati fiscali e DAC7 del Seller Central.
Errori da evitare
- pensare che fino a 40 vendite non serva mai la Partita IVA;
- confondere i 5.000 euro con una soglia fiscale generale;
- credere che il piano Individuale Amazon equivalga a venditore privato fiscalmente;
- usare automaticamente il vecchio ATECO 47.91.10;
- considerare come ricavo soltanto il payout netto;
- ignorare commissioni e costi FBA nella valutazione del margine;
- non controllare la collocazione dello stock estero;
- confondere DAC7 con una nuova tassa;
- non riconciliare ordini, resi, fee e accrediti.
Checklist per iniziare a vendere su Amazon
- Definisci se la vendita è davvero occasionale o diventerà abituale.
- Individua i prodotti che venderai.
- Scegli il codice ATECO 2025 coerente.
- Verifica Partita IVA, Registro Imprese, INPS e SCIA/SUAP.
- Confronta forfettario e ordinario in base ai costi reali.
- Scegli il piano Amazon in base all’operatività, non alla qualifica fiscale.
- Imposta una riconciliazione tra ordini, commissioni e payout.
- Controlla vendite UE e soglia OSS.
- Se usi FBA, verifica dove viene conservato lo stock.
- Mantieni aggiornati i dati fiscali nel Seller Central.
Fonti ufficiali
- ISTAT — ATECO 2025 e aggiornamenti
- Amazon — costi e piani per i venditori
- INPS — contributi artigiani e commercianti 2026
- Commissione europea — VAT One Stop Shop
- Commissione europea — DAC7
Domande frequenti
Posso vendere su Amazon senza Partita IVA?
Sì soltanto se si tratta di vendite realmente occasionali e non organizzate. Se l’attività è abituale e professionale, la Partita IVA è normalmente necessaria.
Esiste il limite di 40 vendite senza Partita IVA?
No. Non è una soglia fiscale generale che consente di gestire un’attività commerciale abituale senza Partita IVA.
Il piano Individuale Amazon consente di vendere da privato?
È un piano commerciale della piattaforma. Non determina l’inquadramento fiscale italiano né sostituisce la verifica sull’obbligo di Partita IVA.
Qual è il codice ATECO per vendere su Amazon?
Con ATECO 2025 non esiste un unico codice automatico per la vendita online: bisogna scegliere quello coerente con i prodotti e con l’attività effettivamente svolta.
Amazon comunica le vendite al Fisco?
Le piattaforme digitali sono soggette agli obblighi di reporting previsti dalla DAC7 nei casi stabiliti dalla normativa. DAC7 non crea una nuova imposta.
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Buongiorno, ho appena iniziato a vendere su Amazon e vorrei aprire una partita Iva ma ho ancora molti dubbi.
Se i miei ricavi sono di 45000 euro / anno, quale Regime dovrei adottare? Quali tasse devo pagare ogni anno per questa attività?
Buongiorno Glaucia, fino a quando rispetterai la soglia di 50.000€ di ricavi potrai applicare il regime forfettario.
Con questo regime fiscale agevolato, se rispetti determinati requisiti, avrai un’imposta sostitutiva IRPEF del 5% per i primi 5 anni.
L’imposta verrà calcolata sul 40% dei tuoi ricavi.
Per quanto riguarda la parte previdenziale, sarai soggetta ai contributi fissi previsti per i commercianti.
I contributi da commerciante ammontano a circa 3.600€ all’anno, ma applicando il forfettario potrai godere di una riduzione del 35%, pagando come contributi fissi 2.400€.
Ti riportiamo il calcolo esatto delle tasse che dovrai versare con il regime forfettario se il primo anno fatturi 45.000€.
Per prima cosa calcoliamo il tuo reddito imponibile.
Nel regime forfettario il reddito imponibile si determina applicando al totale dei ricavi un coefficiente di redditivà.
Per l’attività di e-commerce
45.000 x 40% = 18.000€ reddito imponibile imposta sostitutiva
18.000 x 5% = 900€ saldo imposta sostitutiva da pagare alla prima scadenza del 30 Giugno
18.000 – 15.548€ = 2.452€ reddito imponibile contributi INPS in percentuale
2.452 x 23,64% = 579,65€ saldo contributi INPS in percentuale da pagare alla prima scadenza del 30 Giugno
Il primo anno è quello più difficile in quanto dovranno essere versati anche gli acconti per l’anno successivo.
Ecco i calcoli per capire quanti acconti dovranno essere versati:
Acconti imposta sostitutiva:
900€ x 40% = 360€ da pagare alla prima scadenza del 30 Giugno
900€ x 60% = 540€ da pagare alla seconda scadenza del 30 Novembre
Acconti INPS:
579,65 x 40% = 231,86€ da pagare alla prima scadenza del 30 Giugno
579,65 x 60% = 347,79€ da pagare alla seconda scadenza del 30 Novembre
Oltre all’imposta sostitutiva sostitutiva e ai contributi in percentuale, dovranno essere versati i contributi INPS fissi.
I contributi INPS sono di circa 3.600€, ma applicando il regime forfettario avrai la possibilità di richiedere una riduzione del 35%.
Con la riduzione i contributi fissi INPS ammontano a 2.400€.
Dovranno essere versati in rate trimestrali, alle seguenti scandeze: 16 Maggio, 21 Agosto, 16 Novembre, 16 Febbraio.
Ricorda che essendo iscritto in camera di commercio dovrà essere versato anche il Diritto annuale, una volta l’anno.
L’importo del diritto camerale può variare dalle 40€ alle 80€.
Cordiali saluti
Buongiorno,
grazie dell’articolo: sicuramente il migliore che ho letto fino ad ora.
Una cosa non mi è chiara: i contributi INPS variano in base al reddito? Dal seguente punto capisco di no: “contributi inps fissi: 3.600€”, ma da ques’altro capisco di sì “18.000 – 15.548€ = 2.452€ reddito imponibile contributi INPS in percentuale”.
Grazie per l’attenzione
Buonasera Fabio, i commercianti o gli artigiani pagano due quote di contributi.
La prima quota è fissa, indipendente dal fatturato. La seconda quota scatta solamente se si supera la soglia di reddito imponibile di 15.878€ (limite del 2019) e sono calcolati in percentuale.
L’esempio che trovi era riferito al 2018.
Cordiali saluti
Buonasera, sinceramente vorrei farvi i complimenti per le vostre risposte!
Avevo lo stesso quesito di Glaucia e non ho nemmeno bisogno di scrivere la domanda è fantastico.
Non ho mai visto una risposta cosi articolata e dettagliata con i calcoli e per giunta gratis.
Penso che aprirò la partita Iva con il vs servizio prima possibile.
Grazie
Buongiorno,
che tipo di società consigliate di aprire essendo da sola ad operare?
Grazie
Buonasera Pamela, sicuramente per il primo periodo può essere conveniente aprire la partita Iva come ditta individuale nel regime forfettario.
Se decidi di procedere, valuta il nostro servizio Go commerciante.
Cordiali saluti
Bungiorno, volevo porle un quesito: se fossimo in due ad iniziare a vendere su Amazon, cosa dovremmo fare con la partita iva? Ci sarebbero costi maggiori dovendo aprire una societá o cose simili?
Buonasera Salvatore,
sicuramente in fase di apertura, costituire una società è più oneroso in termini di costi. Come alternativa può essere valutata l’apertura di due partite iva individuali.
Cordiali saluti
buongiorno e complimenti per il servizio che offrite!
voglio iniziare il commercio su amazon ,volevo chiedervi se ,essendo gia’ lavoratore dipendente (voglio mantenere il lavoro parallelamente ad amazon), vado in contro a problematiche particolari per quanto riguarda l inps e l inail…che gia’ attualmente pago..
grazie
alessandro
Buonasera Alessandro,
potrai godere del vantaggio di non dover versare i contributi INPS per la tua p.iva, in quanto già titolare di una posizione contributiva obbligatoria per il tuo lavoro da dipendente.
Attenzione questo vantaggio è previsto solo per le attività commerciali, come quelle che vuoi intraprendere tu.
Inoltre non essendo un artigiano non avresti l’obbligo di iscrizione all’ INAIL.
Attenzione però a rispettare il requisito fondamentale per aderire al regime forfettario, ovvero che il reddito da dipendente ottenuto al 31/12 dell’anno precedente all’apertura della p.iva non sia superiore ai 30.000€.
Cordiali saluti
Ma se io ho già una partita i a a livello agricolo ma vorrei vendere i miei prodotti devo aprire una nuova partita Iva?
Buongiorno Antonio,
non è possibile aprire più partite iva individuali.
Inoltre l’attività agricola non è compatibile con l’adozione del regime forfettario, anche per altre attività esercitate.
Cordiali saluti
salve, volevo sapere se voi vi occupate anche dell’apertura della partiva iva all’estero, come germania, francia, spagna, uk, polonia, repubblica ceca, Noi vendiamo in internet in questi paesi ed avendo superato il limite di reddito (per lo meno in alcuni paesi come la francia, limite 35 mila euro annui) è obbligatorio l’apertura della partita iva e dei versamenti periodici . Grazie
Giuseppe
Buonasera Giuseppe,
siamo spiacenti ma non forniamo questo tipo di servizio.
Cordiali saluti
Ciao, sono in pensione e vorrei aprire una partita iva per il commercio online.
Che tipo di partita iva devo aprire e riguardo ai contributi inps/inail come ci si deve comportare? Voi eventualmente fornite assisenza?
Grazie
Mario
Buonasera Mario,
può convenire aprire una partita Iva nel regime forfettario.
Per applicare il forfettario però è necessario che il reddito da pensione, percepito nell’anno precedente all’apertura della partita Iva (così come risulta da Certificazione Unica), non sia superiore ai 30.000€.
I contributi INPS devono comunque essere versati.
Ovviamente abbiamo un servizio dedicato alle attività da commerciante nel regime forfettario. Puoi trovare tutto al seguente link:
https://www.regimeminimi.com/prodotto/partita-iva-commerciante-gratis/
Cordiali saluti
Sono autore di libri in vendita su Amazon.
Fino alla metà del 2017 trattavo tali introiti come compensi per diritto d’autore (Redditi Diversi).
Alla metà del 2017 ho aperto una partita iva per attività professionale affine a quella contenuta nei libri.
Come posso includere il reddito professionale nel reddito del regime forfettario dal momento che non posso emettere fattura verso Amazon?
Grazie
Buonasera Marco, a nostro avviso i redditi percepiti dalla vendita di libri su Amazon deve continuarli ad indicare come cessione di diritto d’autore.
La partita Iva potrà continuare a tenerla per l’attività professionale.
Cordiali saluti
Buonasera,
ma se voglio vendere su amazon senza P IVA i beni ceduti devono essere minimo 40 mensili o annui?
Buonasera Mario, a nostro avviso non ci sono limiti da rispettare.
Se l’attività è esercitata con continuità è necessario aprire partita Iva.
Cordiali saluti
Buongiorno, noi siamo in due abbiamo aperto una snc a gennaio di quest’anno, ma abbiamo la sensazione che tenendo due partite iva a regime forfettario avremmo risparmiato (tenuti conto i costi sostenuti per notaio, commercialista, tasse ecc). Abbiamo un reddito procapite calcolabile circa in 40.000 euro lordo. Cosa ci consigliate?
Buonasera,
con un fatturato di 20.000€ a testa si poteva sicuramente godere di buoni vantaggi da parte del regime forfettario.
Ovviamente andrebbe fatta un analisi più dettagliata dell’attività svolta come SNC, ma è fuori dubbio che la partita Iva individuale nel regime forfettario potesse essere una valida alternativa, specialmente se si rispettava i requisiti per la riduzione dell’aliquota al 5%.
Cordiali saluti
No intendevo 40 procapite quindi 80 totale. Vale lo stesso discorso?
Buongiorno Micol, con l’eventuale innalzamento della soglia dei ricavi a 65.000 € per chi apre il regime forfettario, potrebbe valere lo stesso discorso.
Cordiali saluti
Salve, per vendere su amazon senza partita iva, il numero delle vendite che non deve superare i 40 beni, è inteso mensilmente oppure annuale?
Buonasera Federica, il limite è annuale.
Cordiali saluti
Buonasera,
ho letto che il reddito da dipendente ottenuto al 31/12 dell’anno precedente all’apertura della p.iva non deve essere superiore ai 30.000€. Una semplice domanda ma i 30.000€ netti o lordi?
Grazie
Buonasera Giuseppe,
il requisito di cui parla, nel caso di apertura partita Iva nel 2019, non è più richiesto al fine di applicare il regime forfettario.
Cordiali saluti
Buongiorno, ho una domanda da porvi di cui non ho trovato la risposta leggendo l’articolo. Ho una partita iva con regime forfettario in quanto traduttrice, iscritta alla gestione separata. Se io volessi vendere su Amazon, dovrei fare l’iscrizione a camera di commercio e pagare il fisso INPS? Non so quale attività mi dia più introiti,
Grazie
Buonasera Roberta, in caso di inizio attività di commercio è necessario iscriversi in camera di commercio e pagare il fisso INPS.
Potrà essere fatto anche con la stessa partita Iva usata per le traduzioni, ma sarà necessario aggiungere un’ulteriore attività e tenere due contabilità separate.
Cordiali saluti
Salve, vorrei provare a vendere su Amazon come venditore occasionale, senza partita IVA ma ho delle domande:
1 – Il limite è di 40 prodotti venduti al mese, esiste anche un limite di categoria?
2 – Nel caso questo limite non esistesse, un ipotetico venditore potrebbe vendere 40 collane di diamanti per 6000 euro l’una in un solo mese?
3 – Nel caso invece esistesse un limite di categoria come venditore occasionale (prendiamo ad esempio una categoria sicuramente fruibile senza P. IVA “Film e Tv”), potrei vendere 40 dvd rari a 500 euro l’uno?
Le domande sono esplicative non sono dati reali, ma ipotetici, esagerati per far capire il concetto e i miei dubbi, grazie
Buonasera Luigi, non esistono limiti di categoria, ad ogni modo se l’attività di vendita viene esercitata con continuità ed in modo professionale è comunque necessario aprire partita Iva.
Cordiali saluti
Salve,
complimenti per le risposte puntuali che fornite!
Lavoro come dipendente e vorrei iniziare il commercio su Amazon, ho due domande:
– posso rientrare nel regime forfettario con aliquota di tassazione al 5% ?
– il nuovo limite dei 65000€ di ricavi è da considerarsi somma tra lavoro dipendente e autonomo?
Cordialmente,
Francesco
Buonasera Francesco, rispondiamo di seguito alle tue domande:
– puoi applicare il 5% se rispetti determinati requisiti, questi requisiti puoi leggerli nella nostra guida
– il nuovo limite di 65.000€ si riferisce solamente al reddito da partita Iva, il reddito da lavoro dipendente non viene considerato in quanto tassato separatamente.
Cordiali saluti
Salve, sono lavoratore dipendente e vorrei cominciare a vendere cn Amazon in parallelo.. per quanto riguarda i contributi previdenziali sono tenuto a versarli tutti o c’è qualche tipo di agevolazione se sei già lavoratore dipendente? Il regime forfettario rimane invariato del 5% se nn supero i 65000 complessivi dei due redditi o solo del lavoro con partita Iva? Grazie
Buonasera Alex se lavoratore dipendente a tempo pieno, puoi godere dell’esenzione dal pagamento dei contributi INPS sulla partita Iva. Allo stato attuale, il limite dei 65.000 € si riferisce ai ricavi della sola partita Iva.
Cordiali saluti